Luciano De Cecco: «Perugia non fa drammi e volta pagina»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley dicembre 18, 2017 12:30
De Cecco Luciano (palla)

capitan Luciano De Cecco (foto Michele Benda)

È andata come non era negli auspici e come i pessimisti temevano. La Sir Safety Conad Perugia non è riuscita ad imporsi davanti ai propri tifosi, ed ha incassato l’ennesima sconfitta contro Modena, la dodicesima di fila. Coach Bernardi ha sempre detto di non credere alle statistiche, ma il dato di fatto è che gli emiliani sono una autentica bestia nera per i block-devils. Un altro dato di fatto è che contro le due rivali più accreditate per la corsa allo scudetto sono arrivate due sconfitte nette. Dopo il tre a zero rimediato a Civitanova Marche è arrivato quello al Pala-Evangelisti contro i canarini. Ora non è che le due sconfitte possano pregiudicare il buon cammino registrato sino ad ora dalla squadra del presidente Gino Sirci, ma di certo stanno a significare che manca ancora qualcosa per fare il tanto sospirato salto di qualità. Domenica in casa i bianconeri hanno steccato clamorosamente la partita, perché a vedere bene la prestazione non è che i modenesi abbiano giocato una partita eccezionale. Ne è convinto il centrale Simone Anzani: «Secondo me la partita non è stata di alto livello, forse la prestazione peggiore di tutta la stagione. Dovremo rifletterci sopra e ripartire subito ma il cammino è ancora lungo. È mancato l’apporto della battuta che è stata molto fallosa e ci ha demoralizzato, ma non dobbiamo farne un dramma, sono cose che capitano. Un pochino è mancato l’atteggiamento aggressivo, forse ci siamo un po’ disuniti, ma ci sta, abbiamo vinto dieci gare su dodici. Contro Modena non è un delitto perdere, magari non per tre a zero così, se non giochi bene perdi». Il dito è puntato sulla battuta dove gli umbri sino ad oggi erano riusciti ad incidere particolarmente, venti errori e solo due ace stanno a testimoniare la mancanza di efficacia nel fondamentale che poi è quello che, oltre a mettere pressione, consente di mettere in difficoltà il gioco avversario e consente di avere ancor più efficacia nella correlazione muro-difesa. Ed è proprio in difesa che si è notato un certo piglio differente delle due contendenti con gli ospiti che ci hanno sempre creduto, salvando tanti palloni complicati e trasformandoli in punti. È questo il sintomo di un atteggiamento positivo che negli scontri diretti può fare la differenza. In vetta alla classifica rimane Civitanova Marche, la distanza dalla leader è sempre di un solo punto e nel girone di ritorno gli scontri potrebbero essere determinanti per l’accesso ai play-off. Guardare troppo lontano però potrebbe distogliere dalla realtà, per competere con le migliori formazioni non basta la generosità di Atanasijevic che spesso diventa l’unico punto di riferimento dell’attacco, consentendo agli avversari di prendergli le misure. Ci vuole l’apporto di tutti e di certo regalare un Russell (11% offensivo) e uno Zaytsev (25%), significa spianare la strada a chiunque. Stavolta neppure Podrascanin ha graffiato come al solito, lui che è l’atleta più regolare non ha preso neanche un muro, e questo è emblematico. Ora è evidente che ci sia un blocco psicologico da dover rimuovere, una condizione mentale che proviene dal passato e che la squadra sta cercando di cancellare col lavoro in palestra. Dopo la partita il capitano Luciano De Cecco non ha fatto drammi: «Noi non abbiamo giocato bene come ci aspettavamo, dall’altra parte della rete c’era una delle migliori squadre italiane ed europee. Possiamo giocare meglio e torneremo a lavorare per migliore il nostro livello. Non pensiamo al finale del primo set in cui siamo stati penalizzati di un punto, non dobbiamo guardare gli episodi, facciamo i complimenti a loro. Ora dobbiamo pensare alla partita di mercoledì ad Istanbul in champions league e poi a quella di Santo Stefano a Ravenna in campionato». La fame di vincere e gli occhi della tigre sono i requisiti che fanno al caso di un top team che vuole puntare ai massimi obiettivi. Mercoledì in terra turca non dovranno mancare.

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