Nikola Grbic elogia la Sir Perugia e Vujevic

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Novembre 24, 2014 16:00
Vujevic Goran (punto)

Goran Vujevic (foto Michele Benda)

Ha suonato la sesta ieri sera la Sir Safety Perugia. Intesa come sesta vittoria consecutiva della truppa del presidente Sirci tra Superlega e Champions League. Il sofferto successo contro Ravenna, in un Pala-Evangelisti ancora una volta eccezionale per il colpo d’occhio offerto e per il sostegno garantito ai ragazzi, ha consentito ai block-devils di operare il sorpasso in classifica proprio ai danni dei romagnoli e di issarsi al quarto posto assoluto a tre lunghezze da Trento (che però ha una partita in più) ed a cinque dalla coppia di testa Modena-Treia, ancora a punteggio pieno. È stata, va detto, una gara molto difficile per i bianconeri contro una Ravenna che, a dispetto delle defezioni dell’ultima ora, ha disputato un match gagliardo e tecnicamente valido. A fare la differenza a vantaggio di Perugia, a livello di fondamentali, certamente il servizio (sette gli ace oltre a tante battute che hanno messo alla frusta la seconda linea avversaria) e certamente la ricezione. Il rientrante Giovi, affiancato da Maruotti prima e da Vujevic poi, ha diretto al meglio le operazioni recapitando in testa a De Cecco quasi il 70% dei palloni e consentendo così al funambolico regista argentino di poter giostrare al meglio la fase offensiva della squadra. A fare la differenza poi anche la classe di alcuni campioni della rosa di Grbic. Impossibile non sottolineare la solita prestazione maiuscola di Atanasijevic. Non fa quasi più notizia l’opposto serbo che anche ieri ha messo a terra 24 pesantissimi punti, ben coadiuvato da ‘Panzer’ Fromm. Ma il migliore, per la giuria giornalistica presente, è stato capitan Vujevic capace, con il suo ingresso dal terzo set, di dare equilibrio a tutto il sestetto, di garantire qualità in ricezione, in difesa, anche in palleggio quando si è dovuto sostituire a De Cecco, ed ovviamente sotto rete. Quando c’è un pallone sporco, datelo al Capitano perché troverà la strada per capitalizzarlo. Così è successo ieri sera nel finale concitato del quarto set in un Pala-Evangelisti in delirio per il suo campione per il quale il tempo sempre proprio non voler passare mai. È soddisfatto Nikola Grbic, anche se il tecnico bianconero non dà molta importanza ai sei successi di fila: «Non penso che bisogna guardare troppo alla striscia di vittorie. Noi dobbiamo solo concentrarci su come affrontare ogni volta ogni avversario, cercando di farlo in maniera adeguata e cioè sempre al massimo delle nostre possibilità. Abbiamo visto dall’inizio dell’anno, sia nel bene che nel male, che basta un attimo di rilassamento per far ribaltare la situazione. Quindi aver fatto sei vittorie di fila è un dato numerico e basta, che non scende in campo e non ci serve nella prossima partita. Se giochiamo male, quante ne hai vinte prima non ti serve. Per questo chiaramente mi fa piacere la striscia di risultati, perché vincere aiuta a vincere, però aiuta anche a sedersi e questo è un pericolo che non voglio correre per quanto possibile». Si torna sulla vittoria di ieri con Ravenna. «Nel primo e terzo set siamo stati molto concentrati, facendo le cose giuste ed attaccati ad ogni palla a prescindere dal punteggio. E il risultato si è visto. Nel secondo set abbiamo mollato un po’ e qui vanno evidenziati anche meriti di Ravenna che ci ha messo del suo facendo molto bene in difesa, mentre noi non siamo stati bravi ad approfittare di alcune situazioni avute soprattutto in contrattacco. Nel quarto set invece siamo stati sotto per una buona parte, poi abbiamo piazzato il break decisivo nella loro P1 e girato la partita a nostro favore. Il match con Ravenna ha evidenziato ancora alcuni periodi in cui nostro gioco non ha la massima intensità, in cui aspettiamo e non aggrediamo. È l’ennesima lezione del fatto che intensità e concentrazione nella nostra metà campo non devono mai mancare». Come già in altre occasioni, la panchina è risultata ancora decisiva. Ieri si è tolto la tuta capitan Vujevic ed il match è cambiato. «Ieri Maruotti, a differenza della gara di Tours, era in difficoltà in diversi fondamentali, per cui ho messo dentro Goran e, lo ridico per l’ennesima volta, avere un campione come lui in panchina è un tesoro per un allenatore. Goran, è già successo a Padova e a Tours, dà sempre il suo contributo e soprattutto ieri è stato fondamentale. Devo aggiungere che in generale tutti i ragazzi che entrano portano sempre qualcosa di positivo alla squadra e questo per me è un segnale bellissimo». Da domani la squadra torna al Pala-Evangelisti per cominciare la preparazione in vista dell’anticipo di sabato prossimo a Piacenza. «E sarà la terza partita di fila contro squadre che hanno il proprio opposto titolare assente (come Tours e Ravenna, ndr). Ovviamente dico che è sempre meglio non averli in campo certi giocatori, ma da un punto di vista della preparazione tecnico-tattica questo comporta delle difficoltà non avendo dati precisi e riferimenti da studiare e non sapendo come gli avversari si sistemeranno in campo. In più, quanto una squadra si trova in situazioni del genere, succede che tutti gli altri in campo danno sempre qualcosa in più per sopperire alla mancanza del giocatore importante. A Piacenza ad esempio non c’è più Le Roux, ci sono alcune difficoltà generali ed i loro fuoriclasse, che conosco bene, sanno dare il meglio in queste situazioni per dimostrare il proprio valore e che non meritano l’attuale posizione di classifica. Per cui mi aspetto, e sono sicuro che lo sarà, un’altra battaglia».
(fonte Sir Safety Umbria Volley Perugia)

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