Atanasijevic e De Cecco commentano la prova di Perugia

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Febbraio 29, 2016 15:20
De Cecco Luciano (insoddisfatto)

Luciano De Cecco (foto Michele Benda)

Forse è una fortuna per la Sir Safety Conad Perugia essere già in viaggio col pensiero di concentrarsi sulla competizione europea di Cev Cup. Sono più le domande che le risposte dopo la pessima prestazione offerta domenica sul campo del Piacenza, gara che ha registrato un amaro ritorno al successo dei block-devils ma che ha praticamente segnato anche lo svanimento delle fantasie di agguantare il quarto posto. Le speranze erano infatti legate ad una possibile sconfitta di Verona con Trento, ma gli scaligeri hanno vinto in maniera più convincente degli umbri ed ora sono a due punti. Pensare che possano scivolare nell’ultima gara di stagione regolare non è troppo realistico. Le aspettative erano tante ad inizio stagione per il club bianconero ma la realtà del momento restituisce agli sportivi una squadra che è in preda a troppi problemi di continuità e chiudere al quarto o al quinto posto poco cambia. L’avversaria da affrontare nei quarti di finale scudetto è sempre quella, Verona, e le possibilità di arrivare sino in fondo sono assai risicate. Allora tanto vale concentrarsi sulla gara di domani a Mosca, altro impegno che pare quantomeno proibitivo dopo la scoppola rimediata tra le mura amiche. Ma farlo dopo aver faticato contro Piacenza, fanalino di coda della Superlega, rende tutto più complicato. L’opposto Aleksandar Atanasijevic non fa mistero del momento difficile: «Piacenza ha giocato bene, anche se alla fine abbiamo vinto, non siamo contenti. Dobbiamo imparare tanto da queste partite, abbiamo giocato male in tutti i fondamentali. Così a caldo non so cosa possiamo fare, credo che sia necessario prima cominciare tutti da sé stessi, pensare più positivo ed avere più fiducia nei propri mezzi. Anche domenica nel primo set eravamo in vantaggio e lo abbiamo perso, non è prima volta quest’anno e non so se sia una questione di atteggiamento o di paura. Il nostro staff deve pensare a come possiamo migliorare e bisogna farlo velocemente». L’analisi del regista Luciano De Cecco è altrettanto severa: «Abbiamo giocato male. Si è perso tutto quello che avevamo costruito fino alla Coppa Italia. In certi momenti in campo siamo persi, non sappiamo cosa fare, abbiamo dubbi ed insicurezze. E così non riusciamo a sorridere neanche quando vinciamo. Penso che neanche i tifosi possono essere contenti, bisogna chiedere loro scusa. Dobbiamo ritrovare quella scintilla che ci portava a giocare ad alti livelli, adesso siamo sei giocatori in campo con dei momenti in cui giochiamo da paura e momenti come ieri in cui ci facciamo mettere sotto. Adesso ognuno individualmente deve trovare la sua motivazione e dare il suo meglio per metterli al servizio della squadra. Solo così possiamo fare un bel play-off altrimenti il nostro futuro sarà molto deludente». Il presidente Gino Sirci la pensa così: «Certamente è un momento difficile per noi ma non la vedo proprio male come potrebbe sembrare dopo quest’ultima gara. Sono convinto che non dovevamo perdere due punti a Molfetta e dovevamo vincere con Modena, questi sono stati errori più gravi per la classifica. Il problema grosso comunque ce lo ha creato Verona andando a prendere tre punti con Trento. Fiducia ce n’è, se miglioriamo a livello fisico non ci manca nulla, dobbiamo recuperare la condizione di tutti per i play-off. Chi più e chi meno tutte le squadre di vertice hanno bucato qualche partita e non ci sono squadre nettamente superiori alle altre. Le due battistrada hanno giocato a mille sino ad ora e stanno avanti a noi. Kaliberda è importante per il nostro gioco perché riceve ed i suoi guai fisici (dolore ad un gluteo, ndr) li stiamo pagando. La squadra è sbilanciata ed il cubano Uriarte Mestre rimane un rimpianto, il club è in attesa ancora che la Cev lo multi, ndr), con lui saremmo stati più omogenei in ricezione, anche da Russell ci aspettavamo di più ma gli infortuni che lo hanno colpito hanno rallentato il suo processo di crescita». Sul versante ingaggi che sono possibili prima della fine del girone di ritorno il numero uno glissa. «Noi non ci muoviamo. A parte che in circolazione non c’è nulla, l’unico il pezzo pregiato del mercato che precede i play-off è il bulgaro Matey Kaziyski e pare che Trento lo possa tesserare».

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