Il Mondiale di Ivan Zaytsev

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Ottobre 13, 2010 00:01

Il Mondiale di Ivan Zaytsev

Zaytsev Ivan (esulta)

Ivan Zaytsev

C’è un giocatore, nell’ltalvolley giunta quarta ai Mondiali casalinghi, che è forse il meno deluso di tutti. Ivan Zaytsev, infatti, può dirsi soddisfatto di quanto è riuscito a dare con la maglia azzurra, nonostante l’obiettivo della finale e di una possibile medaglia d’oro si sia infranto contro il Brasile. L’amarezza, certo, è tanta. Ma di motivi per sorridere lo schiacciatore nato a Spoleto ne ha diversi: è stato preferito a un coetaneo con sei anni di A1 alle spalle (Gabriele Maruotti della Sisley, ndr), quando chiamato in causa si è fatto trovare pronto e soprattutto domenica, nella finalina contro la Serbia. ha trascinato i suoi alla vittoria del terzo set con 8 punti e un’alta affidabilità in attacco. Significativa la menzione di Anastasi a fine gara (“Zaytsev ha giocato in maniera straordinaria, lui e altri sono l’ossatura futura di questa squadra”), come l’urlo del Pala-Eur a ogni suo punto che ha di fatto suggellato l’ottimo rapporto del biondo figlio d’arte con il pubblico romano. Oggi Zaytsev riprende a lavorare con la sua squadra di club, a 12 giorni dall’inizio del campionato. Ivan, ci racconta il suo Mondiale. “E’ stato un sogno bellissimo, si è realizzato all’ultimo momento e per questo ha assunto un sapore ancora diverso. Ho lavorato sodo per meritarmelo”. Da Fei a Savani, da Mastrangelo a Cernic, sono molti i veterani da cui imparare. “Ho rubato con gli occhi un po’ a tutti. Questi mesi di convivenza e di partite, tra World League e Mondiale, mi sono serviti per accrescere il mio bagaglio di esperienza. Essendo molto giovane, ho cercato di attingere ovunque. in ogni situazione”. Come definirebbe il gruppo creato da Anastasi? “Molto unito. sicuramente. Si è creata una bella sinergia tra giovani ed esperti, che nelle gare prima del Mondiale abbiamo potuto rodare al meglio. Abbiamo messo anima e corpo per cercare di giungere a una medaglia”. Purtroppo prima il Brasile e poi la Serbia ve l’hanno impedito: come mai? “I brasiliani sono forti e quando scendono in campo dimostrano sempre più voglia di vincere, c’è poco da fare. Hanno la fame di successo negli occhi”. E voi, da padroni di casa, non ce l’avevate? “Forse non siamo stati capaci di tirarla fuori, è l’unica spiegazione. Ci è mancata la consapevolezza di potercela giocare con chiunque. Forse anche la paura di dover dimostrare qualcosa alla gente. anche se in questi casi bisogna pensare al gruppo e a noi stessi e basta”. Pensa che avrebbe potuto essere utilizzato di più anche in semifinale? “Non lo so, penso che non sarebbe cambiato niente se fossi entrato prima o dopo, anche contro la Serbia. Alla fine non abbiamo giocato male con il Brasile. Io ci ho messo la mia grinta e il mio approccio è stato quello di essere sereno e con la mente libera, come se disputassi un’amichevole. Forse in questo mi aiutano i geni, chi lo sa…”.
(fonte Il Romanista)

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