Nikola Grbic: «Il mio Perugia sarà competitivo e motivato»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley luglio 1, 2014 17:15
Grbic Nikola

Nikola Grbic

Una rosa a disposizione ormai completamente allestita, un girone di champions league da brividi, un campionato di serie A1 maschile dove provare a recitare un ruolo da protagonisti. E soprattutto, dopo aver ricevuto il premio lo scorso fine settimana dalla Cev come atleta più ‘vecchio’ dell’ultima champions league, una nuova avventura all’orizzonte in panchina. Con l’arrivo di luglio e con tante situazioni più chiare, è il momento di fare un’analisi completa della situazione della Sir Safety Perugia con il nuovo tecnico chiamato dal presidente Sirci a guidare i block-devils nella prossima stagione. Il personaggio in questione è ovviamente Nikola Grbic. Un personaggio davvero nel mondo del volley internazionale che non avrà esperienza come coach, ma che davvero, in venti anni e oltre di luminosa carriera in campo, quando si parla di pallavolo ha conoscenze come pochi altri. Si parte doverosamente con il roster che la società ha allestito nel volley mercato e che ora è pronto ad affidarsi alle sue cure: «Credo che sia stata costruita una bella squadra con un gruppo di giocatori che hanno delle qualità importanti soprattutto per il campionato italiano. Poi da qui a dimostrarlo e vincere qualcosa la strada è molto lunga. Non basta essere bravi, bisogna dimostrarlo in campo tutti i giorni. La nostra è una squadra molto giovane. In Europa sotto il profilo dell’esperienza un po’ questo aspetto lo puoi pagare, mentre in Italia il gruppo è sicuramente attrezzato ed ha l’esperienza e le qualità per fare bene. È un gruppo omogeneo come era la nostra idea ad inizio mercato. Abbiamo cercato di avere tanti giocatori di qualità nei vari ruoli e questo ovviamente non per mancanza di fiducia, ma perché gli impegni durante la stagione, competendo su tre fronti, saranno talmente tanti che diventa indispensabile un po’ di rotazione per concedere il giusto recupero a tutti senza trascurare i risultati. Sono soddisfatto perché la rosa è valida in tutti i suoi effettivi. Adesso dovremo metterci al lavoro per creare una mentalità di squadra e remare tutti nella stessa direzione». Un gruppo, quello bianconero, che parte per essere protagonista in Italia. «Ci siamo rinforzati in quasi tutte le posizioni e sicuramente siamo tra le squadre più competitive. Mi ripeto, uno può avere tutto quello che è necessario, ma se non lo dimostri in campo non vale niente. Come non vale niente quello che hai fatto non l’anno scorso, ma ieri. Ci serve perciò una mentalità che ci porti a ragionare giorno per giorno ed in questo un calendario così denso, con gare infrasettimanali per mesi, pochi allenamenti, molti viaggi e molto stress fisico e psicologico, non ci darà neanche la possibilità di pensare troppo. Ma come dico sempre, meglio avere questo stress per la champions piuttosto che non giocarla. È chiaramente un grosso sforzo per la società, ma anche una grande finestra internazionale che fa bene all’immagine dello stesso club e dei nostri sponsor». Già, la champions. Una manifestazione dove la Sir, dopo i sorteggi svoltisi nello scorso fine settimana a Vienna, ha l’ambizione di provare a stupire. Grbic, che da giocatore ne ha giocate una quantità infinita, sa cosa si va ad affrontare. «Si tratta di una manifestazione completamente diversa. Affronti squadre che conosci poco e come studio tattico è un discorso differente rispetto alle gare del campionato italiano. Poi ci sono i viaggi da affrontare. Il livello di stress è alto e diventa importante gestire bene il recupero. In più ci si allena poco. La nostra squadra, come dicevo prima, è piuttosto giovane. Da una parte questo è un bene, per il discorso del recupero fisico, dall’altra i giovani hanno bisogno di allenarsi, di provare un gesto tecnico mille volte e questo a volte non sarà possibile. Insomma, ci sono varie difficoltà nella competizione europea. Difficoltà che però intanto valgono per tutti e non solo per noi. Difficoltà che poi credo possiamo gestire bene e in modo efficiente con una buona testa (usa proprio questa espressione Nikola, ndr). Se saremo bravi su questa cosa, potremo fare bene anche in Europa. Per quanto riguarda il nostro girone, penso sia il secondo più competitivo dopo quello che comprende Macerata. Questo da un lato è una cosa pericolosa, perché passa solo la prima e le migliori seconde e superare il turno non è semplice. Dall’altro lato però è un aspetto positivo perché ci aiuterà a tenere sempre alta la tensione e la concentrazione e poi sicuramente avremo motivazioni a mille. Ankara e Tours sono certamente avversari parecchio tosti. I primi sono i finalisti dello scorso anno, per quanto riguarda i secondi, giocare contro le francesi è sempre difficile. Maaseik ad oggi sulla carta sembra forse leggermente al di sotto delle altre, essendo una squadra giovane, anche se poi va verificato tutto sul campo». La chiusura spetta a lui. Ad un campione di quelli con la C maiuscola che è carico come quando scendeva in campo per intraprendere questa nuova avventura da vivere a bordo taraflex. «Sono super convinto di iniziare il percorso da allenatore, altrimenti non avrei accettato. So che avrò di fronte tutt’altro ‘animale’ da affrontare. Da giocatore sapevo come funzionavano le cose. Era sempre tutto pronto, uno arriva, si allena e poi va a casa a mangiare la pizza. Adesso invece dovrò organizzare il lavoro di venti persone, motivare tutti, tirare fuori il meglio da tutti, gestire tutti. So che è un ruolo molto difficile, ma sono assolutamente convinto di poterlo fare al meglio in una società che ha, esattamente come il sottoscritto, le più alte ambizioni e motivazioni».
(fonte Sir Safety Umbria Volley Perugia)

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