Riccardo Provvedi: «Spoleto se la deve godere»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley aprile 24, 2017 14:00
Provvedi Riccardo (indica)

Riccardo Provvedi, allenatore della Monini Spoleto di serie A2 maschile (foto Cristian Sordini)

Non era mai arrivata a disputare una finale play-off per la massima categoria la città del Festival che grazie alla Monini Spoleto sta accarezzando un sogno sportivo che rinnova l’entusiasmo in una piazza storica della pallavolo italiana. Nella stagione 1987-88 l’allora Venturi fu promossa direttamente vincendo il proprio girone di serie A2 maschile e nel 1990-91 replicò con le stesse modalità. Per le restanti cinque partecipazioni gli oleari targati prima Venturi e poi Monini, disputarono stagioni di bassa classifica. La passione per le schiacciate è dunque tornata a prendere il sopravvento su tutto nei dintorni del Pala-Rota che domenica non riusciva a contenere l’eccitazione degli oltre mille che si sono riversati dentro all’impianto sportivo. La vittoria su Siena apre dunque le porte all’epilogo della seconda categoria nazionale per importanza, una serie in cui i gialloblu dovranno attendere sino a martedì sera per sapere quale sarà la loro rivale. Il 25 aprile è infatti in programma gara-cinque tra Castellana Grotte e Bergamo, le rivali sono sul due pari e si giocheranno il tutto per tutto per sfidare gli umbri. Una rivale vale l’altra hanno detto nei commenti post-partita i giocatori spoletini, rimarcando che a giungere a questo punto della stagione sono le squadre più in forma. Ma una differenza c’è, in base alla classifica delineata alla fine della seconda fase, se fossero i pugliesi a vincere, la prima sfida della serie di finale domenica prossima sarebbe in trasferta, se invece fossero i lombardi a prevalere ci sarebbe immediatamente una corsa all’acquisto del biglietto per il match casalingo del 30 aprile. Il tecnico Riccardo Provvedi afferma: «Ad inizio stagione non era preventivato di arrivare così lontano, siamo una neopromossa che ha lavorato bene e che è molto unito. Il nostro è un progetto partito quattro anni fa con un gruppo di ragazzi che sono cresciuti con questa società, e non hanno mai timore di effettuare delle scelte. Ognuno appoggia l’altro e nei momenti che contano non abbiamo delle perplessità. Ora ci aspettano altre battaglie, quello che ho detto ai ragazzi è di avere uno spirito spregiudicato e di godersela perché non capita tutti gli anni di fare delle finali. Ce la siamo conquistata anche inaspettatamente ed ora vale la pena viverla fino in fondo».

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