Gino Sirci: «Niente curva, niente Comune»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley ottobre 20, 2015 22:30
Sirci Gino (applaude)

il presidente Gino Sirci applaude alla coreografia della curva del Pala-Evangelisti (foto Michele Benda)

Tuoni e fulmini dalle parti del palasport Giuseppe Evangelisti. A scatenarli è la Sir Safety Conad Perugia, la squadra più importante della città, l’unica attualmente in grado di riempire il tempio dello sport cittadino. A pochi giorni dall’avvio del campionato di Superlega maschile scoppia la polemica tra e l’amministrazione comunale. La settimana scorsa la società sportiva aveva annunciato per la giornata di mercoledì la tradizionale presentazione ufficiale della squadra alle autorità ed alla stampa, ma nelle ultime ore si è registrato un dietrofront e la stessa non si farà come d’abitudine nella sede di Palazzo dei Priori. I programmi sono cambiati per l’acuirsi delle divergenze riguardanti il ripristino della curva nord. Una gradinata che da anni è stata smontata lasciando libera un’area che oggi consente di svolgere attività sportiva a gruppi giovanili. Il presidente Gino Sirci si sfoga così: «Sono due anni che chiediamo di rimontare la curva, eravamo disponibili anche a pagarla ma poi è arrivato lo stop perché impedirebbe di svolgere l’attività sportiva nel campetto ritagliato sul retro. Il gruppo dei 25 imprenditori umbri che rappresento tirano fuori tre milioni di euro all’anno dagli utili delle loro aziende per tenere in alto il nome di Perugia che dovrebbe rappresentare la città e dunque i politici. Soldi puliti che faticosamente vengono guadagnati ogni giorno e che non sono tenuti in debito conto. Non vogliamo più avere niente a che fare con chi non si rende conto di quanti sforzi stiamo facendo. Chi governa il capoluogo non è accorto alle squadre che lo rappresentano. Rimango stupefatto dalla mancanza di lungimiranza, un impianto come questo serve ad offrire spettacoli di alto livello ma questo è impedito nel nome di attività sportive svolte da bambini. Sono costernato per il fatto che non sia apprezzato che gruppi importanti come Conad (prima azienda per fatturato in Umbria) tirano fuori quattrini per far vincere la città in ambito nazionale ed internazionale. Ripeto, non è una questione solo mia e della mia azienda, ma è una negazione a tutti gli imprenditori che sono impegnati nella pallavolo». A giudicare dall’esperienza del recente passato il problema di aumentare la capacità sarebbe relativo a tre o quattro partite di cartello, ma il numero uno del club bianconero ha una sua visione. «Io sono convinto che se montiamo la curva avremo più spettatori, oggi qualcuno non viene perché deve assieparsi nelle porzioni più lontane delle gradinate che sono fatiscenti e sporche. Secondo me già alla prima giornata con Verona servirebbe, poi comunque alla terza giornata c’è Trento ed alla quinta Civitanova Marche (ex Macerata) e dunque già entro il mese novembre potremmo contare tante presenze in più. Avevo anche chiesto di poter organizzare un evento di grande rilievo, ci è stato detto che per ospitare una final four serve di avere un impianto con quattro spazi ben distinti, anche per tenere le tifoserie separate. Perciò in questa maniera non sarà mai possibile portare a Perugia un appuntamento di livello nazionale ed internazionale. Ci sono anche altre considerazioni da fare, le squadre di maggior blasone mi chiedono sempre 300-400 biglietti per i loro tifosi quando giocano da noi, ma non posso dargliene più di un centinaio perché altrimenti devo penalizzare i miei tifosi, sarebbe anche una questione di cortesia soddisfare le esigenze altrui». Lo sfogo del massimo dirigente perugino continua ed aumenta d’intensità sottolineando la motivazione addotta dai rappresentanti comunali che non intendono accogliere l’istanza per non scontentare terze parti. «Privilegiare una società sportiva che fa attività esclusivamente giovanile fa rabbia, ma non è che gli impediremmo di svolgere la loro attività, gli abbiamo trovati noi altri spazi ma non se ne vogliono andare. L’impianto di Pian di Massiano è stato costruito per uno spettacolo di alto livello non per attività ludiche di bambini, per quelli ci sono tante altre palestre. Perugia è una eccellenza nella pallavolo e non viene compresa l’esigenza degli sportivi che amano questa disciplina. Oltretutto da fuori il Pala-Evangelisti è bello ma dentro è uno dei peggiori della massima categoria, per cui non voglio perdere tempo con questa gente e non andrò a presentare la squadra i casa di chi è apparentemente insensibile».

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