Una Cm Studio Terni priva di melodia

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Ottobre 22, 2014 15:52
Terni-Castello

un momento del match di serie C femminile tra Cm Studio Terni e Gherardi Cartoedit Città di Castello

Il concerto può iniziare. Lo strumento è comune a tutte loro: la palla. Seguono a ruota le note, indispensabili, il ritmo, la tonalità, il battere e il levare. E così, come ogni anno, la sinfonia prende forma. L’armonia, all’inizio si sa, è ancora tesa e nervosa come corda di violino. Prima ci sono state le prove generali e soltanto quando il palco è salito dal basso, tutti hanno iniziato ad ascoltare. La musica in questo sabato di metà ottobre è stata appena accennata e si è sentito davvero poco. Città di Castello ha infatti avuto la meglio già dal primo set, quando la Cm Studio Terni cercava ancora lo spartito. È nel secondo parziale, nell’incipit che accade il ‘fattaccio’. Il direttore d’orchestra vacilla e capisce che qualcosa sta andando storto o quasi in terra. Dal pavimento si stacca il paletto che sostiene la rete e, come poche volte accade, cambia la scena e il set. Tutti via perché, si capisce senza grande intuito, una partita di volley senza la rete è praticamente un brano senza audio. Giocatrici e sostenitori si avviano verso una meta inaspettata (palazzetto Itis), un campo diverso a partita non conclusa; a metà percorso e anche qualche attimo prima. Un accordo di attesa per l’ouverture e poi tutti dentro nelle nuove postazioni. Il secondo set suona la stessa musica e si conclude sempre a favore delle atlete tifernati. Le ragazze di Lucia Corazza nel terzo set, invece, provano a cantare all’unisono e sembra quasi un accenno di buona intonazione che le vede con più di qualche nota azzeccata rispetto alle avversarie. Un’illusione ottica e perfino acustica spezza la nota a metà e la sinfonia si chiude come le ternane non avrebbero desiderato: senza altre dissonanze.
(fonte Bosico Terni)

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