Perugia: che storia, che liberazione!

Pianeta Volley
By Pianeta Volley aprile 25, 2016 12:30
Sirci Gino (esulta)

l’esultanza del presidente Gino Sirci per la vittoria (foto Michele Benda)

Il 25 aprile è festa. È la liberazione. E di certo tre giorni di assoluto riposo sono il premio meritato per la Sir Safety Conad Perugia che oggi celebra la liberazione da quella che era la sua bestia più nera. È il momento di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Nessuno della società lo dice apertamente ma tra i tifosi circola una certa soddisfazione che sa di vendetta sulla rivale marchigiana. Rivincita per l’onta subita in finale due anni fa tra le mura amiche, anche allora in gara-quattro, e per la quale il Pala-Evangelisti ed i suoi cinquemila avevano un conto aperto. Missione compiuta. Rivalsa per il voltafaccia che il tecnico Blengini aveva fatto nella scorsa estate nei confronti dei bolck-devils, preferendo i cucinieri dopo aver firmato un precontratto che ha poi stracciato. Scelta sbagliata. Adesso è sin troppo facile dire che Civitanova Marche è in crisi. Ma a mettercela in questa situazione è stata proprio la squadra umbra, con quell’allenatore eccezionale che è Slobodan Kovac. Scelta giusta. Non c’è dubbio che sia stata la sua mano a plasmare i bianconeri trasformandoli da gruppo incerto a squadra invincibile. Non era facile farlo, basti vedere la rivale eliminata che Blengini non ha saputo armonizzare. Non lo era stato nemmeno per il coach argentino Castellani che, ad onor del vero, troppo tempo non lo aveva avuto per lavorarci sopra. Il tempo stava per scadere anche a Kovac, con risultati che alla fine della regular season non erano proprio esaltanti. Ma poi è scattata la molla. Poi Perugia ha preso coscienza. Poi è esploso Aaron Russell. Lo schiacciatore statunitense voluto proprio da Castellani è l’emblema del cambio di atteggiamento che si è visto in campo. Uno che si permette di superare in quanto a punti realizzati anche sua maestà Atanasijevic, ossia il miglior realizzatore del campionato italiano degli ultimi tre anni. Il ragazzo venuto dal college è stata la scelta migliore dei bianconeri. È migliorato tantissimo ed ora fa paura. E cosa dire di Denys Kaliberda, ingaggiato dopo una stagione di stop con l’incognita di un’operazione alla spalla che poteva aver mesdo a rischio il suo futuro. Lo schiacciatore ucraino con passaporto tedesco ha mostrato di avere numeri da fuoriclasse, prendendosi un carico enorme in seconda linea dove domenica è stato semplicemente strepitoso, operando anche affondi letali di gran fattura. Fino ad un mese fa non sembravano loro tre i possibili artefici del cambio di passo, ma ci sono riusciti. Così come Giovi sta riuscendo a mantenere alta la bandiera in ricezione, tenendo su le fucilate sparate dall’altra parte della rete. Così come De Cecco trova la palla giusta al momento giusto per tutti i compagni. Così come Birarelli e Buti hanno cominciato ad esprimere tutto il loro potenziale a muro. Così come Atanasijevic gioca da Atanasijevic. Comunque vada a finire la squadra del presidente Gino Sirci ha salvato nei play-off la stagione, ha galvanizzato una città intera, è ancora in corsa per scivere la storia. Intanto si festeggia nel giorno del 25 aprile.

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