Laura Giombini, il lato umbro del beach-volley azzurro

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Marzo 24, 2011 09:37

Laura Giombini, il lato umbro del beach-volley azzurro

Giombini Laura (esulta)

Laura Giombini

E’ una delle giovani speranze della nazionale azzurra, un’atleta sulla quale il movimento nazionale italiano punta molto. Nello sport ci vogliono i campioni, ma è pure fondamentale, forse più importante e basilare una buona base sulla quale lavorare in prospettiva per assicurare la continuità, il perpetuarsi di un cammino agonistico di alto livello. Largo dunque a Laura Giombini che comincia col raccontare come si è avvicinata allo sport e come hai iniziato a giocare a beach-volley. “Il volley per me era quasi una predestinazione, sin da piccolissima avevo nel giardino una rete da pallavolo dove tutta la famiglia in estate si cimentava in evoluzioni atletiche, da lì il passo è stato breve e mi sono iscritta alla squadra di volley della mia città. I risultati e la passione crescevano costantemente e ora a causa del beach-volley non ho più tempo di fare qualche spensierata partitella nel giardino. Avendo portato avanti tutte le giovanili canoniche nell’indoor, l’occasione di poter praticare il volley all’aperto mi ha trasportato dal country-volley al mitico beach del lago Trasimeno, anche lì i risultati sono arrivati sino al punto che l’entusiasmo sulla sabbia mi ha conquistato”. Ancora è giovanissima, ma qualche sogno di vita da adolescente si è realizzato in questa carriera sportiva che sta progredendo molto bene. “Non so dare una risposta precisa anche perché la mia vita, soprattutto quella sportiva, è stata così frenetica che non ho avuto tempo di organizzare dei veri e propri sogni, diciamo soltanto che se il sogno di molti è avere la possibilità di scegliere io l’ho avuta. Ad oggi però posso dire che un sogno che credo di aver concretizzato è quello di praticare lo sport per la mia nazionale e da un punto di vista sportivo è quello di continuare a vincere con questa maglia magari anche in manifestazioni con vari cerchi”. Quando siamo da soli in un paese che non è il proprio, magari lontanissimo dal nostro. La nostalgia ti può invadere all’improvviso e può nascere la volontà nascosta di mollare tutto. Nelle sue peregrinazioni in giro per il mondo quella di Chennai, in India, disputato in coppia con Valeria Rosso, è di quelle esperienze che non dimentichi. “Giocare a beach bisogna dire che non è facile! Oltre a un grande sforzo fisico c’è l’aspetto più importante, secondo me, che è la testa, sta tutto nell’affrontare le molteplici situazioni che ti si presentano con una forte lucidità. Oltre a questo deve esserci una grande determinazione, se in più c’è un’ottima compagna pronta a gioire nei momenti belli e a starti vicino in quelli brutti, come mi è capitato a Chennai con Valeria Rosso, è tutto di guadagnato. E’ stato il nostro primo torneo insieme, è stata un’esperienza bella ma al tempo stesso particolare. Non ero mai stata in India e la situazione lì non è delle migliori e vedere bambini e ragazzi della mia stessa età in condizioni di vita pessime mi ha molto toccato, forse mi ha fatto apprezzare ancora di più quello che ho. A parte questo è stato una buon torneo, settimo posto dopo pochi allenamenti insieme non mi è dispiaciuto. Per quanto riguarda l’estraniazione legata allo stare fuori dal nostro ambiente, posso assicurare che ciò in tornei come quello citato non accade per la tensione e l’iperattività che questi tornei determinano, cosa diversa a volte sono i lunghi e spossanti mesi di allenamento indoor che sono necessari durante l’anno, quelli davvero riescono a farti vacillare”. Laura Giombini è una beacher della nazionale che sta sbocciando come atleta e come donna, vivendo esperienze che le amiche di pari età si immaginano solamente o vivono dai suoi racconti. Essere indipendenti rispetto alla propria famiglia, vivere con persone più adulte e mature porta a delle differenze rispetto alle sue coetanee. “Certamente c’è differenza tra la mia esperienza e quella delle mie amiche, ma tutto ciò è solo motivo di arricchimento reciproco, uno scambio più di prospettiva che di contenuti. Naturalmente le amiche che stanno al di fuori dello sport non capiscono molto come faccio ad andare tutti i giorni in palestra due volte al giorno, l’affermazione che mi rivolgono più spesso è: ‘Ma non ti annoi, ma chi te lo fa fare, meglio un giretto per negozi no’? D’altronde per me è normale, sin da quando avevo sei anni faccio sport e a volte se non mi alleno perché c’è un po’ di riposo, sento che mi manca qualcosa”. Ha elaborato un suo modo di approcciare le difficoltà, le insidie ed i problemi che nascono durante l’attività sportiva. “Ho imparato, anzi ancora sto imparando, ad affrontare i problemi e le difficoltà con mooolta calma. Il mio allenatore Lisandro mi ha insegnato che i problemi comunque ci sono, esistono, basta solo trovare le soluzioni e il gioco è fatto”. Finora in nazionale seniores ha avuto due partners, Chiara Ferretti e Valeria Rosso. “Sono state entrambi importanti e presenti al momento giusto. In nazionale la mia prima partner è stata Chiara, come me piena d’entusiasmo e voglia di fare, siamo cresciute insieme, non si è mai tirata indietro ad ogni allenamento duro che si presentava davanti. Sempre pronta a venire a correre un po’ con me dopo l’allenamento, così, solo per incrementare un po’ il lavoro tecnico che si era fatto prima. E poi Valeria, un’atleta già fatta, con grande esperienza alle spalle, molto disponibile nell’aiutarti ma anche forte e decisa quando è necessario agire. Giocare con due atlete così diverse mi ha spinto a modificare il mio stile di gioco, ad adattarmi e crescere, il gruppo della nazionale allargato ci ha permesso e ci permette di sperimentare e provare soluzioni sempre nuove ed interessanti che inevitabilmente ci spingono oltre ogni volta”. Una parentesi importante della sua carriera è Roma 2010, il Grand Slam nel proprio paese che produce emozioni e sensazioni uniche. “E’ stata un esperienza bellissima e al tempo stesso di formazione, era in un certo senso il battesimo dello sport ad altissimo livello. Giocare al Foro Italico è una botta di adrenalina allo stato puro! Forse anche perché era la prima manifestazione dopo un inverno intenso di allenamenti, e tutte non vedevamo l’ora che arrivasse il Grand Slam, poi aggiungiamo che era a Roma davanti a tutta la mia famiglia e i miei cari, in due parole: uno spettacolo! Kos, Campionato Europeo under 23. Nella scorsa estate è arrivato un bellissimo argento dall’isola greca, momento in cui nasce in Laura la consapevolezza di essere sulla strada giusta. Constatazione valida se si pensa che poi a Las Palmas, ha chiuso imbattuta la pool della Continental Cup, battendo in semifinale le svedesi e poi le spagnole nella serie finale, contribuendo a conquistare punti pesanti per chiudere al primo posto della classifica. “Essere sulla strada giusta… non ne avevo dubbi, direi che Kos era più che altro la rivincita sul periodo di inattività dovuto all’operazione alla mano. Sono partita con la consapevolezza che tutto il torneo dipendeva da me, dal mio cambio palla, dal desiderio di buttare giù la palla, di superare i miei limiti, i miei paradigmi come dice Lisandro, e naturalmente la mia compagna che mi è stata vicina e mi ha aiutato. E’ stata un’esperienza bellissima salire sul podio, quando sei lì non sei felice solo perché stai lì ma perché i tuoi sacrifici finalmente sono stati ripagati. Las Palmas l’ho vissuta sulla scia di Kos. Non è facile e cosa di tutti i giorni giocare la prima tappa di qualificazione olimpica, all’inizio c’era un po’ di tensione, non lo nascondo, ma poi dopo i primi punti l’adrenalina e la grinta hanno avuto il sopravvento e la vittoria è arrivata. E’ stato un bel gioco di squadra, secondo me la vera forza è venuta dal gruppo, tutte (io, Valeria, Greta e Marta) con un solo ed unico obiettivo: portare l’Italia al primo posto”. Esiste una Laura Giombini atleta, e poi nel tempo libero, anche se poco, esiste una Laura che vive come tutti i giovani d’oggi. Ascolta musica, va ai concerti, legge, fa fotografie, guarda qualche film, coltiva passioni. “Il tempo libero è davvero poco e durante la settimana mi riposo, mi piace molto guardare film, di tutti i generi tranne gli horror. Sono un po’ un’amante dei lieto fine e non voglio stare in tensione anche per guardare un film. Il fine settimana invece quando torno a casa a Perugia non vedo l’ora di riabbracciare i miei familiari, senza di loro non saprei come fare… i miei amici, uscire con loro anche per poco. Per me è fondamentale l’amicizia e non vorrei mai perdere delle persone molto care per causa del mio lavoro. Quando posso il sabato vado a tifare la mia vecchia squadra di pallavolo, il Trevi, mi sono molto legata alle compagne, al mio caro allenatore Gian Paolo Sperandio, alla società che mi ha trattato sempre benissimo e per finire ai tifosi che mi hanno sempre sostenuta”. E’ scientificamente provato poi che l’ambiente circostante, la rete di conoscenze, le frequentazioni, ci plasmano definitivamente ed in maniera totalizzante. Parrebbe una cosa sciocca, ma non è uno stereotipo, il suo essere umbra  si ripercuote nel suo avvicinarsi alla vita, nella sua filosofia. “L’Umbria è la mia terra, me la sento dentro, è una terra che ispira tranquillità e che adoro nei momenti di relax, mi piacerebbe essere un bel testimonial per la mia regione, anche se il beach-volley obiettivamente c’entra abbastanza poco considerata l’assenza del mare. Sono un amante del mangiare bene e molte volte, ahimè, lo devo confessare, la cosa che più mi manca durante i viaggi all’estero è proprio la cucina della mia terra. Nel torneo dell’Europeo under 23  in Grecia per me è stata una tragedia, mi si presentavano davanti dei brodini viola, o quando sono stata in Polonia, l’unica cosa commestibile erano le patate, allora mi son detta  la prossima volta non mi fregate, perciò quando sono dovuta partire per l’India nella mia valigia non c’erano molti vestiti, c’erano costumi per l’allenamento e per la partita, ma lo spazio più grande era riservato solo ed esclusivamente alla dispensa alimentare. Scatolette di ogni genere, e come chicca le salsicce della zia. Vista la possibilità che mi concedete per me sarebbe anche molto interessante se qualche attività commerciale/industriale che rappresenta l’Umbria volesse sostenermi con un piccolo sponsor… come si dice: l’occasione fa la donna”. Con piacere giriamo la sincera e diretta richiesta di Laura agli interessati: lettori e lettrici dall’Umbria, fatevi avanti se avete l’occasione di supportarla nella sua brillante attività sportiva. Una ragazza giovane ed abituata a vedere la vita sotto una lente ironica e positiva: che vive situazioni diverse durante il giorno e che poi alla sera analizza e spesso ci ride sopra. “Sono fondamentalmente una persona allegra, mi piace molto ridere e far ridere le persone che mi stanno accanto, e non rinuncio mai a sdrammatizzare o a godere di momenti divertenti dovunque mi trovi, perciò non è facile sceglierne alcuni. Di aneddoti simpatici ce ne sono veramente tanti, a partire dagli allenamenti: quando alla fine facciamo la partitella e tutte quante ci coalizziamo contro i nostri allenatori che all’inizio sembrano voler spaccare tutto ma poi si ritrovano quasi sempre fuori dal campo a zero punti”. La sua dimensione sportiva ed il suo rapporto con l’allenatore sono davvero speciali. “Con Lissandro mi trovo molto bene, il mio carattere non permette contrasti insanabili. Tra noi vi è un rapporto basato sul rispetto e sulla sincerità e in caso di divergenze se ne parla. Lui è molto disponibile a parlare e a cercare di capirmi e in più lui ha davvero esperienza da vendere. Non ho mai incontrato un allenatore che oltre ad avere un’ottima preparazione tecnica e tattica, abbia anche la voglia di capire lo stato d’animo, i problemi e le difficoltà che attraversiamo noi atlete. Grazie a lui non solo sono cresciuta come atleta ma anche come persona. Prima di conoscerlo ero molto chiusa, non era facilissimo farmi parlare quando si trattava di cose serie e per questo lo ringrazio molto. Molto spesso ci coinvolge e ci fa riflettere su alcune frasi per me molto significative, una recente è: l’impossibilità non è che la debolezza del volere, ed ha totalmente ragione”. Phuket, novembre 2010, lei è in Italia ed ha vissuto da lontano l’impresa delle sue compagne a migliaia di km di distanza. “Venivo da un momento di forma veramente importante post-infortunio, mi sentivo bene, i risultati sino a quel momento erano stati veramente buoni e doverci rinunciare per motivi che non dipendevano da me sicuramente mi ha un po’ scoraggiato. E’ ovvio che ciò non mi ha impedito di fare il  tifo per le mie compagne. Stavo sempre in contatto ed esultavo ad ogni loro messaggino di vittoria. Speriamo che nel 2011 la sorte (sportiva) sia più dalla mia parte”. Una domanda è classica, perché nella vita tutto può cambiare e modificarsi. Ma la propria famiglia resta un punto fermo. “La mia famiglia mi è stata sempre vicina in qualsiasi momento. I miei genitori mi hanno seguita ovunque, sia che si trattava di pallavolo che di beach, mi ricordo ancora quando ero piccola e giocavo a Perugia o con lo stesso Trevi e non avendo la macchina mio padre mi accompagnava a tutti gli allenamenti e essendo comunque stanco dopo una giornata lavorativa mi aspettava li sulle tribune senza fiatare. Mio padre è davvero il mio primo tifoso, mi vuole un bene dell’anima come d’altronde glie ne voglio io. E mia madre invece che ogni sabato mi preparava la crostata di fichi e mele cotogne (buonissima) da mangiare sul pullman prima di ogni video. Sono davvero dei genitori speciali. Per non parlare del mio fratellone Michele, che con la sua calma e razionalità mi ha sempre aiutato a gestire le situazioni difficili ed è sempre stato molto bravo nel capirmi. Ed infine un grazie speciale a mio cugino Paolo, ad Andrea ed ai miei zii che sono sempre con me”. Nulla è per sempre, specialmente nella vita di una sportiva, ma lei ha le idee molto chiare sul futuro. “Ho dei traguardi sportivi a cui tengo molto, spero solo di avere la possibilità di realizzarli, di mostrare di nuovo cosa posso fare. Ad oggi quello che sarà del mio futuro non è molto chiaro, so solo che darò il massimo in qualsiasi occasione, ho voglia di fare e fare bene”. La sua età non permette ancora di guardarsi indietro con nostalgia o con dei rimorsi. E’ consapevole di ciò che sta facendo. “Se uno affronta scelte in maniera corretta non può che essere soddisfatto dei risultati siano essi positivi o negativi, poiché comunque sono esperienza e crescita. Ad oggi ho puntato su un progetto che è in via di realizzazione tra qualche tempo ti dirò se oltre ad essere consapevole sarò anche entusiasta della scelta. In poche parole non cambierei nulla di quello che ho fatto finora”. La stagione 2011 è agli inizi e le aspirazioni sono tante. “Non so ancora quali siano gli impegni da affrontare, quest’anno il mio desiderio è fare World Tour e magari continuare quello che ho già  Iniziato l’anno scorso a Las Palmas, dato che tanto male non è andata. L’anno scorso nello stralcio di stagione nel quale ho potuto competere ho dimostrato, per prima a me stessa, che posso fronteggiare ed affrontare le coppie più forti e potenzialmente arrivare anche sul podio, lo staff tecnico pianificherà delle tappe nella maniera migliore sperando che questo 2011 sia meno travagliato dell’anno scorso”. Nel frattempo continua ad impegnarsi negli intensi allenamenti quotidiani sulle spiagge del Brasile, coltivando i suoi sogni, ed il suo percorso di vita sportiva prosegue. Ed allora forza Laura: il beach- volley italiano ha bisogno di te, di forze nuove per crescere e diventare sempre più forte, per radicarsi con stabilità ai vertici di categoria.
(fonte Beach Volley Magazine)

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