Perugia sconfitta in campo ma non sugli spalti

Pianeta Volley
By Pianeta Volley novembre 16, 2015 15:37
Pala-Evangelisti (omaggio)

l’omaggio dei Sirmaniaci ai caduti negli attentati di Parigi al Pala-Evangelisti (foto Michele Benda)

C’è amarezza tra i giocatori della Sir Safety Conad Perugia per la sconfitta della quinta giornata, ma anche la consapevolezza che il tempo è dalla propria parte per ottenere quei miglioramenti auspicabili in questo momento della stagione. Poteva essere una sorta di prova di maturità per i block-devils che contro la corazzata Civitanova Marche hanno clamorosamente steccato. Il giudizio è forse un po’ troppo severo perché i bianconeri sono rimasti per lunghi tratti competitivi, ma il tre a zero rimediato è pesante e alla fine del match la sensazione che rimane è di una squadra che non ha mai dato l’impressione di potercela fare contro questa avversaria. D’altra parte il club marchigiano ha speso notevolmente di più nel mercato e con l’inserimento di Miljkovic (che ha esordito proprio al Pala-Evangelisti, ndr) ha ulteriormente rinforzato il suo organico. Basti esaminare uno ad uno i quindici atleti della rosa per capire la forza dei cucinieri adriatici, tutti possibili titolari nella superlega maschile. Ma domenica non c’è stato bisogno di utilizzarli tutti, anzi, sono stati sufficienti i sette (libero incluso) che sono stati schierati inizialmente. Con l’azzurro-cubano Juantorena a recitare la parte del leone e con il fenomenale regista statunitense Christenson che ha fatto girare a meraviglia le sue bocche da fuoco con particolare riferimento al gioco coi centrali. Considerato ciò i bianconeri del presidente Gino Sirci sono apparsi inferiori, pur non demeritando i suoi uomini hanno mostrato di avere qualche punto debole e a questi livelli ne basta uno per essere messi in difficoltà. Il riferimento è sempre nella ricezione che dopo il fischio d’inizio è stata ripetutamente colpita ed ha traballato, in seguito la situazione è migliorata ma di certo quei momenti di forte difficoltà hanno lasciato il segno, quantomeno a livello mentale, facendo calare le sicurezze ai perugini. Che il compito non fosse semplice si sapeva, ma i tifosi speravano certamente in qualcosa di meglio. Una parola va spesa anche per loro dato che il colpo d’occhio di un Pala-Evangelisti tutto esaurito è stato davvero eccezionale, i Sirmaniaci hanno omaggiato i caduti degli attentati a Parigi, hanno sostenuto con grande correttezza i propri colori e non hanno nemmeno fischiato il tecnico Blengini, cosa che alla vigilia era preventivata da molti. Anche le decisioni discutibili de direttori di gara non sono stati apostrofati in maniera eccessiva. Insomma, il voto più alto lo meritano loro che hanno consentito allo spettacolo di trasformarsi in una festa, così come dovrebbe essere sempre lo sport. Tornando al duello in campo è arrivata così la seconda sconfitta stagionale di campionato che ha fatto scivolare i perugini al sesto posto della classifica, l’analisi tecnica della partita la fa l’allenatore Daniel Castellani: «Va detto prima di tutto che abbiamo giocato contro la migliore squadra incontrata finora. Una rivale che ha fatto tante cose nel modo giusto. Non siamo riusciti a metterli in difficoltà in ricezione, mentre loro ci hanno fatto fare fatica con i loro turni al servizio. Poi non hanno sprecato niente, nei finali dei set, nel secondo e terzo hanno avuto cinque o sei palle importanti e non ne hanno sbagliata una dimostrando di essere una squadra di altissima qualità. Noi se vogliamo fare un ulteriore salto di qualità dobbiamo essere bravi a prenderci le opportunità quando ce le creiamo. Abbiamo avuto le nostre occasioni e non le siamo riuscite a sfruttare. Per cui, aldilà dell’andamento della partita, nella seconda e terza frazione eravamo lì, abbiamo avuto qualche occasione e loro anche, Civitanova le ha chiuse e noi no. Quando giochi gare di questo livello la differenza sono tre-quattro azioni, non di più. La sconfitta la vedo sempre come una possibilità di crescita. Brucia e fa male, è ovvio, ma va trasformata in cose positive, per lavorare meglio, per cercare i nostri difetti, per fare il massimo per andare avanti. Non c’è altra soluzione. Perciò dobbiamo restare sereni. Oggi è normale che bruci la sconfitta a patto che da domani si trasformi in energia per continuare a lavorare». Il commento laconico del libero Andrea Giovi è il seguente: «Di sicuro Civitanova Marche ha fatto vedere una pallavolo di altissimo livello, pur battendo bene loro hanno ricevuto. Nel primo set siamo entrati in campo contratti e siamo rimasti incastrati nella rotazione P1 (con palleggiatore in zona di battuta). Nel secondo abbiamo lottato per tutta la durata. Forse nel terzo abbiamo perso un po’ lucidità. Alla fine se guardiamo il punteggio eravamo sempre lì ma loro le cose facili non le hanno mai sbagliate mentre noi qualche sbavatura l’abbiamo avuta. Poco da dire, testa bassa e lavorare». Analizzando meglio il confronto, bisogna rilevare che il risultato è conseguenza di dettagli. Gli ospiti avrebbero potuto accusare gli stessi problemi ma non si sono scomposti, hanno mantenuto la calma ed hanno atteso il momento migliore per portare ai fianchi della rivale i suoi colpi letali. Qualcosa ancora manca alla squadra del regista Luciano De Cecco, questo è sicuro: «I nostri avversari hanno dimostrato di essere più esperti, hanno aggredito sempre in battuta mentre noi ci siamo riusciti solo a tratti. Abbiamo subito un po’ troppo e non possiamo aspettare che ci regalino qualcosa. La vetta della classifica si allontana ma se noi pensiamo di essere una squadra da scudetto sbagliamo di grosso, c’è bisogno di lavorare molto per essere competitivi con questo tipo di avversarie». Gettarsi alle spalle in fretta questa sconfitta è adesso l’imperativo, l’occasione ci sarà già domani sera a Karlovy Vary, turno infrasettimanale di coppa Cev in Repubblica Ceca. Una prestazione convincente sarebbe per i ragazzi una iniezione di fiducia in vista della trasferta di domenica a Padova.

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