Perugia: Kovac è il miglior tecnico per i Sirmaniaci

Pianeta Volley
By Pianeta Volley aprile 26, 2016 14:30
Kovac Slobodan (esulta)

il tecnico Slobodan Kovac esulta per la vittoria della Sir Safety Conad Perugia (foto Michele Benda)

La vittoria della Sir Safety Conad Perugia nella semifinale dei play-off e la conseguente eliminazione della corazzata Civitanova Marche ha causato il consueto sfottò tra tifoserie, ma contro i marchigiani che si erano trovati rivali dei block-devils anche nel mercato estivo, una punta di soddisfazione in più per il successo c’è senza dubbio. È la felicità di aver estromesso dalla lotta per lo scudetto tricolore la squadra che ha investito più risorse di tutte le altre. È anche la gioia di aver battuto una squadra che è guidata da un allenatore che aveva preso accordi con Perugia e poi all’improvviso ha deciso con un sms di andare sulla panchina dei ‘cucinieri’ che era ritenuta più allettante. I destini della formazione del presidente Gino Sirci sono legati alle vicende che dalla scorsa estate hanno portato prima a puntare sull’allenatore Blengini, poi su Castellani ed infine su Kovac. La curiosità del momento è quella di sentire il giudizio dei Sirmaniaci sui tecnici che sono in qualche maniera collegati alle vicende bianconere di questa stagione:
Max Valenti: «Io credo che Blengini sia un buon allenatore, come tanti molto sopravvalutato, dimostrazione nel fatto che con una squadra di campioni che è la Lube non sia riuscita a portare a casa neanche un trofeo. Discorso diverso per Castellani, ho imparato a conoscerlo qui a Perugia, gran brava persona, un suo difetto è forse non aver saputo dare grinta e carica alla squadra. Parlare di Kovac è semplice, lui trasmette tutto quello che c’è di un allenatore vincente, è partito molto a rilento nel campionato per vari motivi fisici, comportamentali di alcuni giocatori e poi pian piano si è imposto con i suoi metodi e con il suo gioco e se ora la squadra è in gran forma molto è per merito suo. Un grandissimo allenatore».
Angela Bacci: «Blengini allenatore mediocre che non è riuscito ad amalgamare e rendere squadra giocatori di altissimo livello… speriamo riesca meglio con la nazionale. Castellani allenatore di alto livello, non ha avuto il tempo necessario per lavorare bene con questa squadra. Kovac che dire… il migliore, un condottiero un leader, è riuscito a tirare fuori tutto il potenziale di questa squadra…l’ha resa carismatica e cazzuta… come è lui».
Sabrina Morini: «Credo che, anche alla luce dei fatti, Blengini sia un allenatore discreto ma nulla di più; nessuno poi si è dimenticato del comportamento vergognoso tenuto con Perugia, la parola di un uomo è fondamentale e vale ben più di una firma, Gino Sirci è uomo di parola, uomo d’onore, merce rara ai giorni d’oggi, per cui sono molto contenta che non sia venuto, con una squadra di campioni, costata verosimilmente tanto, è riuscita ad arrivare terza in Europa ma avrà zero titoli in bacheca. Castellani ho avuto il piacere di conoscerlo, gran brava persona mi è sembrato, certamente un ottimo allenatore ma, si sa, se i risultati non ti danno ragione è normale che chi investe denaro dissenta e tenti la carta del cambiamento tecnico. Capitolo Kovac, qui avrei da scrivere una enciclopedia… Boban è una persona straordinaria, secondo me il tecnico migliore in circolazione, il presidente e la società hanno avuto la possibilità di prenderlo e non se la sono fatta scappare, il ‘treno’ passava in quel momento, lui era libero dopo l’esperienza in Iran e lo sarebbe stato per poco, una grande società si contraddistingue anche da scelte coraggiose, Kovac ha un legame con la Sir, con Perugia, con i tifosi… che va ben al di la di un semplice rapporto professionale».
Jacopo Bulletta: «Blengini penso che sia una persona che si è trovata a gestire troppi campioni messi insieme e non è riuscito a trovare il giusto equilibrio, e nel momento di difficoltà non ha saputo sistemare i problemi. Castellani è una persona sempre gentile ed educata, un allenatore che sul piano della tecnica ha dato tanto per questa squadra. Kovac non ho parole per descriverlo. È una persona che ha saputo gestire gli infortuni, la situazione difficile nella quale è arrivato, i caratteri difficili di molti giocatori, ha saputo fare tutto e tutto alla perfezione. Vorrei però spendere anche due parole per due persone che non si nominano mai, ma dal campo si sentono che sono fondamentali, Carmine Fontana che studia i giocatori avversari in maniera perfetta. Goran Vujevic che in panchina è sempre pronto a dare consigli, penso che loro insieme a Kovac siano l’anima tecnica di questa squadra».
Romeo Maggi: «Daniel Castellani mi è sembrato un buon allenatore e una persona gradevole ed umile e mi dispiace sia dovuto partire pero come si faceva a non essere felici per il ritorno di Kovac? Boban è un imperatore per noi tifosi, vorrei restasse sempre a Perugia. Blengini è un grande allenatore ma sinceramente non lo cambierei mai per Kovac. Restasse dove sta e ci guardasse in televisione! Kovac è uno di noi».
Tiziano Benedetti: «Blengini non posso che ringraziarlo di non essere venuto a Perugia, non credo che se ci fosse stato lui sarebbe potuto tornare il miglior allenatore che c’è in circolazione perché credo che Kovac sia attualmente il più bravo. Allenatore spettacolare sia dal punto di vista umano che tecnico. Castellani è un bravo allenatore ed ha traghettato la squadra ad inizio stagione, ma mi sembrava non avesse in mano completamente la squadra che forse non era quella che voleva e non si era adattato ai giocatori che aveva».
Barbara Maghini: «Siamo in finale. Me lo ripeto ogni tanto perché ho paura che sia solo un sogno. Invece no. È realtà. Per noi il delirio, per altri una cocente delusione. Mi riferisco in particolare al tecnico Blengini, colui che durante i mesi estivi si vociferava sarebbe stato il nuovo allenatore di Perugia. Voci che poi, sono state smentite dal ripensamento del tecnico. Un allenatore con un palmarès di tutto rispetto che siede sulla panchina della nazionale italiana dall’estate 2015. Sicuramente dal punto di vista tecnico non si discute. Ma a volte la tecnica non basta… se poi hai a disposizione uno squadrone come Civitanova Marche, un nome fra tutti Juantorena, e non hai i risultati voluti, si capisce che qualcosa non gira nel verso giusto. Forse manca l’empatia necessaria. Quella che forse è mancata tra Daniel Castellani e la squadra di Perugia, esonerato dopo solo tre mesi, sette vittorie, tre sconfitte e un quinto posto mal digerito dalla dirigenza della società. Castellani è un tecnico preparato e serio. Ottima persona. L’annuncio del suo esonero, improvviso, ha lasciato noi tifosi spiazzati, anche preoccupati all’inizio. Se non fosse che a sostituire Castellani tornava Kovac. Il nostro condottiero, lo ‘spirito guida’ che ci aveva lasciato un attimo per fare un salto in Iran. Un coach che aveva lasciato in noi tifosi un profondo affetto. Un sentimento che ha spinto alcuni pazzi perugini ad andarlo ad aspettare a Sant’Egidio una fredda notte d’inverno. Lui è tornato e pian piano ha ricostruito la nostra squadra. L’ha plasmata a sua immagine e somiglianza. Ha ridato quello che mancava. Sicurezza, lucidità, la forza di non arrendersi mai. Perché, come ho già detto, la tecnica non è tutto. Se non hai cuore, non superi gli ostacoli, ma noi lo abbiamo e per questo non ci spaventiamo mai. Neanche di fronte a un muro a tre».
Alessia Bruscia: «Su Blengini non ho molto da dire visto che non ho avuto la possibilità di conoscerlo. Daniel Castellani si è dimostrato un buonissimo allenatore, aveva iniziato un ottimo lavoro con i ragazzi ma si sa l’occasione fa l’uomo ladro ed è arrivato Kovac che a mio avviso è il migliore in assoluto. Ci ha messo tanta dedizione e, stando attento ad ogni particolare, i ragazzi hanno svoltato verso un traguardo incredibile che all’inizio della stagione era solo un bellissimo sogno».
Diego Forasiepi: «Su Blengini mi permetto di dire che è vero che quello dell’allenatore è un lavoro, però nelle scelte ci vuole anche coerenza e rispetto, cose che lui non ha avuto. Qui a Perugia c’è un alchimia particolare tra staff tecnico, società, tifoseria… una grande famiglia insomma. Chi entra a far parte di questa famiglia deve crederci, non farlo per convenienza. Penso che domenica notte, nell’andare a dormire, qualcuno si sia pentito delle proprie scelte, Perugia assolutamente no! Castellani penso sia un ottimo allenatore, una persona per bene, seria e competente. Forse non era semplicemente l’allenatore giusto per questo organico. Ma auguro a lui tutte le fortune di questo mondo. Per Kovac parlano i fatti. Una persona speciale, un vero condottiero che è in grado con la sua serietà, grinta, competenza, di far rendere tutti al 100%. Tra lui e Perugia c’è ormai un legame che va oltre la pallavolo, perché, tornando al discorso iniziale, lui è una persona che mette il cuore e tutto se stesso in quello che fa. Adesso però è ora che si raccolgano davvero i frutti del suo lavoro».
Manuela Magi: «È difficile fare una comparazione fra i tre tecnici, senza aver respirato l’aria dello spogliatoio; il giudizio quindi è basato esclusivamente sull’esame del comportamento in panchina, dei risultati ottenuti e delle interviste rilasciate dai giocatori. Ritengo che dei tre allenatori su cui Perugia aveva puntato, Kovac è senz’altro il migliore, sia per indiscutibili doti tecniche, che sicuramente anche gli altri due posseggono, sia per una caratteristica che lo contraddistingue dagli altri. Una grande umanità e capacità di comunicare, riuscendo a motivare ogni singolo giocatore e trarre il meglio da ciascuno di loro. A ciò si aggiungono la capacità di guardare sempre quel che succede al di là della rete, adottando le giuste contromisure, e l’umiltà di rapportarsi con i tifosi. Castellani grande coach dal punto di vista della tecnica (la sua carriera ne è una prova), ma ritengo con poca capacità di comunicare e trasmettere input alla squadra. Su Blengini non saprei che dire, anche perché sono intervenuti dei fattori esterni che hanno condizionato l’andamento del suo team. Di sicuro nessuno come lui aveva a disposizione una rosa composta dai migliori giocatori presenti sulla piazza. Aveva praticamente due squadre con cui poteva indifferentemente giocare ed invece ha fallito i vari obiettivi che la sua società si era prefissa».
Roberto Besi: «Quello che ho sempre pensato da quando tifo Perugia, fin dal primo momento che ho conosciuto Kovac ho pensato subito che era un vincente per tanti ovvi motivi, carisma, personalità e grinta che è poi è tutto ciò che lo ha contraddistinto come giocatore pluridecorato. Blengini non lo conosco per cui non riesco a esprimermi, mi ha fatto solo pena quando ha rifiutato la panchina perugina perché ha dimostrato subito di essere un voltagabbana e il flop con Civitanova Marche ha dimostrato che non vale più di tanto. Castellani, brava persona, ma non mi ha entusiasmato affatto».
Tiziana Consoli: «È difficile dire come sarebbe stata Perugia sotto la guida di Blengini. La cosa che mi fa pensare è che ha scelto la squadra sulla carta più forte, ma, come spesso accade, non sempre i più forti sulla carta lo sono anche in campo. Serve molto di più e probabilmente Blengini non ha ancora l’esperienza necessaria per gestire un gruppo con tanti campioni, ma altrettante aspettative. Castellani è stato accolto bene da noi tifosi, fin dalla prima conferenza stampa è apparso un tecnico piuttosto riservato, grande conoscitore di pallavolo. Certamente il gruppo era praticamente nuovo, salvo alcuni elementi, e le aspettative erano molto alte. C’è da dire che quando il campionato è iniziato molti giocatori erano arrivati da poche ore e non è stata fatta la preparazione adeguata ad un gruppo composto da tanti giovani e di poca esperienza. Tutto questo non ha giocato a suo favore. Il suo esonero è stato un fulmine a ciel sereno, nessuno lo poteva immaginare. Ci è dispiaciuto sentire che “noi sapevamo” ma noi non immaginavamo neppure che sarebbe successo, il nostro sostegno al tecnico e alla squadra comunque non è mai mancato, neanche nei momenti più difficili. Questo è quello che ci contraddistingue da sempre e sarà sempre così, con qualsiasi allenatore. Il ritorno di Kovac è stato il regalo più bello che la società poteva farci. Il suo addio due anni fa è stato difficile da superare. Lui era la nostra certezza è improvvisamente non era più seduto in panchina. Il suo arrivo all’aeroporto in una fredda notte di dicembre non lo dimenticheremo mai, i suoi occhi emozionati quando ci ha visti ad accoglierlo ha fatto capire a lui che noi non lo avevamo mai dimenticato e ha fatto capire a noi che si sentiva di nuovo a casa. Le sue qualità di coach sono sotto gli occhi di tutti. Diciamo che lui è quello che ha rischiato di più, è arrivato a campionato già iniziato, in un momento difficile, con una squadra costruita da altri. Ma noi Kovac lo conosciamo bene, avrebbe fatto di tutto per fare bene. Lui, il nostro grande condottiero, è stato quello che ha creduto di più in questa squadra, in questi giovani atleti. Il suo carisma e la sua determinazione hanno dato il via ad una nuova Sir. Finalmente, dopo tante difficoltà, la svolta. È venuta fuori una squadra solida, un gruppo compatto, capace di lottare su ogni pallone, contro qualsiasi avversario, capace di rimontare situazione difficili. Il frutto di tanto lavoro è davanti agli occhi di tutti. La finale è nostra, consapevoli che sarà un’altra durissima battaglia contro un’altra grande squadra, ma consapevoli che possiamo giocarcela».
Giorgia Formica: «»Questa è tosta sul serio! Partiamo dal cuore. Kovac ha un posto nel cuore dì molti se non tutti i tifosi perugini. Il suo ritorno è stata una gioia anche se i frutti sono arrivati tardi, dopo milioni dì polemiche e chiacchiere. Probabilmente i molti impegni della squadra non davano modo dì poter lavorare in maniera efficace, in momenti in cui serviva anche trasmettere il proprio carisma (e questo ne ha da vendere a mio avviso), c’era da pensare subito ad un altro impegno, ad un altra avventura. Da qui mi collego a Castellani, la stessa cosa vale per lui, anzi, forse è stato ancora peggio cominciare un campionato senza avere una settimana prima la rosa al completo, lui ha cercato dì compattare una squadra con molte, moltissime difficoltà. Anche gli impegni nazionali dei nostri ragazzi non hanno aiutato molto a produrre le aspettative che la società si era preposta per la squadra. Blengini, sicuramente se la società aveva puntato gli occhi su dì lui tanto da fargli firmare un contratto credo che avevano riposto in lui molte aspettative. Poi si è rivelato essere molto fumo e niente arrosto. in molti fronti. Comunque grazie per non essere venuto».
Silvia Galli: «Premetto che in merito alla delicata questione allenatori esprimo il mio parere di semplice tifosa, in quanto ciò che ha riguardato le scelte tecniche e di mercato della società resta appannaggio del presidente. Sicuramente ci siamo legati al dito il dietrofront di Blengini, questo è innegabile, ci è sembrata una mossa poco corretta e dopo aver battuto Civitanova Marche passando noi in finale un pizzico di soddisfazione in più c’è. L’esperienza con Castellani è difficile da commentare, è certamente un tecnico di qualità ed esperienza, che forse si è trovato davanti una squadra ancora poco unita e coesa. Noi lo avevamo accolto con grande stima e con lui abbiamo vissuto un faticoso avvio di campionato, ma ci ha comunque colto di sorpresa l’improvvisa scelta di Sirci di far tornare Kovac, una persona che era rimasta nel cuore dei tifosi perché tre anni fa ha dato una vera svolta alla storia della squadra bianconera. Ha anche un temperamento determinato e grintoso ed è capace di scelte coraggiose ma che in genere pagano sempre sul campo. Dati i risultati che stiamo ottenendo forse le cose dovevano andare così ed il presidente è stato lungimirante. Noi Sirmaniaci stiamo assaporando ancora la grande gioia per il passaggio in finale e siamo felici di condividerlo con la squadra»

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