Lorenzo Bernardi: «Perugia mi fa ricordare il passato»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Novembre 18, 2016 17:08
Bernardi Lorenzo (campo)

Lorenzo Bernardi (foto Michele Benda)

Ha ottenuto due vittorie nelle prime due gare in cui è stato in panchina con la Sir Sicoma Colussi Perugia ma ancora non vuole lasciarsi contagiare dal ritrovato ottimismo che regna tra i tifosi bianconeri. Di certo ha notato l’entusiasmo che vive la squadra dei block-devils che ogni volta che gioca finisce per essere sotto i riflettori di tantissimi sportivi. Lo stesso Lorenzo Bernardi lo ha chiamato ‘effetto Perugia’ e lo descrive così: «Sono tornato indietro di qualche decennio vedendo il tipo di atmosfera che si crea ogni volta che gioca la nostra squadra, appuntamenti che richiamano il grande pubblico sia in casa che in trasferta. È davvero un piacere sapere che tante persone vengono ad ammirare la nostra squadra, è gratificante ed è anche un bello stimolo. I Sirmaniaci poi sono encomiabili, se al Pala-Evangelisti ci sono sempre tremila spettatori significa che ci danno magari la possibilità di conquistare due punti a set, se ce ne sono di più allora forse riusciamo ad ottenerne anche quattro o cinque. È presto per vedere una mia filosofia di gioco, sto ancora cercando di avere una visione globale del gruppo e dei singoli, di certo ho ben presente che i margini di miglioramento sono molto ampi e dipenderà soprattutto dal nostro atteggiamento in palestra, l’aspetto più positivo è proprio la grande disponibilità a lavorare da parte dei ragazzi». Prova a spiegare le scelte operate con i singoli il nuovo allenatore che ha leggermente modificato l’assetto. «Russell non giocherà nemmeno domenica perché ha un fastidio al ginocchio ed è bene che riposi ancora ed eviti di saltare, lui comunque è un punto di riferimento ed un punto di forza della squadra. L’idea è quella di far trovare sempre maggiore intesa alla squadra pertanto non faremo troppi cambiamenti rispetto alle due ultime partite. Una delle note più positive dell’ultimo match è la prova di Dore Della Lunga che ha fatto davvero bene contro gli svizzeri. Con Zaytsev, come ripeto, bisogna avere pazienza perché lui ha delle grandi doti ma ha delle traiettorie di attacco differenti da posto-quattro ed inoltre deve lavorare molto in ricezione per acquisire delle sicurezze. Atanasijevic ha cominciato a saltare da due settimane e quindi deve gestire i piccoli acciacchi che si presentano alla ripresa di un’attività completa. Lui è un giocatore che ha molta voglia di fare ed in questo momento è uno da trattenere piuttosto che da spingere». In questo periodo in cui si gioca due volte alla settimana, il quarantottenne tecnico di origine trentina punta l’attenzione su gli aspetti che ritiene più importanti. «Il mio lavoro è partito dalle basi che ci sono. La squadra sino ad oggi ha lavorato bene ed in qualche momento ha giocato bene. Poi certo ogni allenatore ha le sue idee ed i suoi obiettivi. Se ci sarà necessità sarà modificato un sistema di ricezione piuttosto che un sistema di correlazione muro-difesa. Dobbiamo essere bravi a fare dei cambiamenti anche durante le partite perché il tempo a disposizione per provare in allenamento è ridotto».

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