Maria Vittoria Scurti, il capitano della Tecnocaravan

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Marzo 23, 2010 02:37
Scurti Maria Vittoria

Maria Vittoria Scurti

E’ la capitana della Tecnocaravan Orvieto, punto di riferimento per la squadra, Maria Vittoria Scurti, grande carisma e tanta passione ci parla di sé: “Sono orvietana verace da 27 anni, anche se qualcuno ultimamente mi suggerisce di iniziare a dire 28 dato che sono nata il 3 agosto 1982 e che sono ormai prossima ai trenta. Vabbè anno più o anno meno gli anni bisogna sentirseli giusto? Ed io credo di avere l’età ma soprattutto la maturità per sapere ancora divertirmi nel modo giusto… insomma con la spensieratezza da un lato ma con la maturità dall’altro. Dopo un diploma di maturità scientifica ho conseguito una laurea quinquennale in scienze motorie presso lo Iusm (Istituto Universitario di Scienze Motorie) di Roma al Foro Italico. Sono stati per me 5 anni impegnativi, anche per la scelta di studiare da pendolare, in cui ho dovuto conciliare i tempi e le esigenze accademiche con quelli professionali ed agonistici. E’ stato davvero un periodo frenetico ripagato però dalla soddisfazione di una buonissima preparazione grazie ad insegnanti altamente qualificati e da una laurea con il massimo dei voti. Ho avuto modo di approfondire le mie conoscenze e di prendere numerosi brevetti che hanno qualificato e qualificano con un costante aggiornamento la mia professionalità. Sono infatti istruttrice pilates, istruttore nuoto di secondo livello, assistente bagnante e tecnico pallavolo di secondo grado e grazie ad un curriculum di studi molto articolato ho appreso conoscenze anche complementari alla pratica sportiva come quelle relative alla nutrizione, all’endocrinologia e al primo soccorso (sono soccorritore Bls-D) e molto altro. Senza voler apparire polemica o eccessivamente cattedratica ci tengo a spiegare che si tratta di un corso di studi universitario a tutti gli effetti, molto impegnativo ed altrettanto serio, al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni con cui, complice una certa ignoranza rispetto alle evoluzioni accademiche, viene considerato. Parlaci del tuo lavoro. Da dove iniziamo? Posso partire dal fatto che considerando i tempi non posso di certo lamentarmi: è vero corro molto e sono impegnata tutti i giorni, anche 12 ore consecutive ma sono giovane,ho voglia di trasmettere la mia passione per lo sport quindi vado avanti e cerco di impegnarmi al massimo. La mattina lavoro alla scuola elementare di Ciconia come esperta di educazione fisica in un progetto con il Coni nonché come insegnante di Scienze Motorie presso il Centro Servizi Formativi di Orvieto nei corsi per operatore della ristorazione destinati ai ragazzi in obbligo di istruzione-formazione dai 14 ai 18 anni. Il pomeriggio poi seguo diversi gruppi sportivi, principalmente nell’ambito della pallavolo: ho un gruppo di avviamento allo sport ad Orvieto e un gruppo di minivolley under 12 under13 a Ciconia”. Racconta qualcosa sulla sua famiglia e le viene un sorriso spontaneo… “Sai ho una famiglia numerosa anche se due delle mie sorelle ora sono sposate. Se consideriamo la nonna di 98 anni che vive in casa con noi la mia famiglia è composta da babbo Alfredo, mamma Maria Agnese, Stefano il fratello più piccolo e me, l’ultima delle tre femmine. Le mie due sorelle Chiara e Francesca ora non vivono più con noi ma grazie al forte legame con cui siamo cresciute, praticamente è come se non fossero mai uscite di casa perché ci vediamo tutti i giorni e se non è possibile ci sentiamo. In più ho una splendida nipotina di tre anni: Rebecca e due generi acquisiti che fanno del loro meglio”. Una carriera fin qui importante che l’ha portata fino alla serie C regionale, La passione per il volley nasce da lontano. “Ho amato questo sport fin da piccola e credo continuerò ad amarlo sempre. Ho iniziato giovanissima anche se il tesseramento ufficiale è sopraggiunto quando ero più grande. Con la società Volley Team Orvieto, nella stagione 97/98 ho vinto il campionato di Prima Divisione. Nella stagione 98/99 – 99/2000 – 2000/2001 ho partecipato al campionato regionale serie D; nel 2001/2001 ho militato nel campionato provinciale; nel 2003/2004 ho disputato il campionato regionale serie D; nel 2004/2005 ho vinto il campionato di serie D ottenendo la promozione alla massima categoria regionale; nel 2005/2006 ho partecipato ai play-off in serie C. Dal 2006 al 2009 ho disputato il campionato di serie C. Nel 2009/2010 sono diventata il capitano della squadra di serie C”. Nella sua carriera sono tanti gli incontri fatti, ma uno spazio speciale lo merita l’attuale tecnico. “Ho iniziato e sono cresciuta ad Orvieto, nonostante abbia avuto il piacere di essere allenata da tanti bravi tecnici, quello che ricorderò sempre con un affetto speciale ed una stima incondizionata è Francesco Petrangeli, oggi mio allenatore. Con lui ho imparato davvero tanto e mi ha sempre trasmesso una grande energia: quando avevo 15 anni mi ha portato in prima squadra e da allora mi ha sempre seguito con grande professionalità ed una umanità davvero unica. Lo ringrazio di cuore per la preparazione tecnica ma soprattutto per l’amore che mi ha trasmesso per questo sport. E’ un amore incondizionato che come tale comporta tanti sacrifici ma che regala anche enormi soddisfazioni”. In questa stagione vive l’esperienza di squadra con una visione leggermente diversa. “Credo che essere capitano di una squadra sia un gran privilegio ma anche una grande responsabilità. Non credo esista un percorso particolare o obbligato per arrivare ad indossare la fascia da capitano, o almeno io non credo di averlo fatto. Potrei ipotizzare che si tratti di un riconoscimento dovuto alla anzianità di servizio, comunque resta il fatto che per me è un grande motivo di orgoglio ed in qualche modo di conferme avendo vissuto tutta la mia carriera sportiva in questa squadra, oltre che di responsabilità verso le compagne, il coach ed i tifosi. Ci tengo però a precisare che per me conta la squadra e non il singolo, il successo della nostra formazione è costruito con l’impegno di tutti e di ciascuno, non esistono gli individualismi ed io come capitano sono semplicemente più impegnata a creare coesione ed unità”. Cercando di farle dire i pregi e difetti del gruppo orvietano, lei dribbla abilmente. “Mi credereste se vi dicessi che non abbiamo difetti? A parte le battute che si possono fare credo che la serie C del volley team rappresenti una realtà vincente e positiva del nostro territorio a prescindere dai singoli risultati agonistici. È un gruppo coeso, competitivo, organizzato dove non mancano le divergenze che però sono funzionali al miglioramento della squadra”. Parla volentieri delle sue piccole ‘cangurine’ che allena, guida ed istruisce e di questo impegno con le nuove leve. “L’esperienza come allenatrice è davvero positiva professionalmente perché realizza gli obiettivi del mio percorso universitario ma anche e soprattutto umanamente dato che il confronto con i giovanissimi è un continuo arricchimento emotivo. È una sfida continua e quotidiana cui mi piace dedicarmi nonostante le difficoltà che possono derivare dalla gestione delle piccole”. I tuoi obiettivi personali? “La mia realizzazione personale è un concetto a cui mi dedico con profonda responsabilità. Non è facile individuare una serie di obiettivi perché il successo e la soddisfazione comprendono e includono tante variabili che solo ora che sono entrata nel mondo del lavoro comincio a considerare. Senz’altro aspirerei ad una posizione professionale meno precaria che mi consenta di avere maggiori prospettive e progettualità future ma anche più concretamente, tempo libero per me stessa. Ovviamente non è l’unico obiettivo perché oltre alla professionista c’è anche la persona”. Spostando l’attenzione su quali siano gli obiettivi della squadra la risposta è prevedibile. “Considerando il periodo delicato del campionato e la posizione che siamo riuscite a raggiungere, il mio obiettivo è quello di poter svolgere i play off. Chi come me vive nel mondo sportivo sa bene quanto siano emozionanti, è come vivere un secondo campionato con la possibilità di raggiungere un sogno che è quello di salire di categoria. Quindi stringeremo i denti e cercheremo di fare il nostro meglio, per noi stesse per la società e per i tifosi che credono in noi”. Guardando invece un po’ più avanti, ecco come s’immagina la vita in futuro. “Non sono così vecchia come dicono in squadra. Come già accennato mi piacerebbe trovare una mia stabilità lavorativa che coniughi i miei interessi, le competenze acquisite nel mio percorso accademico e perché no le gratificazioni economiche. Comprendo che ad una prima lettura possa sembrare utopico ma l’ambizione che non sia smodata è lo stimolo ad andare avanti e a migliorarsi perciò finché posso non abdico ai sogni, compresi quelli più grandi. Infatti da grande mi piacerebbero anche tante altre cose, poter viaggiare innanzi tutto, dedicarmi agli altri con maggiore disponibilità di quanto già non faccia come volontaria della Protezione Civile, ma anche realizzarmi come donna”. Usa parole di elogio quando parla della società sportiva Volley Team e della nuova dirigenza.“Colgo l’occasione per ringraziare l’attuale e la precedente dirigenza, sempre sollecite al dialogo e disponibili alle esigenze di noi giocatrici. L’avvicendamento societario non ha avuto riflessi diretti sulla squadra né sulla sua gestione ed i nostri rapporti sono sempre ispirati alla correttezza, al rispetto e alla più proficua collaborazione”. E per concludere le vengono chiesti tre aggettivi su coach Petrangeli. “Solo tre? Un po’ pochi per descrivere Francesco che è innanzi tutto una persona eccezionale. Comunque sintetizzando direi competente, attento ed infaticabile. Grande coach”.
(fonte Orvieto Sport)

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