Lettera aperta del candidato presidente Dario Mandò

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Novembre 17, 2012 03:50
Mandó Dario

Dario Mandó

Caro direttore, chiedo gentile ospitalità alla testata Pianeta Volley per illustrare i motivi che mi hanno portato a propormi quale futuro presidente del comitato regionale. La mia attuale candidatura non nasce da una particolare ambizione personale, né tantomeno dalla necessità di avere una ‘vetrina’ per finalità extrasportive, ma dalla semplice constatazione che per provare a cambiare il modo di gestire ed organizzare la pallavolo regionale bisogna avere il coraggio di mettersi direttamente in gioco senza limitarsi a sterili polemiche o lamentele. L’operato del comitato umbro nell’ultimo quadriennio è stato a mio parere negativo sotto diversi aspetti e questo giudizio è condiviso da molte società, tecnici ed atleti che ho avuto modo di incontrare in palestra sia nelle stagioni passate sia in questi giorni di ‘campagna elettorale’. So che la scarsa attività del comitato regionale di questi ultimi anni viene giustificata alle società con il pesante ‘buco di bilancio’ (superiore ai 140 mila euro) che sarebbe stato ereditato dalla precedente gestione Andretta (organizzatore nella nostra regione, insieme alla Fipav nazionale, degli Europei juniores femminili del 2008), tanto che, riportata la situazione finanziaria in equilibrio, i prossimi quattro anni vengono prospettati dal mio competitor come quelli del rilancio. A tale proposito non posso non rilevare come di tale presunto risanamento debba necessariamente farsi professione di fede poiché le società, nonostante fosse stato loro promesso nel febbraio 2009 un costante aggiornamento sulla situazione finanziaria, non hanno potuto ad oggi verificare alcun dato contabile ed attendono ancora di essere convocate a riguardo. Mi permetto solo di sottolineare che il presidente uscente dott. Andretta non ha avuto un solo giorno di sospensione per la questione del presunto ‘buco di bilancio’ (è di questi giorni la squalifica di due anni del presidente provinciale della Fipav di Reggio Calabria per aver lasciato un disavanzo di ‘soli’ 53.000 euro) ed il nostro comitato ha incassato, sin dai primi mesi del suo mandato, oltre 80 mila euro per refusione di somme spettanti da parte della Fipav nazionale e contributi degli enti locali (Regione e Comune) già previsti per l’organizzazione dei ricordati campionati Europei juniores. Se a ciò aggiungiamo che il comitato ha ritenuto di cambiare sede all’inizio del 2010, andando a pagare un canone di locazione superiore di quasi il 50% rispetto al precedente e sostenendo ulteriori spese straordinarie (per trasloco, nuovo mobilio, centralino telefonico, ecc.) per circa 15-18 mila euro, posso a buona ragione ritenere che il tanto decantato risanamento non sia stato la principale preoccupazione di questo comitato uscente. Ma non è tanto la questione del bilancio che mi interessa sottolineare (fermo restando che uno dei punti del mio programma prevede proprio l’elaborazione di un rendiconto economico e finanziario trasparente e accessibile alle società per consentire a queste di verificare come vengono spesi i loro soldi e lo stato di salute del comitato) quanto piuttosto ciò che non è andato nella gestione operativa del nostro comitato territoriale, quanto non è stato fatto e ciò che invece potrebbe essere realizzato anche con limitate risorse economiche. Mi permetto di indicare in maniera succinta cinque punti. 1) Settore Minivolley Il 20 % degli atleti tesserati umbri ha meno di 12 anni. Di loro il comitato si è completamente dimenticato (fatta salva l’unica manifestazione annuale di Santa Maria degli Angeli, peltro svoltasi solo a fine stagione agonistica) tanto che le società hanno dovuto organizzarsi in proprio con tornei interni oppure rivolgendosi al Csi il quale organizza manifestazioni mensili con partecipazione di 150/200 atleti a volta. Il mio programma prevede il ripristino, sotto l’egida Fipav, dei circuiti di minivolley a livello territoriale, coinvolgendo in tale attività di promozione e sviluppo anche le scuole primarie. 2) Settore Scuola Nessuna attività di promozione è stata fatta nel settore scuola né con interventi diretti né con attività di supporto alle società. La mia proposta è quella di riattivare un canale di collaborazione fattiva tra istituti scolastici, Provveditorati, comitati e società di pallavolo. In particolare il Comitato regionale, d’intesa con i comitati provinciali e le società, dovrà farsi promotore di iniziative come l’offerta gratuita del minivolley a scuola con l’ausilio di tecnici qualificati, gli incontri tra gli studenti e gli atleti delle massime categorie (resa possibile dalla partecipazione di tre società umbre alla serie A maschile e di quattro alla serie B1 femminile), nonché il ripristino di un torneo di pallavolo tra istituti scolastici delle scuole secondarie (sul modello dei Giochi della Gioventù con costi a carico del comitato). 3) Settore Maschile Nulla è stato fatto per incentivare e promuovere la pallavolo maschile che, come ben noto a tutti, soffre negli ultimi anni un consistente calo di iscrizioni a fronte del costante innalzamento dell’età media degli atleti (il 20% dei pallavolisti umbri ha più di 30 anni). La mia proposta è quella di ripartire con il coinvolgimento dei ragazzi dalle scuole (attraverso l’attività già indicata al punto precedente nonché proponendo a società, dirigenti ed allenatori attraverso appositi corsi di qualificazione i modelli che su base nazionale (vedi Scuola di Pallavolo Anderlini Modena) hanno ottenuto maggiore successo.  4) Settore femminile ed organizzazione dei campionati E’ stato disposto l’allargamento dei campionati di serie C e D femminile a 18 squadre con conseguente aumento di costi per le società (tasse gara, palestre, trasferte), decremento del livello tecnico (non ci sono così tante atlete di livello regionale), aumento dei disagi e rischi per le giocatrici (sono previste molte gare infrasettimanali e si prospettano sino a 40 partite annuali per coloro che parteciperanno ai play-off). Sono stati inoltre indetti campionati senza alcun coordinamento con quelli provinciali (vedasi l’organizzazione del campionato d’eccellenza under 16 stagione 2011/12 inizialmente fissato per febbraio, in piena concomitanza con quello provinciale, e poi partito ad aprile, con incontri giocati senza ancora che fosse ufficializzato il calendario e con 7 gare disputate in meno di 4 settimane). La mia proposta è quella di un ritorno a campionati regionali a 16 squadre con possibile riduzione a 14 squadre (per fine quadriennio e di intesa con le società che si potranno esprimere in occasione della cosiddetta consulta dei presidenti, assemblea di società da riunire due volte l’anno per stabilire gli indirizzi del comitato in ambito sportivo, tecnico e sociale) nonché di organizzare campionati di categoria di eccellenza solo se condivisi in sede di consulta con i comitati provinciali. 5) Rapporti interni al comitato e con i comitati provinciali La vita del consiglio regionale è stata caratterizzata da continui scontri tra consiglieri, deferimenti e dimissioni. Anche i rapporti con il comitato di Perugia (che rappresenta oltre l’80% delle società umbre) sono stati burrascosi tanto che, oltre alla scelta di stabilirsi in due sedi separate, non è stato condiviso nessun progetto in sede di consulta né tantomeno si è pensato di coinvolgere il comitato provinciale in alcune manifestazioni degli ultimi anni. Il mio programma prevede il ripristino di una sede unica per comitato regionale e provinciale di Perugia, la rivalutazione della consulta regionale quale organo di valore effettivo nelle decisioni in cui è chiamata ad esprimersi (per tornare così ad ampliare la collaborazione tra CR e CP), la rivalutazione del consiglio regionale attraverso la massima possibilità di partecipazione a tutti i componenti del comitato, non solo nelle riunioni periodiche ma anche nell’organizzazione di attività sia interne (Cogp – arbitri – allenatori – dirigenti – campionati) che esterne (relazioni con enti e scuole – attività Coni ed Eps, ecc). Mi auguro che l’assemblea di domenica sia molto partecipata. E’ importante che società, atleti e tecnici sentano direttamente dalla voce di tutti i candidati (presidenti e consiglieri) i programmi per il prossimo quadriennio, esprimano le loro opinioni e quindi scelgano le persone che potranno garantire al meglio la loro attività e lo sviluppo di tutto il movimento pallavolistico regionale.
Dario Mandò

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