Silvia Tosti: «School Bastia scaramantica e vincente»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Febbraio 24, 2016 12:30
Tosti Silvia (grinta)

Silvia Tosti (foto Michele Benda)

Dopo l’ennesimo exploit, la School Volley Bastia ha meritatamente conquistato il primo posto della classe, lasciando indietro le dirette concorrenti e piazzando un bel punto esclamativo sul ruolo di protagonista del proprio girone di serie B2 femminile. Ma al palazzetto di viale Giontella è vietato cullarsi sugli allori. A suonare la carica, per tenere alta la concentrazione, è capitan Tosti, giocatrice che di campionati vinti se ne intende, esperta, ma allo stesso tempo mai sazia di vittorie. Classe 1981, originaria di Città di Castello, ha indossato la maglia (rigorosamente numero 10) della sua città in B2, per poi passare in B1 (otto stagioni consecutive tra Terni e Trevi) conquistando anche la seconda serie nazionale con Nocera Umbra. Sempre ad alti livelli, ha viaggiato da Benevento a Cagliari, per poi tornare in Umbria a San Mariano, Corciano e Perugia. Oggi è una bandiera a Bastia Umbra e racconta sogni, obiettivi e curiosità! Silvia Tosti si definisce giocatrice grintosa e persona determinata: «Quando ero più piccola giocavo a calcio e per me i numeri dieci erano i più forti, Pelè e Maradona, mi sono ispirata a loro. Da qualche anno addirittura lo metto nero su bianco al momento di firmare il contratto, il 10 è il mio! A San Giustino addirittura, quando ero incinta, mi hanno tenuto da parte la maglia numero 10». Inoltre a Bastia ha ritrovato amiche di lungo corso e compagne di vittorie. «Insieme a Cristina Cruciani ho vinto due campionati (a San Mariano e il più bello, a Nocera Umbra), con Francesca Valentini oltretutto siamo compaesane, ma anche con Luisa Rocchi e Lucia Marcacci ne ho passate tante». Parla della partecipazione del pubblico bastiolo. «La cosa bella è che l’impianto è piccolo e quindi trasmette una certa intimità: il calore del pubblico si sente perché è vicino». Lancia un appello ai tifosi. «Se volete divertirvi, il sabato c’è sempre un bello spettacolo da vedere, soprattutto adesso che.. Sono molto scaramantica. Gioco con le stesse mutande, con le stesse calze, con lo stesso elastico di ogni vittoria. Ogni Sabato mangio le stesse cose di quando vinco. Nello spogliatoio ho contagiato tutti, anche l’allenatore che all’inizio ci diceva di non essere superstiziose! E sul pullman ovviamente i posti sono sempre quelli». Alcuni dei tatuaggi che si è fatta sono dei ricordi particolari. «Ogni volta che ho vinto un campionato, mi sono tatuata una stellina. Quest’anno voglio aggiungere un’altra stella, ci spero. Ho proprio voglia di vincere». Le hanno chiesto spesso del suo futuro, ma intende giocare ancora. «Sicuramente finché regge il fisico, o fino al prossimo bimbo. Ma giocare mi piace troppo, non smetterei mai». Qualcosa è cambiato nel tempo. «In meglio! Da quando è nata Diletta la mia vita è più completa, entro in palestra più spensierata. Essere mamma mi ha reso una persona migliore. È bello giocare con il pensiero che c’è qualcuno a casa che ti aspetta. Sarebbe meglio sugli spalti, ma è allergica agli strilli». Nella squadra ha compagne anche di venti anni più piccole di lei. «All’inizio ero un po’ scettica sul progetto, devo ammetterlo. Non pensavo di poter ‘convivere’ con ragazze molto giovani. Credevo che i giovani avessero tutt’altri interessi piuttosto che lo sport. Ma mi sono piacevolmente ricreduta, le ragazze sono fantastiche, rispettose ed educate. Abbiamo creato una bella amalgama. Cercano di cogliere il meglio e si vede… sono migliorate molto». Parla anche degli allenatori trovati nella squadra. «Gian Paolo Sperandio è stato colui che mi ha cresciuto cinque anni a Trevi, anzi… mi ha massacrato, non era così buono come adesso. Sono contentissima di averlo ritrovato, lo stimo molto come persona e come allenatore. Fabrizio Raspa è un tenerone… impossibile non volergli bene». Qualche battuta la riserva al finale di stagione, pensando di essere nuovamente in vetta ad un campionato importante. «Quando guardi tutti dall’alto verso il basso è sempre piacevole, ma ora è importante essere consapevoli del fatto che siamo lì, dobbiamo rimanere concentrate e determinate per raggiungere il nostro obiettivo. Per vincere serve determinazione e grinta… giocare sempre come se fosse il 7 maggio».
(fonte School Volley Perugia)

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