Città di Castello rifiuta di giocare, San Mariano tuona

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Maggio 7, 2013 11:11

Polisportiva San Mariano (logo)Ieri alle ore 20 a Castel del Piano era in programma la gara di semifinale regionale della categoria under 14 femminile tra San Mariano e Città di Castello, arbitro designato Felice Mangino. Fino alle ore 19,15 nell’impianto si sono svolti regolarmente tutti gli allenamenti, poi nella zona ha iniziato a piovere insistentemente ed in maniera copiosa, tanto che in mezzo al campo di gioco iniziavano a formarsi chiazze d’acqua. Vista la pericolosità del fondo bagnato, l’arbitro ha dichiarato che lì non si poteva giocare, e ci ha avvisato che avevamo due ore di tempo per trovare un’altra palestra (che pertanto doveva iniziare entro le ore 22, ndr). Subito ci siamo attivati per trovarla e alle ore 21,15 il campo di gara di San Mariano era libero e le reti montate alle ore 21,20 le nostre atlete già facevano riscaldamento, mentre le atlete ospiti stavano in disparte attendendo che i dirigenti, indaffarati al telefono e confabulando fra loro, dopo che con prepotenza e arroganza a Castel del Piano avevano già dichiarato: “o si gioca qui o non giochiamo”. Nel frattempo alcune ragazzine tifernati erano in lacrime, forse ignare delle motivazioni di tali gesti. Senza contare che il rispetto delle regole e degli avversari è stato totalmente disatteso, infatti, alcuni dirigenti del Città di Castello, compreso un dirigente federale, hanno fatto pressione sull’arbitro sottolineando la responsabilità dello stesso in caso avesse deciso di far svolgere la gara nella palestra di Castel del Piano. Massima disponibilità da parte della società Polisportiva San Mariano a tutte le soluzioni proposte e nel rispetto del regolamento che crediamo debba essere rispettato e che noi abbiamo rispettato, seguendo le indicazioni dell’arbitro che mano a mano ha dato ad entrambe le squadre. La presidente Catia Loletto si dichiara molto amareggiata: «Visto l’atteggiamento degli avversari, che, motivando il loro rifiuto a giocare perché troppo tardi, mi chiedo se la società ospitante fosse stata Città di Castello, avrebbe rispettato il regolamento o l’avrebbe disatteso ‘concordando’ con gli avversari un altro giorno per giocare (ma si può fare? per tutti i campionati?… e i regolamenti e gli arbitri, che ci stanno a fare?), rischiando magari che la commissione gare potesse punire la società ospitante per non aver reperito un campo vicino entro l’orario previsto? Se, come ci hanno fatto notare, la gara prevista per le ore 20 era stata inopportunamente da noi stabilita poiché fuori orario regolamentare, perché non hanno chiesto di anticiparla alle ore 19,30 non appena era stata pubblicata dal cogr? (Bastia Umbra l’ha fatto e noi l’abbiamo spostata!). Forse perché quell’orario, visto che si sono presentati alle ore 19,15 faceva comodo così da avere tutte le atlete a disposizione? Se si fosse giocata regolarmente e i set fossero stati cinque e tutti tirati, con parziali alti, che significa giocare per circa due ore e mezza e più, avrebbero abbandonato la gara perché finiva troppo tardi? Se la finale regionale under 18, disposta dal cogr ad Acquasparta alle ore 20,30 è stata giocata da ragazze ‘più vecchie’ di due anni, non era forse ‘troppo tardi’ anche per loro? Non vanno a scuola anche loro la mattina successiva? Ed Acquasparta non è lontana da San Mariano tanto quanto Città di Castello da Castel del Piano? Se il lavoro di un anno intero di ragazzine di neppure 14 anni, con tutti gli allenamenti, le fatiche loro e dei loro allenatori, deve essere deciso da un’ora e mezzo di spostamento e, cosa più grave, da un genitore che decide che la propria figlia (del Città di Castello) debba tornare a casa… dove sta il rispetto per le compagne, le avversarie, l’arbitro, i genitori? Se a Città di Castello sono molto più fortunati di noi nell’avere a disposizione diverse palestre tutte libere in brevissimo tempo, per noi non è così; a San Mariano e dintorni non fanno solo pallavolo, ma pattinaggio, basket… e nessuno disponibile ad interrompere la propria attività per fare spazio ad una gara, che fra l’altro, era disputabile, a campo libero, un’ora e venti minuti dopo l’orario programmato! Se piove, infine, deve essere anche questo colpa nostra? Noi non ci stiamo, non vogliamo che l’etichetta dei prepotenti ci venga di nuovo affibbiata, e ci sarebbe da scrivere anche per molte altre situazioni… soltanto perché abbiamo rispettato il regolamento e quanto ci ha indicato l’arbitro designato. Il trasformismo che ci viene imputato nel voler fare e disfare a nostro piacimento è assolutamente falso: piuttosto saremmo stati nell’irregolarità se avessimo deciso di rinviare la gara e giocare (secondo quale regolamento?) in un altro giorno, seguendo, peraltro, quanto ci ha proposto un dirigente della società ospitata nonché membro del comitato regionale (non dovrebbe seguire e far rispettare per primo i regolamenti?). La prepotenza e l’arroganza l’ho vista invece nell’atteggiamento dei dirigenti del Città di Castello che non solo hanno negato alle atlete di poter dare vita ad una bellissima sfida (perché le ragazzine non avevano tanti mostri nella testa ma erano lì per giocare e basta) rifiutandosi di giocare, rimanendo alla palestra di Castel del Piano per oltre mezz’ora, nonostante tutti, arbitro compreso, si fossero spostati nell’altro campo a San Mariano; usando modi a dir poco intimidatori, prima facendo pressione sull’arbitro in tema di responsabilità esclusiva dello stesso nel caso le ragazze avessero avuto infortuni giocando col campo bagnato in alcuni punti, poi inveendo contro uno dei nostri allenatori, accusandolo di fatti assolutamente falsi e non pertinenti con la gara stessa, ecc… mi fermo qui, per non menzionare le offese nei nostri confronti. La scena finale di questo ‘teatrino’ è stata quella di vedere le nostre atlete fare regolarmente riscaldamento in attesa dell’inizio gara, mentre le atlete del Città di Castello, alcune in lacrime, accompagnate dai propri dirigenti negli spogliatoi per far ritorno a casa, dopo che, in nostra assenza, facevano scrivere (ennesima prepotenza) a referto che alle ore 21,24 non esistevano i presupposti per disputare la gara, visto che ancora non era iniziata. Tengo a precisare che il nostro dirigente, nonché consigliere regionale Gabriele Minciotti, non era presente né a Castel del Piano né a San Mariano perché occupato con un’altra nostra squadra, quindi all’oscuro di tutto, ma che, non appena arrivato, è stato tempestato di telefonate dai toni alquanto polemici e minacciosi. Ora la commissione gare deciderà sul da farsi e noi ci rimetteremo a qualsiasi decisione voglia prendere, nel rispetto delle regole».
(fonte Polisportiva San Mariano)

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