Cm Studio Terni in alto mare col Ponte Felcino

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Dicembre 8, 2014 11:30
Bordoni Eleonora

Eleonora Bordoni

Uno degli ultimi fotogrammi mostrava la vera vittoria, quella fatta meno da numeri e più da sensazioni emotive alla Cm Studio Terni. Protagonisti: un porto sepolto e il suo ritrovamento. Sorpresa indicibile e inaspettata. Lì c’erano imbarcazioni con tanti nomi verniciati da vecchi pescatori che hanno avuto buon senso e lungimiranza; che hanno compreso a quali caratteristiche corrispondeva il senso positivo delle cose. Quella rossa in acqua è ‘Coraggio’; la verde, con la riga arancione, è ‘Tenacia’; poi c’è ‘Convinzione’, ‘Abnegazione’. Là, sola e unica, a riva, bianca come schiuma, Lei: ‘Umiltà’. Intanto, a pochi metri dalla riva e qualche onda, si lanciano le reti. Il mare è stato calmo per tutta la settimana e ora si può scoprire a che gioco giocare. Bastano pochi minuti e si può iniziare. Bastano pochi minuti per capire che, questa sera invece, il mare è agitato, e che ad agitarlo è l’equipaggio ternano stesso, tutto da solo. Primo set, primi nodi suoi fili e sulle reti, l’imbarcazione fa acqua, invece di reagire (5-8 per la Sorbi Gioielli Ponte Felcino, c’è sempre vento contrario e i remi in barca (11-16), la situazione non cambia. Freni sull’acqua, forse paura della notte e poca luna. La rotta stenta a essere tale. Alla fine della prima tratta, dove le ponteggiane reggono bene e la nave delle ternane imbarca acqua. Peccato, davvero. Sembra un’altra storia e oggi non somiglia a ieri. Cambia la fisionomia e il vigore: barche malconce che hanno perso stile e navigazione. Meglio dimenticare. Il secondo set vede sempre mare agitato e pescatori mezzi atterriti come se, in questa notte di pioggia, riesca troppo difficile quello che, fino a pochi giorni fa, sembrava possibile. Un po’ di parità e poi finalmente un sospiro di sollievo con il primo vantaggio (11-10, 19-17 e 22-20), ma dura poco. Le reti continuano a bucarsi e i fili ad intrecciarsi; sempre e senza guizzi e voglia di reagire. Punto e stop e non a capo, la luna si copre un’altra volta e così manca la rotta. Due a zero. Sale troppa acqua e il porto sembra riempirsi di nuovo; da quasi emerso ritorna sepolto. Non c’è, nel terzo set, nulla da aggiungere anche dopo un piccolo vantaggio per le locali (9-7). Poi torna a scorrere acqua sotto i ponti e le ospiti regnano sovrane. È buio questa notte, troppo e sembra pece. Chissà perché, dopo giornate di sole, pesci che saltano e pescatori che si divertono, il mare non è più orizzontale? Chissà perché, all’improvviso, cambia il vento e, da lontano, il faro non fa più luce e i marinai fanno promesse che, poi, non mantengono? Chissà perché e come? Nessuno lo può spiegare. Quel che si capisce subito non appaga. Molto meglio capire il senso con qualche ritardo.
CM STUDIO TERNI – SORBI GIOIELLI PONTE FELCINO = 0-3
(18-25, 23-25, 20-25)
TERNI: Varazi 12, Pettini 8, Compagnucci 6, Eresia 6, Ascani 4, Rossi 3, Dionisi (L), Bordoni 1, Di Patrizi 1, Carlino, Lucchi, Lucidi. All. Lucia Corazza.
PONTE FELCINO: Moretti 14, Segoloni 13, Polimanti 10, Constantin 7, Maggesi 6, Bartoccini 5, Lillacci (L), Pucciarini 1, Roscini. N.E. – Zangarelli, Berettoni, Mariucci, Essienobon. All. Massimo Pugnitopo.
(fonte Bosico Terni)

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