La Sir Perugia cerca il colpaccio in casa del Macerata

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 30, 2014 18:19
Sir Safety Perugia (bandiera)

gli uomini della Sir Safety Perugia cantano l’inno nazionale davanti alla bandiera italiana prima della finale scudetto

Sfatare un altro tabù. Con questo preciso intento la scanzonata brigata targata Sir Safety Perugia si presenta giovedì in trasferta, cercando di esorcizzare il ‘complesso’ nei riguardi delle partite giocate in casa della Cucine Lube Banca Marche Macerata. Fino ad oggi non c’è mai riuscita, ma di certo questo non può fermare la disinvolta avanzata dei block-devils che prima dell’inizio di questa stagione non avevano mai vinto a Modena, mai contro Trento, mai contro Piacenza. Gli impedimenti insomma ora paiono non essere più proibitivi, rivali che sono cadute una dopo l’altra come pedine del domino di fronte alla forza d’urto generata dalla truppa del comandante Kovac. Ma gli uomini del presidente Gino Sirci non avevano vinto mai nemmeno contro Macerata, che invece è già stata battuta tre volte in questa stagione (una in regular season, una in coppa Italia ed una ai play-off). Una stagione che è già di per sé memorabile e che si può dire abbia già la ciliegina sulla torta con l’accesso guadagnato per partecipare alla champions league, ma è chiaro che adesso il club ci vuole mettere anche una bella spolverata di zucchero vanigliato sopra questa torta. Sfida incerta ad ogni modo, dopo due match e dieci set disputati, regna il perfetto equilibrio nella serie della finale scudetto di pallavolo maschile. Grande spettacolo sul campo e sugli spalti con platee record ad assistere al più bello spettacolo della disciplina. Il 1° maggio non ci sarà alcuna festa del lavoro per gli atleti che, anzi, scenderanno in campo pronti a fare gli straordinari pur di ottenere un’altra vittoria. I marchigiani cercheranno di sfruttare la spinta del proprio pubblico e l’esperienza dei propri fuoriclasse, gli umbri faranno leva sull’entusiasmo degli esordienti per questo tipo di appuntamenti. All’importante vigilia l’allenatore dei perugini Slobodan Kovac dice: «Siamo pronti per giocarci questa sfida. Una gara-tre che chiaramente mi aspetto molto difficile e che mi auguro sia ancora tanto combattuta. Noi andiamo ad Osimo sicuramente per cercare di fare il colpo. L’aspetto importante per noi sarà essere in grado di giocare punto a punto contro Macerata. Perché in questo tipo di situazioni sappiamo di poter essere pericolosi e di saper tirar fuori le nostre qualità tecniche e caratteriali». Entrambe le rivali sono equidistanti da un traguardo che, se per i marchigiani era un obiettivo dichiarato da inizio stagione, per gli umbri fino ad un mese fa apparteneva al libro dei sogni. Naturalmente, il compito si prospetta tutt’altro che agevole, ma i block-devils partono con un doppio vantaggio, pratico e psicologico: quello di poter sopportare le conseguenze di un eventuale passo falso senza pregiudicare le proprie possibilità, perché avrebbero comunque a disposizione una quarta partita (domenica al Pala-Evangelisti) per mettere il secondo colore sullo scudetto. Al contrario, Macerata sente la pressione addosso: o vince, oppure vede aleggiare lo spettro di una stagione partita con i migliori auspici ma che l’ha vista fallire tutti gli obiettivi, supercoppa italiana, champions league e coppa Italia. Questa sorta di aut-aut rischia di essere un’arma a doppio taglio nelle mani dei padroni di casa, da un lato potrebbe rappresentare lo stimolo per tirare fuori tutte le risorse tecniche, atletiche e morali di cui dispone quel fantastico collettivo allestito dal club che sul tetto d’Italia già ci è salita due volte, nel 2006 e nel 2012; dall’altro rischia di diventare un ulteriore peso sul piano nervoso, perché le metterà nella condizione di non poter assolutamente sbagliare. Una situazione delicata, insomma. Due partite, vinte dalle contendenti nella stessa maniera (tie-break), con largo impiego di cuore e di sofferenza, stanno a dimostrare che, in questa fase, sul piano del gioco e sotto il profilo del carattere la differenza è sottile. È chiaro, a questo punto, che la chiave del match è nelle mani dei singoli. Se i bianconeri non sbagliano partita, insomma, sono in grado di provocare il dispiacere ai padroni di casa. Non sbagliare partita significa, anzitutto, centrarne l’approccio. Considerato anche il particolare stato d’animo degli avversari, sarà fondamentale una buona partenza, anche se non sempre nei quattro tie-break disputati in questa stagione chi ha vinto il primo set è poi riuscito a trionfare. Se dovessero vincere bene il primo set, i ‘diavoli’ si metterebbero in tasca una grossa fetta di risultato, perché sul morale dei loro avversari si abbatterebbe una mazzata dalle conseguenze facilmente intuibili. Altrettanto fondamentale sarà ripetere le buone cose di domenica, a cominciare dalla sicurezza di Atanasijevic e Petric sulle bande, e forzare molto in battuta. Il pieno apporto di quella che ormai è stata ribattezzata ‘onda serba’ potrebbe dare conforto anche al terzo martello, quel capitan Vujevic che se non è marcato a sangue può fornire, oltre che in ricezione, il suo fattivo contributo alla causa anche a rete. Il secondo passo avanti va perseguito negli attacchi in primo tempo al centro, dove è auspicabile un maggior intervento per sfruttare ora Buti, ora Barone, ora Semenzato, tutti e tre mostratisi pronti a fare la propria parte. Terzo: la stabilità in ricezione offerta da Giovi, da Vujevic e da Petric, deve arginare la forza dei battitori in salto, con particolare riferimento a Zaytsev, in modo da evitare di subire filotti tanto nocivi per il punteggio, quanto deleteri psicologicamente. Per quarto, considerati i progressi di Mitic in palleggio, non è da scartare l’eventualità che lo stesso possa restare più a lungo in campo per far valere i suoi centimetri in attacco e dare manforte a Paolucci che invece serve con maggior rapidità e precisione i compagni. Insomma, Kovac sa di avere nel mazzo qualche carta in più, che può giocare tranquillamente qualora le vicende della partita lo rendessero necessario. Per quanto riguarda le contromosse all’iniziativa avversaria, è auspicabile che funzioni al meglio il muro, con tutta probabilità il fondamentale che è apparso in più in ritardo al cospetto delle grandi in questa post season, ma comunque un punto di riferimento per la fase difensiva che invece si è rivelata assoluto punto di forza, anche nei confronti di Zaytsev, il quale rappresenta il terminale di gran parte degli attacchi dei cucinieri (quasi la metà degli attacchi proviene da lui). Domenica il solido opposto con la cresta, oltre a servire in salto con notevole pericolosità, ha schiacciato 50 palloni, con una percentuale del 44% di efficienza, cifre impressionanti, la cui lettura sta tuttavia a indicare che se si argina, o si limita, l’esuberante italo-russo si disinnesca quasi del tutto il potenziale offensivo del Macerata. Ecco, riuscendo a mettere insieme queste cose, si creerebbero le premesse per sfatare un altro tabù. Che sarebbe una gran cosa. Perché è vero che la Sir ha pur sempre a disposizione un esame di riparazione, ma se la rivale venisse domenica costretta a vincere al Pala-Evangelisti sarebbe davvero al domandone per evitare la bocciatura. Gara-tre di finale play-off tra Macerata e Perugia, in programma domani, sarà trasmessa in diretta televisiva su Rai Sport 1 a partire dalle ore 17,30. Probabile sestetto Macerata: Baranowicz ad alzare in diagonale con Zaytsev, Podrascanin e Stankovic in zona-tre, Kurek e Parodi schiacciatori, Henno libero. All. Alberto Giuliani.  Possibile starting-six Perugia: Paolucci in regia, Atanasijevic opposto , Buti e Barone centrali, Vujevic e Petric sulla banda, Giovi (L). All. Slobodan Kovac. Arbitri: Sandro La Micela (TN) e Gianni Bartolini (FI).

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