Sirmaniaci: «Nessuno tocchi la squadra di Perugia»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley maggio 11, 2016 15:00
Pala-Evangelisti (panoramica)

una panoramica del Pala-Evangelisti tutto esaurito in occasione della finale dei play-off scudetto di pallavolo maschile (foto Michele Benda)

Ore di grande trepidazione nella pallavolo, le due squadre finaliste del campionato italiano hanno lanciato in maniera differente il loro grido d’allarme. Modena dopo aver vinto lo scudetto ha fatto sapere che se non reperirà almeno un milione di euro non potrà continuare l’avventura ed ha lanciato una operazione di crowd founding per reperire fondi attraverso il sostegno dei tifosi. Per quanto riguarda la Sir Safety Conad Perugia i problemi sono diversi ma il club bianconero ha minacciato di spostare la squadra a Firenze se non saranno migliorate le condizioni del palasport Evangelisti. Gli sportivi che si sono entusiasmati ed hanno seguito con grande attaccamento le finali dei play-off sono stati colpiti di sorpresa, ecco cosa pensano della questione alcuni dei Sirmaniaci:
Angela Bacci: «Credo che il presidente Sirci abbia voluto dare una scossa alle istituzioni e a chi ha la gestione del palazzetto, per alcuni versi giuste le sue richieste, come avere maggiori spazi in termini di orari e di disponibilità della struttura. Se decidesse veramente di spostarsi a Firenze non riuscirei a sentirla più la mia squadra, la mia fede è perugina».
Luca Gagliardini: «Il Comune deve prendere una posizione forte nei confronti della cooperativa che gestisce il Pala-Evangelisti. Non capisco perché bisogna rovinare la bellissima realtà della pallavolo e della sua tifoseria, a Perugia poi cosa rimarrebbe? Ma l’amministrazione comunale si rende conto dell’esito negativo che provocherebbe la scelta di far traslocare la squadra? Ritengo che sia un atteggiamento veramente da incoscienti».
Manuela Magi: «Le voci che circolano ultimamente su un possibile trasferimento della squadra ad una località ancora da stabilire lasciano la stragrande maggioranza dei tifosi interdetti. È indubbio che il palazzetto necessiti di un restyling, anche in vista del prossimo impegno in una competizione internazionale, ma ritengo che di queste problematiche possano essere dovrebbero farsene carico le autorità cittadine. D’altronde avere una squadra che in pochissimi anni è arrivata per ben due volte in finale scudetto ed una volta in finale di coppa Italia è solo motivo di vanto per tutta la città».
Luca Bernacchi: «Le voci ci sono e preoccupano perché molti perugini già hanno vissuto a loro tempo qualcosa di simile con l’allora Perugia Volley. Una piazza così importante e consolidata non può perdere una realtà stupenda come questa. Speriamo che le istituzioni non voltino, come loro solito, la faccia dall’altra parte. Perugia è importante nel mondo grazie anche alla pallavolo, questo va capito. Non voglio nemmeno pensare se accadesse. I Sirmaniaci, volendo, potrebbero scatenare una protesta non indifferente… e sono tantissimi».
Romeo Maggi: «Qualche anno fa già abbiamo perso la squadra del Perugia Volley ed è stato un colpo durissimo, mi sono sentito tradito, deluso, ho sentito di perdere un po’ di identità. Poco tempo dopo ho abbracciato la nuova arrivata Sir Safety, anche se mancava ancora quell’identità, col tempo la città e la società sportiva si sono legati in maniere sempre più forte fino ad arrivare allo spettacolo odierno. Nel frattempo era purtroppo fallita anche la gloriosa Sirio di pallavolo femminile. Tutti gli sportivi si sono concentrati su Gino Sirci. Ora io confido nella buona volontà di tutti di salvaguardare questo gioiello invidiato da tutti. La squadra, e tutto l’ambiente che si è creato, porta benessere, felicita, buon umore, dal tifoso singolo, alla famiglia, alla visibilità degli sponsor, a chi ci lavora, ai giornalisti, al nome della città, quando invadiamo in massa tutti gli altri palazzetti d’Italia e d’Europa, oltre al nome degli sponsor sulle maglie, portiamo anche un Sirmaniaci Style, ovvero un modo di tifare, di presentarci, di salutare l’avversario, che piace, piace a tutti e anche questo significa appartenenza a Perugia e all’Umbria. Firenze non ci merita, e poi ogni città dove esiste il grande calcio poi va a finire che la pallavolo ci lascia le penne. Io a Firenze non ci vado. La squadra è umbra, è bastiola e perugina. Da qui non ci si muove. Punto».
Matteo Maccheroni: «Credo che sia una provocazione che nasce dall’esigenza di risolvere questioni già emerse nel corso di questi ultimi due anni in particolare e che ora è opportuno vengano definitivamente affrontate a partire da un dialogo costruttivo con tutte le parti in causa. Per questo chiediamo a gran voce che le istituzioni, amministrazioni comunali e i gestori della struttura del Pala-Evangelisti collaborino all’unisono con la società per mettersi d’accordo e venire incontro all’esigenza che non è solo del presidente e della squadra ma di tutta la città intera e dei suoi tifosi. Noi faremo, se necessario, la nostra parte, affinché non accada. Su questo possono starne certi tutti. La Sir è Perugia e noi non permetteremo che qualcuno ce la porti via. Le esigenze del presidente sono giuste e condivisibili, una squadra che offre un tale spettacolo e gioca a questi livelli, ovvero il livello più alto, merita spazi degni e deve esser loro garantito l’ambiente più ottimale per lavorare e continuare a far grande la nostra città. Io neanche posso immaginare che si verifichi un trasferimento, pertanto mi è impossibile immaginare una reazione. Questo non deve accadere. La squadra resterà a Perugia e ci impegneremo, ripeto, ad alzare la voce per far sì che si trovi la soluzione giusta. Alla squadra non ci rinunceremo mai».
Barbara Maghini: «Le dichiarazioni che Sirci ha fatto riguardo ad un possibile trasferimento della società a Firenze mi ha fatto riflettere su una questione. Secondo me il presidente ha alzato volontariamente un gran polverone per sensibilizzare tutti quelli che circondano il mondo del volley. I problemi con i gestori del Pala-Evangelisti penso che si trascinino da tempo. Il presidente penso chieda solamente all’amministrazione comunale di intervenire per rendere più moderno ed accogliente il palazzetto. Non credo voglia niente di impossibile, solo che la squadra si possa allenare e giocare in un contesto consono a una società che gioca in superlega. Il palazzetto è comunque un biglietto da visita per la città di Perugia per chiunque ne usufruisca. Spostare tutto a Firenze sarebbe a mio modesto parere un grave errore. Si butterebbe alle ortiche tutto il grande movimento di tifosi che con pazienza e fatica si è costruito. I Sirmaniaci (di cui faccio orgogliosamente parte) sono apprezzati da tutto il mondo del volley per la loro passione e correttezza. Quanti potrebbero andare in trasferta anche quando si gioca in casa? Penso che la risposta sia scontata. La Sir Safety è di Perugia, dei perugini e qui deve rimanere. E noi faremo di tutto perché ciò avvenga».
Silvia Galli: «Abbiamo seguito tutti le dichiarazioni del nostro presidente in merito alla questione legata alla prossima stagione. Mi trovo perfettamente d’accordo con lui nel voler sottolineare che la struttura del Pala-Evangelisti non è adeguata ad ospitare eventi di un certo livello, che oltretutto danno lustro e visibilità alla nostra città. La realtà della pallavolo perugina è ormai consolidata e la gestione dell’impianto sportivo, dei suoi spazi, dovrebbe tener conto di ciò, per consentire anche di ospitare eventi o partite importanti. Molti tifosi che hanno seguito la squadra anche all’estero si sono accorti che anche in qualsiasi altra realtà europea, per quanto piccola, i palazzetti sono più moderni, funzionali, puliti. Insomma, adeguati a contenere e ad accogliere il pubblico che segue e partecipa agli incontri. È assurdo che occorra un braccio di ferro così serrato per far sì che chi di dovere si preoccupi di trovare strumenti e mezzi economici per sostenere una realtà così importante come quella della pallavolo perugina. Non dimentichiamo che il Pala-Evangelisti ospita anche altre manifestazioni, non solo sportive. C’è indubbiamente un grande giro di interessi e di pubblico che ruota intorno a quella struttura. Incomprensibile che non ci si renda conto che sia necessario rimetterci le mani. Sicuramente occorre far sentire un chiaro messaggio da parte di tutti noi per sostenere le ragioni della società, ferma restando la consapevolezza che quando si tratta di denaro della pubblica amministrazione il momento storico non è dei più felici. Se non altro tutti noi auspichiamo che si instauri un dialogo aperto e costruttivo tra le parti».
Loredana Formica: «Anche se Firenze e una città stupenda, che io personalmente adoro, spero solo che siano voci. Non credo che i miei impegni mi consentirebbero di seguirla se si trasferisce, già Perugia non è comoda per me, figuriamoci altrove. Ripeto spero vivamente che siano soltanto voci».
Tiziana Consoli: «Neanche il tempo di metabolizzare la sconfitta ed è arrivata la peggior notizia che si potesse ricevere. La possibilità di spostare la squadra a Firenze. È stato come un fulmine a ciel sereno e tutti noi siamo sconvolti. Ascoltando le parole del presidente abbiamo compreso le motivazioni di questa ipotesi. Non possiamo che essere concordi con quanto ha detto; la struttura del palazzetto necessità sicuramente di lavori di manutenzione, piccoli e grandi, ma quello che speriamo è che ci sia lo spazio per trovare un accordo. Se così non fosse e il presidente faccia ciò che ha ipotizzato sancirebbe la fine di tutto per noi tifosi perugini. È impensabile che un seguito così grande di persone possa trasferirsi in una città così lontana. Siamo disposti a fare tutto quello che è in nostro potere per sostenere la società, al fine di sensibilizzare l’amministrazione comunale. Sicuramente i problemi logistici delle società sportive minori ci sono, ma è necessario ottimizzare le strutture e permettere a quella che oggi è la società sportiva regina di Perugia, di poter lavorare nel migliore dei modi. Inoltre tutto quello che verrà fatto all’interno del palazzetto sarà un grande biglietto da visita per una bellissima città che è sotto i riflettori di tutto il mondo».
Francesca Coppola: «Io penso che la notizia trapelata in questi giorni serva a far smuovere le istituzioni e a fargli capire che una realtà così importante è trattata veramente in malo modo. Ascoltando l’intervista che il presidente Gino Sirci ha rilasciato non posso che essere d’accordo e concordare con le sue motivazioni. Abbiamo uno dei palazzetti più arretrati d’Italia, delle condizioni igieniche pessime, durante la settimana c’è sempre un via vai di gente, bambini e insegnanti che urlano, persone che corrono su e giù per i gradoni del palazzetto. Avendo girato tutti i palazzetti d’Italia quest’anno posso affermare che il nostro è quello messo peggio sotto tutti i punti di vista. Tutte le squadre che si trovano in questi livelli hanno un palazzetto riservato solo ed esclusivamente a loro. Non è assolutamente giusto che si debba anche solo considerare l’idea di spostare una squadra di tale calibro da altre parti. Appena ho letto la notizia sono rimasta di stucco e forse ancora non ho elaborato bene il tutto. Mai e poi mai vorrei che la squadra traslocasse perché diventerebbe impossibile seguire qualsiasi partita. Non abitando a Perugia faccio già abbastanza sacrifici per esserci. L’amore per la squadra, la passione, la fede ci sono, ma i salti mortali non si possono fare. Spero vivamente che tutto ciò non accada perché non voglio perdere la mia seconda famiglia, i Sirmaniaci, e la mia seconda casa, il palazzetto».

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