Terni, atleti in piazza per protestare contro la Provincia

Pianeta Volley
By Pianeta Volley marzo 26, 2013 09:00

Terni, atleti in piazza per protestare contro la Provincia

Narni (Pala-Gandhi)Sorda. Poi cieca e infine persino arrogante. Con questi atteggiamenti, l’amministrazione provinciale mette in ginocchio le società sportive e dà un colpo decisivo all’attività dilettantistica. La denuncia viene da decine di club, ma in particolare da quelle aderenti alle federazioni provinciali del basket e del volley, sport che a Terni godono di una lunga e a tratti anche gloriosa tradizione. E dopo la denuncia, la risposta all’arroganza, alla cecità e alla sordità, non pagheremo un centesimo in più di quanto pagato la scorsa stagione. Risposta corale, che sarà sottolineata da una manifestazione in viale della Stazione, davanti al portone di ingresso della Provincia dove sfileranno ragazze e ragazzi in tuta, allenatori, dirigenti di società sportive. Il problema è sempre quello della gestione delle palestre. La scintilla che ha acceso la miccia è arrivata per posta, un lettera raccomandata della Provincia impone il pagamento di ‘contributo straordinario’ per le utenze degli impianti sportivi della stagione in corso (da 3 a 7 euro l’ora, a seconda delle dimensioni  della palestra per un totale che va da un minimo di 5-600 euro ad un massimo di 4-5 mila) da pagarsi in tre rate la prima entro la fine di marzo, poi entro la fine di aprile e la fine di maggio. Pena la chiusura delle palestre che potrebbe avvenire entro i primi dieci giorni di aprile. Cioè proprio nel pieno dei campionati provinciali e regionali con conseguenze inimmaginabili. Il tono della missiva è perentorio fino ad essere arrogante perché a questa lettera ci si è arrivati dopo una lunga e snervante discussione tra una delegazione in rappresentanza delle società sportive e tecnici, dirigenti e amministratori della Provincia. Discussione in cui la Provincia si è sempre dimostrata sorda alle osservazioni delle società sportive e cieca di fronte a situazioni evidenti. Esse infatti hanno segnalato che non si capisce come questo contributo sia calcolato visto che le utenze delle palestre sono le stesse delle scuole alle quali sono annesse e che non è accettabile il fatto che, come ammettono gli stessi tecnici che li hanno elaborati, si tratta di conteggi approssimativi. Hanno anche segnalato che proprio sul fronte del riscaldamento si sono sempre lamentate inefficienze e lacune e che non si ritiene giusto un costo maggiore per un servizio che è sempre peggiore. Infine hanno fatto notare che la spesa per il riscaldamento lievita anche perché molte palestre spesso hanno vetri rotti sostituiti da fogli di cartone per imballaggio. Conseguenza, questa, di manutenzioni  che non si fanno o che, se si fanno, sono anch’esse approssimative. Aggiungendo un ulteriore elemento, questo ‘contributo straordinario’ si va ad aggiungere ad un aumento del costo delle palestre sull’ordine del 20 per cento deciso all’inizio della stagione. Aumento reclamato dal gestore , l’associazione delle associazioni, a seguito della maggiore richiesta avanzata dalla Provincia per la concessione dell’uso delle palestre. Insomma, intorno alle palestre dove si allenano migliaia di ragazzi e ragazze, dove si giocano centinaia di gare di decine e decine di campionati che vanno dalla serie B ai campionati provinciali per ragazzini si muovono diversi soggetti  il cui compito non sembra essere quello di renderle sempre più efficienti e accoglienti ma quello di aprirle all’inizio dell’attività e chiuderle alla fine. Facendo poi i conti e chiedendo alle società sportive contributi ordinari e straordinari per farli quadrare. Una logica perversa, dicono i presidenti di tutte le società di basket e di volley, non più sopportabile, che strangola le attività sportive dilettantistiche anche per gli effetti collaterali disastrosi che produce. C’è infatti chi racconta che molti genitori di piccoli atleti si rifiutano di pagare le quote mensili vedendo il proprio figlio allenarsi in ambienti freddi, spesso poco puliti e altrettanto spesso senza potersi fare una doccia a fine allenamento perché l’acqua è gelida. E si sta attrezzando per rispondere con una lettera raccomandata alla lettera raccomandata della Provincia. Non per dire no ma per chiedere i danni.
(fonte Il Messaggero)

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