Giacomo Sintini: «Macerata-Perugia… non posso tifare»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 24, 2014 11:30
Sintini Giacomo (copertina libro)

il libro di Giacomo Sintini

Nessuno più di lui ha titoli per presentare la finale scudetto che da stasera a Osimo metterà di fronte Macerata e Perugia. Giacomo Sintini, detto Jack è il campione d’Italia uscente, mvp della finale 2013 vinta da Trento su Piacenza. A Perugia ha vissuto sei anni di carriera, ha sposato Alessia, perugina del quartiere Capanne, ed ha messo la sua casa di famiglia. A Perugia ha avuto i medci che gli hanno salvato la vita, aiutandolo a superare un linfoma che ha spaccato in due la sua vita, un prima e un dopo la malattia. Jack ha giocato nel 2005 una finale scudetto con Perugia, la perse contro Treviso ma l’anno dopo, passato a Macerata, riconquistò la finale e stavolta vinse il suo primo scudetto. «Non posso fare il tifo; ho amici da una parte e dall’altra. Voglio godermi questa bellissima finale tra le due squadre che hanno meritato di più in questa stagione». Quello scudetto strappato alla Sisley, cosa ha significato per lei? «È stata la mia prima grande vittoria, sono stati gli anni in cui professionalmente sono maturato di più e sono rimasto in amicizia con tutti: da Giulianelli a Massaccesi, a Recine. Ho grande stima». Ci sono analogie tra la cavalcata della Sir Safety e quella del suo Perugia? «Si, vedo tante analogie. Anche noi nove anni fa guadagnammo la finale a sorpresa, ci arrivammo con tanto entusiasmo battendo nei quarti Padova e anche noi Piacenza in semifinale. Avevamo i nostri vecchietti, come Held e Osvaldo Hernandez, noi giovani con Lebl, Swiderski e De La Fuente, allenati da De Giorgi. Fu un’annata stupenda una delle più belle della mia carriera dal punto di vista del gruppo. Era una squadra sempre allegra, ricordo tante uscite in gruppo, si andava anche a mangiare insieme. Ma non facevamo i selfie come i ragazzi della Sir…». Treviso di allora era come Macerata di oggi. «Demmo l’anima, vendemmo anche cara la pelle. Ma avevamo raschiato il barile con le energie psicologiche. Loro erano superiori. L’anno successivo mi presi la rivincita battendo Treviso in finale». Come giudica Perugia e Macerata? «Mi piace molto questa Sir, la vedo generosa, Buti ha detto che hanno tanta fame. Si vede. Sono uniti, l’ambiente è molto sereno, fanno tanti cambi e tutti danno il massimo. La Lube la vedo squadra molto forte, sicuramente la favorita. Dopo la sconfitta in coppa Italia si è ricompattata, ha fatto un gesto molto bello nei confronti dell’allenatore con quel documento di stima. Vuol dire che Giuliani fa bene e comunica bene. Non penso che sottovaluterà l’impegno. Ha i numeri per vincere, cambio palla, contrattacco, servizio. La squadra è più consapevole ha l’atteggiamento giusto». Come si vince una finale scudetto? «La cosa importante è giocare una gara alla volta. Ha più vantaggi chi riesce a recuperare energie fisiche e nervose tra una partita e l’altra. Si vince sempre tutti insieme aiutandosi. Mai disunirsi, bisogna restare compatti, sempre concentrati». Da palleggiatore, come giudica i suoi colleghi finalisti? «Dico subito che mi piacciono. Baranowicz è cresciuto tantissimo in questi due anni. Mi era piaciuto già a Modena, a Macerata ha fatto un salto di qualità giocando in una squadra che gioca per la vittoria. Ora gli manca l’ultimo gradino, vincere. È maturato tanto nel gioco, lineare ma anche estroso, non ha paura di gestire momenti difficili, ha carattere ed è rispettoso. Adriano Paolucci lo conosco da tanto tempo, avevamo fatto insieme la pre-juniores con Polidori. Gli faccio i complimenti per quest’anno. Gioca pulito come piace a me, dà palla all’uomo giusto quando conta. Mitic ha avuto problemi nell’approccio iniziale ma è stato utilizzato benissimo da Kovac. È intelligente, accetta l’alternanza, non fa cose fuori dalle sue corde. La forza di Perugia è stata anche questa alternanza in regia». Nel frattempo il popolare Jack, tramite l’associazione onlus che porta il suo nome, ha fissato per sabato 17 maggio alle ore 21 la presentazione del suo libro ‘Forza e Coraggio’ insieme al giornalista Alessandro Antinelli. «L’evento si terrà a Perugia, città dove vivo e dove mi sono curato. Vi aspetto in tanti alla sala congressi dell’istituto tecnico commerciale Aldo Capitini. Non mancate»!
(fonte Corriere dello Sport)

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