Francesco Merenda: «Vi racconto la mia Ellera vincente»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Maggio 3, 2012 10:00
Merenda Francesco (allenatore)

Francesco Merenda

Due finali promozione perse consecutivamente potevano anche farmi dire la parola basta, ma era già accaduto e l’anno successivo centrammo la promozione in serie C, per cui perché non riprovarci. Dopo aver perso l’anno scorso a Chiusi un rocambolesco tie-break in gara-tre, cedendo l’onore delle armi alla squadra che certamente si era meritata la promozione più di noi, la società di Ellera, come consuetudine, ha organizzato una cena di fine stagione con tanto di presente ai tesserati, perché come dico sempre “arrivare in finale è sempre un traguardo”. Sì, ma vincere è un’altra cosa. Con la società, con quelle magnifiche persone che dirigono con amore, passione e capacità la Sm Volley Ellera, all’inizio dell’estate abbiamo deciso quale potesse essere la strada migliore per raggiungere l’obiettivo tanto atteso da tutti, e nonostante la stagione passata non fosse stata fallimentare, abbiamo deciso di dare un’impronta diversa alla squadra intervenendo in modo corposo sul mercato. Al termine di un’estate a dir poco travagliata abbiamo ultimato l’organico con ben sette nuovi innesti. Che fosse un ottimo organico per la categoria ne eravamo consapevoli, che sarebbe stato un gruppo vincente, beh quella è altra cosa e ci voleva del tempo per saperlo. Dopo una lunga preparazione, con i ‘cinesini’ a furoreggiare sul parquet, abbiamo affrontato l’inizio del campionato un po’ stentando, senza esprimere un bel gioco ma conseguendo sempre vittorie seppur con qualche tie-break di troppo. Il primo turning point della stagione si è registrato alla sesta giornata quando a Magione abbiamo vinto in quattro set senza spiegarci il perché, o meglio rimanendo aggrappati con le unghie alla possibilità di vincere ed approfittando dei black-out delle avversarie. Quella gara ha probabilmente reso consapevole la squadra del proprio carattere ed ci ha fatto capire, come nell’andata con San Mariano, che bisogna crederci, sempre. Abbiamo finito il 2011 senza sconfitte registrando però qualche infortunio di troppo che ci ha accompagnato per tutta la stagione. Nel 2012 arrivano le prime battute d’arresto, tutte in casa e tutte al tie-break che ci hanno consentito di muovere la classifica e non perdere comunque fiducia. Il 31 marzo abbiamo perso con Nocera Umbra in casa, personalmente mi sono complimentato con le avversarie perché forse meritavano anche qualcosa di più dei due punti, sebbene durante la gara si fosse infortunata Carolina (Molinari, ndr), ma ero fiducioso perché avevamo espresso un buon gioco. L’indomani, Tavernelle ha fatto il più classico dei pesci d’aprile all’Assisi, da una sconfitta siamo riusciti a guadagnare un punto sulle avversarie che stavamo inseguendo. Dopo la pausa pasquale, nel turno infrasettimanale, Magione ha sconfitto Assisi, ed approfittandone siamo passati in testa per la prima volta, effettivamente, senza dover conteggiare l’eventuale gara in meno dovuta al turno di riposo. Ma c’era poco da festeggiare, la domenica ci attendeva lo scontro diretto ad Assisi. Aver chiesto in quella occasione alle ragazze di allenarci il sabato pomeriggio e non essere stato coperto d’insulti, m’ha fatto capire che il clima era buono, c’era la giusta tensione ed unità d’intenti. Poi è arrivato quel 22 aprile, la partita. Giocata con tutto quello che c’era da mettere sul piatto, attributi compresi (edulcorato per la gioia del direttore Aglietti). Quando è caduta l’ultima palla, quando abbiamo conquistato i tre punti, abbiamo capito che era fatta. Mancava la matematica, ma era fatta. Sabato è arrivata l’ultima vittoria, è arrivata anche la matematica: è promozione, ed è iniziata la festa. Quale sia stato il segreto del nostro successo… tutti a questa domanda rispondono “il gruppo”. E’ verissimo, ma personalmente credo sia giusto allargare il gruppo anche a tutto lo staff dirigenziale che ci ha consentito di lavorare nel migliore dei modi, senza pressioni, senza grossi patemi, fornendo il giusto apporto e motivando al meglio la squadra. Poi merito di tutte le ragazze, quando in questi giorni leggo chi parla delle assenze mi viene da sorridere, in 28 partite (e già considero anche la prossima) ho avuto a disposizione ognuna delle giocatrici per meno di 10 partite, e non parlo delle cosiddette comprimarie, ma di quelle persone da cui ci si aspetta un bel bottino di punti. Le ragazze dicevo, le mie splendide 13 atlete, che hanno fatto sì che si continuasse sempre a parlare delle persone presenti e non di chi mancava, di chi si è alzato dalla panchina ed ha cambiato la gara, di tutte, proprio tutte, che hanno partecipato attivamente alla conquista della serie C. Non me ne vogliano le altre, ma è giusto che io scriva del capitano, di Sara Caserta, forse la giocatrice con cui ho vinto più gare nella mia carriera, senza dubbio la giocatrice con cui ho perso tutte le finali di serie D (disputate quattro e perse altrettante). Dal 2000, salvo qualche parentesi, con lei ho lavorato in tre società diverse, con lei ho fatto il viaggio di ritorno da Chiusi dopo gara-tre l’anno scorso, con lei ho vinto la ‘nostra finale’, e finalmente, la serie D. Alla fine si ringrazia e se qualcuno avrà avuto la pazienza di leggere l’articolo fino a questo punto è bene che sappia che la dedica principale va a Viola e Silvia che mi sopportano tutto il giorno, ad Elisa Barluzzi che si è tuffata a capofitto nell’avventura propostale con un impagabile entusiasmo e con la solita professionalità (e col braccio rotante), ai dirigenti, dal primo all’ultimo perché senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile, a Laura Rosi per la sua preziosa professionalità, ed alle mie 13 pandine gialle: Memole, Uragano, Cansy, Luciana, Gialla, Carlucka, Sekky (tu c’eri sempre), Zukky, Fast, Padels, Mery, Apple e Macions. Traendo ispirazione da una frase celebre di dio Velasco, quest’anno non abbiamo più nulla da spiegare.
(lettera firmata Francesco Merenda)
httpv://www.youtube.com/watch?v=sxQyjf9Fzlo

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