Luisa Rocchi: «Alla School Volley volere è potere»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley aprile 7, 2016 17:00
Rocchi Luisa

Luisa Rocchi (foto Michele Benda)

Ruolo tanto delicato e carico di responsabilità quanto, allo stesso tempo, affascinante quello del libero, specie alla School Volley Bastia capolista del girone nel campionato nazionale di serie B2 femminile. Arrivata in biancoazzurro ancora giovane, ma con già alle spalle un grande bagaglio di esperienza, Luisa Rocchi divide la carriera da pallavolista con quella accademica. A metà tra palazzetto dello sport e dipartimento di Giurisprudenza, ha già indossato le maglie di Perugia e San Feliciano (C), Foligno e San Mariano (B2); Perugia e San Giustino (B1): «Il progetto mi è sembrato sin da subito affascinante. La commistione tra l’esperienza di alcune giocatrici con le quali avevo giocato e la voglia di far crescere piccole campionesse mi è sembrato un elemento vincente. La serietà del presidente Dario Mandò e della società, nonché poter essere allenata per la priva volta da Sperandio sono stati gli ulteriori elementi determinanti per sposare il progetto, diciamo la ciliegina sulla torta. Lui è un grande tecnico, nella mia carriera non avevo mai avuto l’opportunità di essere allenata da lui, ho solo avuto qualche esperienza a livello giovanile durante le selezioni per la rappresentativa provinciale nonché al Cus Perugia, quindi questa opportunità non volevo farmela scappare. Per quanto riguarda le ragazze ho avuto il piacere di continuare a giocare con Marcacci e Tosti dopo l’esperienza dell’anno scorso a San Giustino ed ho ritrovato Cruciani e Valentini con le quali avevo giocato a Perugia. Le piccole sono invece state una vera scoperta, l’umiltà e la dedizione che ogni giorno mettono all’allenamento è davvero ammirevole». Maglia di colore differente dalle altre e col numero uno che conserva significati particolari. «È un onore ed un onere allo stesso tempo. È un ruolo che sembra stare sempre in secondo piano e che viene molto spesso sottovalutato. In realtà a farne da padrone è proprio il cervello, l’aspetto tecnico è fondamentale, ma allo stesso tempo dietro c’è un grande lavoro a livello mentale». Di ricordi nella pallavolo ne ha tanti la giocatrice perugina, il più bello ed il più brutto sono abbastanza nitidi. «Le vittorie a livello giovanile sono state bellissime, tra tutte ricordo la medaglia d’argento ai campionati nazionali under 15. Ma anche la vittoria del campionato a San Mariano e a San Feliciano sono parentesi positive. La pagina peggiore è sicuramente quella dell’infortunio al ginocchio. Nel momento in cui realizzi che non potrai più toccare la palla per un bel po’ di tempo ti sembra come se tutto stia per finire». Porta avanti un percorso di studi parallelamente allo sport, conciliando le due cose senza problemi. «Volere è potere. Sicuramente lo studio è sempre venuto al primo posto nella mia vita così come lo è ora che sto iniziando ad entrare nel mondo del lavoro. Le scelte pallavolistiche sono sempre venute di conseguenza, ma per fortuna gli allenamenti si svolgono di sera e quindi durante l’arco della giornata posso dedicarmi allo studio, basta soltanto un po’di organizzazione e di sacrificio». Nel suo ruolo ritiene che la caratteristica vincente è di avere sicurezza nei proprio mezzi. Ha sempre creduto nel gruppo bastiolo ed è convinta che per ber battere Forlì (prossima rivale) serva la concentrazione e la consapevolezza nei propri mezzi, ma soprattutto la grinta e la voglia di vincere. D’altra parte nel giocare partite così importanti e delicate c’è sicuramente una bella carica d’entusiasmo. «Un’atleta vorrebbe sempre poter giocare queste partite. Per vincere il campionato serve determinazione».
(fonte School Volley Bastia)

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