Coach Scappaticcio: “i giovani devono giocare di più”

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Luglio 1, 2010 16:39
Scappaticcio Antonio

Antonio Scappaticcio

Il tecnico Antonio Scappaticcio responsabile del settore giovanile della Sir Volley Bastia, stila un bilancio di fine stagione: “Con ieri, 30 giugno, abbiamo terminato gli allenamenti e dopo i saluti di rito sono partito per i miei luoghi di origine. Come noto sono campano e precisamente di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta. E’ da qui che invio questa mail e vista la celerità si può ben capire quanto già mi manchi Bastia con le sue potenzialità tecniche e sociali. Ho avuto sempre la convinzione che lavorare con i giovani costa più fatica, più impegno: in una età dove magari ti basta chiedere per avere la vacanza che desideri o l’ultimo modello di cellulare. Nello sport ti devi guadagnare tutto. Ed io che sono un allenatore, devo dare ai giocatori gli strumenti per sapersela cavare sempre con motivazioni e giusti stimoli. Devono scoprire (o riscoprire) il gusto della sfida e del sacrificio. Ovviamente divertendosi. E’ chiaro che uno il giorno dopo sta meglio se ha vinto, ma per fare questo lavoro è fondamentale divertirsi e non dipendere sempre dall’esito della partita. Passando alle cifre totalizzate quest’anno, dal 10 agosto 2009 al 30 giugno 2010, abbiamo chiuso con 404 giornate pallavolisti che così suddivise: allenamenti tecnici 256, sedute fisiche 56, partite 92 (vinte 56 – perse 36). Gli atleti che hanno fatto il maggior numero di partite sono arrivati a disputare 36 gare. Credo che questo sia il vero limite dei giocatori delle piccole regioni (sono stato tre anni ad Isernia, Molise, come direttore tecnico del settore giovanile del club di serie A2 e quindi conosco le problematiche), dove invece ci sarebbe bisogno di almeno 80 gare per crescere. Infatti si cresce con l’avversario, con l’esame settimanale dei vari campionati di categoria oltre che degli under. Spero che alla Sir, come ampiamente dimostrato da quando a settembre del 2008 abbiamo iniziato questo percorso insieme, si continui a pensare al futuro, investendo nella costruzione di nuovi talenti, garantendo una base maggiore e consolidata, senza temere la fuga dei talenti attratti da altre discipline”.

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