Gino Sirci: «Perugia mi diverte, ma voglio vincere»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley febbraio 9, 2017 16:30
Sirci Gino

Gino Sirci (foto Michele Benda)

Nella Sir Safety Conad Perugia delle tante star sta diventando sempre più un simbolo anche il suo presidente che in una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport ha raccontato la sua storia sportiva e le sue aspettative. Gino Sirci è ormai un personaggio anche se la squadra non ha ancora reso per quelle che erano le sue aspettative: «È ora che cerchiamo di essere tutti più costanti, dobbiamo cercare di arrivare al secondo posto della classifica. La squadra deve dimostrare qualcosa di più contro le grandi, ma tutto l’ambiente deve restare calmo». Guardandosi alle spalle fa un parallelo rispetto a quando iniziò la sua avventura nel volley. «Non sono cambiato per niente. Il mio entusiasmo è lo stesso quando facciamo bei punti. Non sono abituato a prendermela con gli arbitri. La pallavolo è così: rispetto gli arbitri e gli avversari, sono ormai diventato anche amico dei tifosi rivali di Trento, Civitanova Marche, Moffetta…». La pallavolo rappresenta per lui un bel passatempo. «È un gioco, ed io sono come un bambino che si diverte con un bel gioco. Mi distoglie dagli impegni di lavoro, è un hobby che costa ma mi diverto. Mi piace essere sorridente e gentile con tutti, spero non ci sia nulla che mi faccia cambiare idea. Sono ancora in cerca di gloria e di vittorie, per ora non sono arrivate ma le inseguiamo con pazienza». Spinge molto il numero uno dei block-devils sul tasto del divertimento. «Non sono entrato nel volley per fare soldi o diventare famoso. Voglio solo divertirmi e mi piace prendere ciò che viene con grande fair play». Nel suo Perugia c’è Lorenzo Bernardi giocatore del secolo scorso e Ivan Zaytsev, grande personaggio degli armi 2000. «Bernardi lo conoscevo come un fenomeno, Zaytsev spero che sia presto equiparabile. Ivan è un grandissimo professionista, si allena molto, si impegna in allenamento, è un giocatore che ascolta gli allenatori». Anche Atanasijevic lo ha lanciato il club bianconero in Italia. «Si era fatto notare in Polonia, Perugia ha creduto in lui e gli ha dato spazio, fa parte della nostra storia. È personaggio travolgente a livello di simpatia e voglia di fare. Sono convinto che sia stato un ottimo investimento». A proposito di investimenti, la Fipav l’ha aiutata ad ottenere l’organizzazione della final four di champions league a Roma, il 29 e 30 aprile, al Pala-Lottomatica. A breve si voterà per eleggere la federazione del prossimo quadriennio, si sceglierà tra Magri e Cattaneo. «Prima ero poco dentro le vicende federali, poi cominciando a frequentare Carlo Magri, mi sono reso conto che dà tanto alla pallavolo, lavora molto, i risultati li porta a casa. Lui sta tutto il giorno a pensare al volley, parla con i giocatori, gli allenatori. È un grande personaggio. Recentemente ero a Belgrado con il presidente della Cev, Boricic, e mi diceva appunto di quanto sia stimato e considerato Magri. Io dico che prima di metterlo in pensione, aspettiamo ancora un po` e sfruttiamolo per bene. Finora ha fatto bene». La massima competizione continentale per club torna a Roma, undici anni dopo la vittoria del Treviso del 2006. «Allora eravamo in B1, un’altra pallavolo, eravamo impegnati e non andai a Roma. Ora sogno che Perugia possa essere come quel Treviso e quasi non ci credo. Alla quinta stagione di vertice abbiamo giocato due finali scudetto, siamo arrivati al top ma ci manca quel quid in più, prima o poi ce la faremo a vincere». La pallavolo è diventata la sua seconda famiglia, in tutti i sensi e non ha dubbi su quale debba essere la qualità più importante per un presidente di club. «Sapersi circondare di gente del mestiere, i successi, le mosse indovinate devono venire di conseguenza».

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