Ivan Zaytsev ha un obiettivo ‘Mondiale’

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Settembre 9, 2010 09:00

Ivan Zaytsev ha un obiettivo ‘Mondiale’

Zaytsev Ivan (Italia)

Ivan Zaytsev

Nella testa del c.t. azzurro Andrea Anastasi adesso potrebbe esserci il virus del dubbio. Perché, come sospetta Ivan Zaytsev: “Se non ci fosse stato quel bacillo che ha messo fuori combattimento mezza squadra, io probabilmente non avrei visto il campo”. Invece in tanti erano indisposti, lui contro la Serbia ha giocato, ha messo 15 punti, e adesso il c.t. ha la conferma di avere una alternativa in più. “Speriamo davvero, di avergli messo un dubbio commenta Ivan perché io al Mondiale ci vorrei andare a qualsiasi costo. in genere sono severo con me stesso, e infatti anche stavolta dico che avrei potuto fare qualcosa in più. Ma sono contento della mia partita. Spero cambi almeno un po’ quello che vivo e leggo”. In che senso? “Non è un mistero: dalle scelte fatte negli allenamenti, da quello che è stato scritto, si intuisce che sarei io il 15°, l’escluso. Così come è già successo in World League. La cosa non mi mette ansia. So che ho una sola possibilità: lavorare duro per far cambiare idea al c.t.”. Ha ambiato ruolo solo due anni fa, da regista a schiacciatore, viene dalla A-2, quanto è dura adattarsi? “E’ difficile, ma l’importante è esserne consapevoli. Non sottovalutare nulla e darsi da fare. Se ti alleni duro, poi diventa solo una questione di abitudine ai muri più alti, alla palla più veloce”. L’altra volta che si giocò un Mondiale in Italia, neI 1978, Io vinse un altro Zaytsev, suo padre Viacheslav (ora vice allenatore a Belgorod), con l’Urss. Gliene ha mai parlato? “Quando ero piccolo lo tartassavo di domande: ha sempre detto che è stato uno dei ricordi pi belli della sua carriera”. C’è qualche aspetto in cui si sente russo? “Si, anche se a San Pietroburgo ho vissuto solo dai 4 ai 10 anni. Sono nato a Spoleto, quando papà giocava là, sono cresciuto a Foligno, vivo a Roma. Resto russo per un certo tipo di mentalità: in Italia, e non sto parlando di pallavolo, vedo tanto cinismo, disfattismo. Io tendo sempre ad essere costruttivo e ad avere fiducia nella gente e nelle situazioni”. Quindi è ottimista anche sul futuro immediato? “Certo. Penso che il prossimo anno sarà importante, sul piano professionale, perché sarà il mio primo da martello in A1, a Roma, e sul piano umano, per i progetti che ho con Ashling (la fidanzata, italo-irlandese). Penso sarà l’anno della svolta. Magari partendo dal Mondiale”.
(fonte Gazzetta dello Sport)

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