Serie C femminile, un commento alla stagione

Pianeta Volley
By Pianeta Volley giugno 15, 2010 10:48

Serie C femminile, un commento alla stagione

Pallone

Pallone

Che il San Feliciano abbia vinto questo campionato è la giusta conclusione. In effetti non lo si è mai visto vacillare, se non, tanto per voler dire, in semifinale con Umbertide. Ma quella non poteva essere una fermata imprevista. Le ragazze dell’Itat, di un ottimo coach Violini, hanno provato a frapporsi fra la compagine lacustre e la finale, quasi riuscendoci, fino al terzo set di gara due. Sì che c’entra, forse le umbertidesi mancano d’esperienza, hanno avuto un’annata tribolata piena di sfortuna, ma quella è un’altra storia… il dato di fatto è che questo San Feliciano è riemerso di nuovo, questo è quanto. Quando una squadra è destinata a vincere, fatta per vincere, quello che c’ha d’avere avrà. E non parlo di buona sorte, di un occhio di riguardo con favoritismi arbitrali (figli di chissà quali sudditanze), ma della forza di andarsi a prendere quello che, quasi per inciso, spetta a loro di diritto, ovvero la vittoria. Schiacciato il fantasma Umbertide, perentorio tre a zero in gara tre, è così che rialzano il capo le grandi, la finale è stata archiviata come una semplice proforma. Un duplice tre a uno, senza far esprimere alle eugubine il loro gioco, quello che ha permesso loro di chiudere al secondo posto la regular season e raggiungere la finale sconfiggendo un ottimo Ponte Valleceppi. Ditemi o no se non è una prova di forza. Giocano bene le ragazze di Luca Ziino, difendono e sanno attaccare. Bravissima Catalucci che ha ribadito quello che di buono si dice di lei, centrali brave a mettere giù la palla ma pure a difendere, Gigliarelli e Galiotto, ottima la regia di Andrea Sacco nonostante un problema alla mano e tutti possiamo immaginare quello che vuol dire, efficaci Chiara Sacco e Moretti (iellata per l’infortunio in questi play off che l’ha fatta un poco mettere da parte), forse una delle mosse di Ziino che hanno anche permesso d’aver ragione sull’Itat, facendo giocare opposto Zeppoloni (padri e sponsor permettendo… si abbia almeno il buongusto di tacerle certe cose dato che non ci sono intercettazioni e forse mai ce ne saranno, ma questo esula dallo sport e dalla pallavolo), che comunque resta un’ottima giocatrice, bravissima capitan Zeppoloni, d’altronde sarebbe sorprendente il contrario, brave anche le baby ricordate nel diktat di uno striscione appeso alla palestra di San Feliciano (credo un bellissimo palcoscenico per una B2, sconsigliabile agli agorafobici, capiente e con un’ottima vista da belvedere). Per tutto questo, applaudo, alla meritata vittoria. Ineccepibile. Applaudo io, come tutti gli addetti ai lavori e non, che hanno visto questa squadra giocare, perché in effetti è la squadra più forte. Una squadra che sa vincere e convincere. La squadra campione. E a chi vince, si è fieri di stringere la mano, anche da sconfitti, perché più brave, come ci insegna il saluto sottorete di fine gara, perché hanno dato modo a qualcuno di imparare, perché hanno emozionato e vorrebbe chiunque essere al posto loro, per essere come loro. Questo piace alle ragazzine di ogni minivolley che assistono a qualsivoglia partita, questo piace a chi onora la pallavolo coi sacrifici e la dedizione, questo piace a chi crede nella bellezza più pura del gesto, questo piace anche a chi arriva secondo o retrocede, questo piace a chi non è ipocrita e non si nasconde facendo finta di nulla, questo piace a chi dice i miei avversari sono stai più bravi perché sono più bravi, questo piacere dovrebbe essere un piacere per chi di tutto questo è stato encomiato. Perché per saper vincere bisogna saper capire tutte queste cose. Che sì, non toglieranno fotogrammi d’impresa sportiva ad ogni partita disputata, neppure la gioia dei sostenitori, i sorrisi di genitori, fidanzati, parenti ed amici. Ma travisare le regole del rispetto, ingannare l’anima più  intima della sportività e di questo gioco, trasformare la gioia in eccesso di sbruffoneria, sono macchie che infangano il profilo lucido di un successo. La possiamo chiamare vittoria, con la ‘V’ maiuscola, raffigurabile con una Nike di Samotracia, le parole di una vicepresidente che imprimono a lettere nell’etere la dizione “faccia di m…” alle sconfitte, un capitano di valore e di esperienza che, dopo una semifinale più dura del previsto, per festeggiare il passaggio del turno invece di concedersi alle compagne si cimenta nel gesto amaro e di poca classe di mandare a quel paese la avversarie che si sono battute con onore, i canti di gioia che diventano insulti durante i festeggiamenti e che diventano immortali negli eventi da social forum nei giorni a seguire, a sancire una ormai inutile e superflua superiorità, che potrebbe chissà perfino un giorno diventare ariana… Ma allora chi è  stato il vero vincitore di questo campionato? Di certo un Trasimeno che deve lottarsi, nella vera finale dell’anno, la sua permanenza in serie C, dopo essere stato vittima di subdole coincidenze negli anticipi del sabato (come è possibile giocare un’ultima giornata così spezzettata?), di certo le ragazze di Foligno che già retrocesse vincono tre a due con un’Umbertide in ricorsa, di certo le parole e gli abbracci delle giocatrici a consolare il pianto di una compagna infortunata, di certo gli occhi lucidi di qualche allenatore o giocatrice per il rimpianto di non essere arrivati fin li visto che in diversi quest’anno avrebbero potuto avere quell’onore, di certo chi si impegna gratis per un sogno senza accorgersi d’avere una falange fratturata e suda e lotta, di certo chi ogni anno ci riprova anche con i suoi strumenti ormai logori, di certo chi signorilmente da sconfitto stringe la mano al vincitore e sorride. Beh, di questo magnifico anno di pallavolo voglio ricordarmi questo, aver infine capito come tutti possiamo essere capaci a vincere. Grazie di tutto ad ognuno di voi, fino al prossimo anno.
(lettera firmata Filippo Mariotti)

Commenti

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Pianeta Volley
By Pianeta Volley giugno 15, 2010 10:48
  • Stefano Galiotto

    Franco, firmati e prenditela con spirito!!!!!

  • Daniele

    Sig. Franco, mi scusi, ma una cesta di affari suoi, no è???
    Senza offesa, che siamo tutti tristi per l’italia!!!

  • franco

    ma ve la smettete di scrivere stronzate ?! fatela finita vedetevi una sera al bar e fatevi una bella zuffata

  • stefano galiotto

    per gli ignoranti (nel senso che ignorano): ermetico non è sinonimo di incomprensibile; chi è ermetico esprime concetti semplici utilizzando parafrasi, allocuzioni e terminologie complesse, perché complesso è il suo modo di concepire la realtà, anche la più semplice. Complessi e perciò ermetici sono stati grandi scrittori come Ungaretti e Montale, capaci di elevare il proprio pensiero alle alte vette della poesia, rimanendo però del tutto comprensibili e, soprattutto, capaci di toccare nell’animo anche il più sprovveduto degli uomini. Anche lei, caro Fili (mi permetta di utilizzare questo appellativo da “social friend”, dato che lei ama scartabellare su facebook le altrui bacheche), è dunque un ermetico e, come tale, comprensibile e toccante, pur senza, ahimè, assurgere alle elevate vette poetiche dei succitati, ma limitandosi, ahilei, a una brodaglia allungata di considerazioni superflue, mirabolanti e, perché no, un tantino offensive (l’ABCDario, come lo chiama, se lo rilegga lei e prenda appunti). In quanto alle offese ricevute, con tanto di coprolalìa, si tranquillizzi: c’è speranza per tutti, come cantò il grande Fabrizio de Andre’: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

  • francesco merenda

    al termine della diatriba, di una cosa sono davvero certo… Filippo caro, non è sicuramente tuo il dono della sintesi…

  • Candido

    Il problema è che io in quanto sostenitore del San feliciano non mi sono sentito tutelato. LA SUPERIORITà TECNICA DEL SAN FELICIANO E’ STATA NETTA E DI CERTO NON AVEVA BISOGNO DEL SUO RICONOSCIMENTO. La cosa che risulta essere inaccettabile e che lei si permette di dare giudizi sul San Feliciano basato su COSE SENTITE da un genitore arrabbiato, alla fine di una partita e perchè la figlia non aveva giocato( come vede conosco perffettamente le sue fonti), oppure andando a leggere i commenti su un social network (se è vero che è stato scritto perchè io non sono riuscito a leggerlo). Comunque ammettiamo che ciò che dice sia vero … che un dirigente del San Feliciano abbia scritto sulla SUA PAGINA PERSONALE questa terribile frase, io credo che sia un giudizio assolutamente soggettivo e che con La società San Feliciano non abbia niente a che vedere. Se così non fosse potrei entrare nella sua bacheca e leggere le sue eleganti battute su dirigenti del San Feliciano ( il San Feliciano lo chiama il Paesello )esempio ” QUAL’è LA PRIMA CAUSA DI INFARTO?” (la risposta gliela faccio scrivere a lei) ce lo spieghi caro sig. Mariotti che cosa voleva dire (io lo so perfettamente) , allora cosa dovrei pensare? Lei crede di essere più intelligente di chi legge ma non è così; lei crede di poter dare lezione di stile e sportività ma non è così; lei crede di essere obbiettivo ma non è così. Ci pensi bene sig. Mariotti mediti sul suo atteggiamento e la smetta di ammorbarci con il suo finto buonismo , non ne abbiamo bisogno, non glielo abbiamo chiesto e non lo vogliamo.
    Cordiali Saluti

  • Candido

    Ah dimenticavo….tra le cose che le hanno insegnato manca il saper scrivere chiaro…il resto è solo poesia!!!

  • Candido

    Le sue osservazioni le trovo irrilevanti. In bocca al lupo per l’anno prossimo, sperando che sia meglio di questo!

  • Mariotti Filippo

    Magari già da oggi è più semplice parlare, non tanto per dire , ma per rispondere. Infatti rispondere è, e resta, un diritto, anche se non è necessariamente un dovere.
    A me è stato insegnato a saper ascoltare, leggere tra le righe, contestualizzare gli argomenti, e poi, semmai rispondere, semplicemente oppure prendendo o meno una posizione, ma sempre con assoluto rispetto, senza voler ,per forza, cambiare ciò che si disallinea dalla mia coscienza o dal mio modo di vedere e sentire la cose. Quindi, se Zaio, governatore del veneto si “permette di dire pubblicamente” che il lavoro in quella regione in primis deve essere per la gente di li, e poi per tutti gli altri, posso solo rispondere, o meglio asserire, che non sono d’accordo e che in teoria è un abbaio colossale, perché il lavoro è un diritto per tutti i cittadini italiani in Italia e poi perché le persone, essendo cittadine del mondo, sono tutte alla stessa stregua … solo questo e nulla più … anche se il nostro senso di appartenenza è antitetico, o se quello che io vedo come bianco per lui bianco non è …
    Sò che è così che si dovrebbe fare, ma non perché io voglio essere bravo o più bravo, ma solo perché è un prerequisito … pensateci bene …
    È difficile capirlo, specie se ci si sente offesi o deturpati di qualcosa, ma a volte è sufficiente riflettere, senza abbandonarsi subito all’odio per capire … non vorrei credere che anche questa superficialità sia un sintomo sfumato di quelle cose, per la quali di certo mi aspetterei la gogna se di nuovo e tutto un tratto esistesse la censura o fosse rubata la libertà di pensare prima che di parlare … sì, quelle cose che qualcuno, anche di fronte a tutto questo, poi candidamente nega l’impossibilità più assoluta e la completa inesistenza … e dai fatemi ridere scherzando, come a dire che i campi di stermino non è vero che esistano … Non volevo dire chissà cosa,offendere od aggrapparmi a “postume”parole per scacciare la delusione di una sconfitta perché rosico … l’invidia non mi si addice e non ne conosco i connotati, mi dispiace … il mio intento volevo fosse solo questo … dire che ci sono piccole cose, che gettano un poco di ombra su quella luce … perché alcuni gesti macchiano quello che di grande avete preso sul campo … avete la mia stima come atlete, perché siete fortissime e vi auguro di saper continuare così e migliorarvi ( P.S. chiedo scusa al libero Rocchi per non averla menzionata nella precedente, le faccio i miei complimenti per la bravura dimostrata ), ma alcune cose mi fanno credere che sia meglio, e più genuino, vincere come un Trasimeno, e lo ribadisco, che mancare di stile così come non si conviene a chi è il campione e quindi come tale, quasi in automatico, è annoverato come esempio … potrebbe essere più semplice dire in quel frangente l’eccesso ci ha fatto sbagliare piuttosto che dire è falso, o sfioccarsi in assurde apologie non suffragate neppure da logica e compiutezza , che io fossi di Gubbio ne è l’eloquenza più tangibile e segno patognomonico, che così le fanno assomigliare a quello che sono, una reazione di rivalsa di chi non sa neppure ascoltare, od in insulti verso chi ha fatto ad una squadra elogi e si è attenuto a raccontare fatti …
    Comunque al di là del linguaggio “ermetico”, per “galeottiana” definizione da sussidiario ( un vivo consiglio sarebbe, “prima di provare a leggere un’impegnativa antologia ritornare all’ABCDario” ), cercherò di rispondere nella maniera più ovvia e semplice possibile alle critiche a me mosse ( non devo assolutamente difendermi, ho raccontato solo quello che si è visto, o sentito, o che semplicemente è il mio pensiero prima ancora che la mia opinione, ma mi sento in dovere di spiegare le motivazioni di questa presa di coscienza) o per esacerbare ulteriori chiarimenti :
    Per Lucia Moretti : mi dispiace che tu non sia riuscita a capire il senso di quella frase, perché era un inciso rivolto a chi diceva che tu giocavi solo perché “dovevi” giocare … il mio era un rimprovero verso il parlare a sproposito ed alle spalle (quello lo è, non il mio articolo cara), invece di tacere … “si abbia almeno il buon senso di farle tacere certe cose”… se non hai capito nemmeno ora, magari fattelo spiegare …

    Per il signor Candido : prima di bruciarsi la mano che ha messo sul fuoco almeno si informi, controlli LEI le sue fonti, lo sanno le sue giocatrici quello che la vicepresidente ha scritto sulla bacheca di una di loro … scritta che da quella bacheca è poi misteriosamente scomparsa … misteri … fortunatamente l’ha letta un numero non indifferente di persone, anche di diverse squadre … quindi … Poi se vogliamo negare anche la verità quella è un’altra storia … scenderebbe al mio BASSO PROFILO … sbaglio??? la saluto.

    Al signor Galiotto : dato il mio ermetismo scriverò per lei in modo più comprensibile … Non mi sembra di aver mai negato od omesso in tutto l’articolo apprezzamenti per le ragazze, ed ho sottolineato come hanno avuto la forza di reagire, soprattutto alla sconfitta in gara 1 contro l’Umbertide … Il punto è che bastava semplicemente festeggiare con la consapevolezza di essere stati i migliori senza scadere in gesti e apprezzamenti che da una prima della classe e da alcune giocatrici che si spacciano per professioniste (…) lasciano alquanto interdetti …

    Certo, considerare il mio pensiero come il pensiero di chi è rimasto male per una sconfitta e “rosica” fa comodo, direi tanto comodo, e legittima interventi a dir poco fuori contesto più da curva allo stadio che da addetti ai lavori, interventi di gente che ha voluto vedere in un articolo, mi correggo, in una lettera aperta, nient’altro che un’occasione per sfogare i suoi malumori e facendo quello che, purtroppo, a troppa gente riesce meglio e subito quando posta dinanzi a qualsiasi tipo di verità compromettente od innocua che sia : attaccare e giustificarsi … Io ho espresso sinceramente e chiaramente il mio pensiero rispetto l’anno che è passato, e, perdonatemi, ma lo Sport, quello che si dovrebbe insegnare a tutti i bambini, quello con la S maiuscola, non è fatto solo di tecnica, sagacia e talento, su questo si può e si DEVE essere di parte … E’ qui che non siete stati i più forti, nient’altro da dire …

  • Stefano Galiotto

    Grazie alle ragazze del san feliciano e al presidente Graziano per avermi regalato un anno di emozioni fortissime. È stato grandioso!!! Avete vinto meritatamente, perché piano piano siete diventate una squadra non solo forte, ma soprattutto affiatata. E grazie al vostro rumoroso ma sempre corretto pubblico, che vi ha sostenuto in casa e in tutte le trasferte. Siete fortissime e continuate a esserlo, senza preoccuparvi di chi, comprensibilmente amareggiato per la sconfitta, non riesce a trattenersi dallo scrivere le sue prose ermetiche… In bocca al lupo per la vostra nuova avventura in B2, alla faccia di chi non è capace di accettare la sconfitta con un dignitoso silenzio.

  • Candido

    Vorrei sapere quale dirigente ha detto facce di M…,. alle giocatrici dell’Umbertide. Se il sig. Mariotti sa il nome lo dica apertamente;dato che io ero presente a tutte le partite del San Feliciano della fase finale. Francamente posso mettere la mano sul fuoco sul fatto che E’ CATEGORICAMENTE IMPOSSIBILE che un dirigente possa aver detto questo. Probabilmente lo avrà detto ” qualche Papà o qualche sponsor!” :-). Sig.Mariotti visto che le piace scrivere commenti la invito a controllare le sue fonti; non facendolo si corre il rischio di perdere credibilità( ammesso che lei ne abbia!), il suo modo di raccontare gli avvenimenti risulta essere sibillino subdolo e carico di astio. Le faccio i miei complimenti per una squadra come l’Umbertide che con il suo Allenatore Violini ha saputo superare i propri limiti e gettare il cuore oltre l’ostacolo dando parecchio filo da torcere al San Feliciano; DISPIACE PERÒ CHE DEBBA ESSERE RAPPRESENTATA DA PERSONE DI COSI’ BASSO PROFILO. Con la speranza che l’esempio delle sue atlete le faccia capire i veri valori del nostro bellissimo sport la saluto.

  • lucia moretti

    Vorrei chiedere all’autore dell’articolo un chiarimento, considerato l’italiano poco comprensibile, in merito alle affermazioni tra parentesi (padri e sponsor permettendo… si abbia almeno il buongusto di tacerle certe cose dato che non ci sono intercettazioni etc…) che sembrerebbero riferite a me. In caso contrario la invito comunque a dire esplicitamente a chi sono rivolte le sue insinuazioni.

  • stefano

    Credo che a fine stagione, per qualsiasi addetto ai lavori “di parte”, avventurarsi in commenti equilibrati sia difficile. Resta il fatto che gran parte delle parole del signor Mariotti sono condivisibili ed altre, per la ragione sopra detta, superflue e furoi luogo. Pur non avendo assistito agli episodi in questione, penso che al di là di ogni polemica, alla fine vince sempre chi ha dimostrato un qualcosa in più rispetto agli altri ed, anche quest’anno (ma ad onor del vero sono diversi anni che ciò accade), è andata così. Quindi complimenti al San Feliciano, ma anche alle altre squadre che si sono battute fino alla fine per contrastarlo sportivamente. Gli altri rilievi lasciano il tempo che trovano, menter il calore del pubblico che talvolta eccede in atteggiamenti “calcistici” è un problema di tutte le piazze; l’unico antidoto possibile è la competenza sportiva che eviterebbe eccessi, e renderebbe meno ciechi e meno inclini a commenti unilaterali troppo scontati.

  • francesco merenda

    ricordo alla Sig.na Gigliarelli Anna Maria, che appunto avevo appena scritto che non tutti hanno dimostrato poco fair play… nessuno ha parlato delle giocatrici (anzi credo di aver stigmatizzato anche un grazioso ombrello della Zeppo, ripreso da telecamere), ma mi riferisco a persone che hanno definito “Facce di merda” le giocatrici dell’Umbertide dopo aver vinto gara 3… tutto qua…, se poi volete passare per vittime…, credo di aver ampiamente sottolineato come la vostra vittoria sia stata meritata…, purtoppo non si è nemmeno capace di leggere a fondo quello che uno scrive… e qui chiudo perchè ho preso posizione solo perchè sono legato ai colori ed alle ragazze di umbertide.

  • Alice

    …e gin ch’è BBBBBulo!!!

  • annamaria gigliarelli

    vorrei dire al signor mariotti ovvero il ragazzo dell’umbertide che le cose che hai scritto non sono molto carine visto che contro di voi c’è stata un assoluta correttezza poi certo quando uno perde gli rimane solo una cosa:parlare male degli altri come hai fatto tu.. e al signor merenda che noi abbiamo esultato con eleganza senza offendere nessuno ma solo esprimendo la GIOIA DI AVER VINTO UN CAMPIONATO.. arrivederci !!!

  • francesco merenda

    facciamo un po’ di chiarezza…, Filippo Mariotti è di Umbertide e non di Gubbio. Fondamentalmente credo che quello che lui abbia voluto dire è che i valori tecnici e tattici del S.Feliciano siano stati di indubbio valore e siano stati tali da determinare con INEQUIVOCABILE certezza sul campo la vittoria del campionato, sia per aver dominato nella regular season sia per la vittoria dei playoff, ed avendo personalmente visto gara due devo riconoscere un dominio nettissimo delle ragazze di Ziino, tale da non ammettere repliche.
    Quello che non sia stato apprezzato è il comportamento di qualche dirigente, o presunto tale, che attraverso socialnetwork abbia insultato le giocatrici dell’umbertide appena battute in gara 3 di semifinale. Il gesto di Elisa Zeppoloni a fine gara, censurabile sicuramente, credo faccia parte della tensione della partita…
    Tutto il resto, sfottò, tifosi, vuvuzelas… ed affini credo facciano parte del gioco, come detto la vittoria è strameritata, certamente qualcuno ha dimostrato (e sottolineo qualcuno NON TUTTI) poca eleganza dopo aver vinto.

  • Chiara#10

    dite e pensate quello che vi pare…io dico soltanto SERIE B!!!! tiè

  • Daniele

    Egregio signor Mariotti, capisco la sua delusione nell’aver perso la terza finale consecutiva, credo di poter immaginare il suo rammarico, ma credo che queste sue parole (specialmente le ultime contro una squadra che ha dominato un intero campionato) siano inappropriate e di cattivo gusto. Credo che ciò che ha scritto non possa far altro che lasciare ancor più l’amaro in bocca a chi la pensa come lei. Le ricordo comunque, che tra i suoi tifosi (dalle sue parole deduco che lei è un tifoso del Gubbio) c’è chi ha applaudito, a fine gara, una squadra che meritatamente ha stravinto due finali, contro un Gubbio decisamente meno cattivo di quanto ci abbia fatto vedere in campionato.
    Di certo c’è che ciò che ci ha raccontato con questo suo “commento alla stagione” somiglia molto ad un racconto a metà, ad una sola faccia della medaglia. Nonostante tutto non starò qui ad alzar polveroni, ad aggiungere critiche o quant’altro sul “modus operandi” di alcuni dei vostri tifosi e dei vostri dirigenti; non starò qui a ricordarle le minacce ricevute da alcuni di noi al termine di gara1; tantomeno non giudicherò l’angolo che ci avete lasciato nel vostro “appartamento” decisamente già pronto per un campionato di serie B al contrario del nostro “monolocale”; Ciò che non tollero è la mancanza di rispetto nei confronti delle giocatrici, di qualsiasi “fede” esse siano.
    La invito pertanto a rispettare una squadra che, pur soffrendo in semifinale contro una Umbertide veramente strepitosa e decisamente più aggressiva del Gubbio visto nelle due gare finali (non sto criticando il vostro gioco, sto solo analizzando i fatti), ha vinto un campionato con onestà, con forza, con coraggio e con onore e supportata da un tifo sì rumoroso ma di certo rispettoso e che non ha mai insultato ne minacciato nessuno.
    Si ricordi che gli sfottò, in ogni caso, fanno parte del tifo. Le minacce no.

  • Candido

    Caro sig.Mariotti, sospetto che la sua lettera non sia del tutto obiettiva. Sono sicuro che la Vittoria del San Feliciano abbia infastidito parecchio l’ambiente pallavolistico Umbro. Rimango spiacevolmente colpito dal fatto che una società che in sei anni passa dalla 2° divisione alla B2 invece di essere elogiata per lo sforzo e l’impegno profuso per la diffusione del nostro bellissimo sport venga invece derisa per le dimensioni del suo palazzetto o per il comportamento( peraltro frainteso) di una giocatrice frainteso ed alla fine di una delle partite più diffice del campionato. Nel suo articolo parla di insulti … probabilmente lei riporta degli avvenimenti che le sono stati raccontati. Il nostro pubblico anche se ripetutamente provocato in diverse occasioni ha sempre tenuto un comportamento civile e corretto. Mi auguro e spero che prevalga alla fine di questo campionato rimanga la meravigliosa favola di una società che fa capo a un paese di poco meno di Mille abitanti, con un settore giovanile che ha dato alla prima squadra ben cinque atlete!.
    Prego il sig.Aglietti di pubblicare questo commento.

  • diego

    Bella lettera, complimenti al sig. Mariotti per le belle parole! Da spettatore posso dire di essere d’accordo praticamente in tutto: quasi commoventi le ultime righe!

  • francesco merenda

    amen