Il curioso caso dei comitati territoriali Fipav

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Agosto 3, 2015 00:01
Umbria (Fipav)

Umbria (Fipav)

Gentile direttore (e lettori di Pianeta Volley), vista l’attenzione da lei sempre rivolta al vasto panorama proposto dall’attività pallavolistica regionale, in tutte le sue categorie ed avvenimenti, voglio portare a conoscenza sua e dei suoi lettori un aspetto poco noto venutosi a determinare con l’esito dell’assemblea federale svoltasi a Bologna il giorno 8 dicembre 2014. Non avremo più un comitato provinciale Perugia ed un comitato provinciale Terni, bensì un comitato territoriale Umbria 1 con sede a Ponte San Giovanni ed un comitato territoriale Umbria 2 con sede a Terni. Verrebbe pensato che la modifica sia di poco conto. Invece, dall’allegato presentato dal comitato regionale umbro, la trasformazione proposta e votata sarà notevole. Molti comuni (anche di quelli senza attività pallavolistica) e società del perugino passeranno in carico al comitato con sede a Terni. Motivo di tale cambiamento? Probabilmente il nuovo articolo 49 (dedicato all’organizzazione periferica) in cui la modifica saliente arriva al punto 3 che passerebbe dalla dicitura: “I Comitati hanno sede nella città capoluogo della rispettiva circoscrizione. Solo in casi eccezionali il Consiglio Federale può autorizzare la deroga”. E diventerebbe: “In ogni Regione ove siano presenti almeno 10 associazioni e società affiliate con diritto di voto è istituito il comitato regionale. nelle regioni sono istituiti comitati territoriali, ciascuno dei quali non potrà avere meno di 30 affiliati con diritto di voto. I territori di competenza di questi ultimi sono specificati nell’allegato che è parte integrante del presente Statuto. Ai fini del computo delle società affiliate aventi diritto al voto necessario alla istituzione dei Comitati Regionali o Territoriali rilevano unicamente le società affiliate aventi diritto al voto che praticano l’attività sportiva di pallavolo o di beach volley”. Poi il nuovo punto 6: “Qualora, dopo l’istituzione del comitato regionale o territoriale, venga meno il requisito numerico di cui al comma 3 del presente articolo, e lo stesso non sia ricostituito entro il termine della stagione sportiva successiva, il Consiglio Federale dichiara la decadenza dell’organo periferico”. Di fatto la movimentazione delle società perugine consente di non chiudere il comitato con sede a Terni (che con le proprie forze non raggiungerebbe i 30 affiliati con diritto di voto) ed evita il possibile inglobamento nel comitato territoriale con sede a Perugia che avrebbe potuto divenire comitato unico. A quel punto avrebbe avuto senso la presenza di un solo comitato territoriale? Vi poteva essere pericolo di chiusura e trasferimento di tutta l’attività al comitato regionale umbro (come avvenuto ad esempio per i comitati regionali di Basilicata e Molise con le proprie strutture provinciali)? Intendiamoci bene: formalmente non è avvenuto nulla di anomalo. La Fipav ha inviato a tutte le società i materiali in questione con ampio anticipo; le società avrebbero potuto chiedere chiarimenti o modifiche entro i termini previsti dai regolamenti. Infine quel documento così era e così è rimasto (almeno dai dati consultabili via web). Ma delle società nella provincia di Perugia chi trae giovamento da questo nuovo ordine? Pietralunga e Gualdo Tadino? Città della Pieve o Passignano? Paciano e Monte Santa Maria Tiberina? Valtopina e Torgiano? Montone e Sigillo? Collazzone e Panicale? Citerna e Gualdo Cattaneo? Di certo l’organizzazione messa ad approvazione in assemblea federale per i comitati territoriali umbri non può avere fini sportivi essendo le località assegnate disposte a macchia di leopardo sul territorio e non certo pienamente contigue al territorio ternano. Accadrà allora che le società assegnate a Terni voteranno per un altro presidente territoriale rispetto a quello per cui erano abituate ad andare a votare? Forse si è cercato semplicemente di spostare le società dal minore ‘peso’ elettorale per limitare il danno? Nel documento allegato (pubblicato su federvolley.it)  si vede il timbro del comitato regionale umbro vistato con una sigla. A quella sigla corrisponde il voto favorevole ed unanime del presidente e dei suoi quattro consiglieri? Oppure è frutto di esperti esterni? Anche in altri comitati ci sono state delle riorganizzazioni che sono state una presa d’atto del numero delle reali società. Cito di seguito una nota già pubblicata dalla testata volleyball.it: “Curiosità…  In Toscana saranno accorpati i comitati di Pisa e Livorno (insieme a Grosseto), in Emilia Romagna si uniscono Bologna e Ferrara, in Sicilia nasce la realtà territoriale di Akranis (Agrigento+Caltanisetta), in Puglia si uniscono Bari e Foggia, mentre il Piemonte riduce le aree regionali in tre comitati, Torino, Cuneo-Asti, e Alessandria+Biella+Novara+Vercelli+Verbano-Cusio-Ossola”. Aggiungo inoltre che anche comitati vicini a noi quali Arezzo e Siena sono stati unificati come tanti altri ancora sul territorio nazionale. Non sappiamo se ciò darà frutti positivi o negativi ma si tratta comunque di una disposizione del consiglio federale. Anche da noi, in Umbria, non avrebbe avuto senso prendere atto dei numeri reali e fondere i due comitati? O almeno rispettare una effettiva collocazione geografica di prossimità al territorio ternano che potesse creare sviluppi per l’attività di campionati giovanili e di divisione? Una riunione in comitato regionale con le società umbre per discutere il progetto prima di attuarlo? Si son fatte riunioni per molto meno. Quella attuale rischia di apparire come la consueta soluzione all’italiana… Se ne è parlato, vagamente, nella riunione con le società indetta per il 25 giugno ed è stato ribadito il fine di salvaguardare l’esistenza del comitato di Terni senza che ciò vada ad intaccare l’organizzazione dei campionati. Comunque, lo ribadisco, modifica più che legittima visto che chi poteva (presidenti di società) probabilmente non ha avanzato obiezioni e magari ha dato pure delega a votare (involontariamente?) in questo senso. Una Fipav emana delle normative ed un’altra Fipav può interpretare queste nel modo che ritiene più opportuno. Un cordiale saluto a tutti voi. (nella cartina sono evidenziati in giallo i comuni del territorio perugino assegnati ad Umbria 2).
Roberto Allegria
Territorio Comitato Regionale Umbria

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