Lorenzo Bernardi: «Perugia mia, devi fare meno errori»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley aprile 16, 2018 09:00
Bernardi Lorenzo

l’allenatore Lorenzo Bernardi (foto Michele Benda)

I numeri sono freddi, cinici, impietosi. Dai numeri non si evidenzia una condizione mentale della squadra, né la stanchezza. Ci si affanna ad appellarsi alle fatiche della lunga trasferta continentale e di un fuso orario (cinque ore) che è insolito e assai scomodo. Ma la Sir Safety Conad Perugia non vuole accampare scuse, ha giocato una gara-quattro al di sotto delle possibilità, punto e basta. I tifosi hanno visto confermare la tradizione negativa dei play-off nel duello con Trento che premia sempre la squadra di casa. È pratico e comodo pensare che il fattore campo sia determinante, specie per chi deve giocare la bella in casa, ma di certo è complicato. Dai numeri non emerge una netta supremazia degli avversari, per lo meno non da sconfitta per tre a zero, ma l’allenatore Lorenzo Bernardi non digerisce la prestazione: «Abbiamo commesso molti errori, agevolando Trento; ci sono state tante ingenuità nel corso di questa partita e l’approccio non è stato quello corretto. C’è da riflettere. Sotto l’aspetto motivazionale abbiamo faticato molto a entrare in partita. Nel primo set abbiamo fatto sette errori in battuta, due in attacco e tre in ricezione. Abbiamo concesso undici punti gratuiti, nonostante questo eravamo sul 21-22 per noi e poi abbiamo perso 25 a 22. Perdiamo perché commettiamo delle ingenuità molto grandi, regaliamo cose che non possiamo regalare e soprattutto non abbiamo affrontato la partita con il giusto approccio mentale. Per noi la trasferta di mercoledì scorso a Novosibirsk non deve essere un alibi. Abbiamo faticato ad entrare nei set dal punto di vista motivazionale e dell’attenzione. Ad una squadra come Trento non si può regalare nulla. Dobbiamo reagire e mettere in campo una prestazione diversa in gara-cinque. Riusciremo a vincere solo se giocheremo meglio di come abbiamo fatto stavolta e non perché disputeremo la partita in casa. Tempo non ce n’è. Forse è meglio. Dobbiamo essere più cinici e consapevoli che per vincere bisogna giocare meglio». La visione dei numeri dunque può essere positiva in considerazione che sarebbe bastato fare poco di più per cambiare l’inerzia alla gara, e magari vincerla. Di certo ci vogliono altri numeri per dare l’assalto al titolo italiano. Ad esempio quelli del muro, fondamentale che è strettamente dipendente dal rendimento della battuta ma anche dall’aggressività. E di aggressività, cattiveria o agonismo, comunque la si chiami, se n’è vista poca in questa quarta sfida. Ad allargare la fotografia delle prestazioni della post season emerge un altro dato. Perugia fatica più di quanto aveva fatto nella stagione regolare. La serie dei quarti vinta alla bella con Ravenna e quella di semifinale che ha riscoperto i dolomitici pericolosi non deve però essere una sorpresa. Si sapeva che la squadra in questo periodo dell’anno sarebbe stata impegnata su più fronti nelle gare decisive e con livello di difficoltà maggiore. Il presidente Gino Sirci è amareggiato ma non deluso: «Non siamo mai stati in partita. Siamo stati sotto tono un po’ in tutti i fondamentali. La squadra era molto stanca. Credo che di testa stavamo bene, venivamo da una grande vittoria in champions league. Eravamo giù fisicamente ed il coach ha provato di tutto, ha fatto bene. Abbiamo tentato di fare qualunque cosa per provare a cambiare l’esito della gara ma non è servito. Adesso non resta che farci valere nello spareggio da dento o fuori». Giovedì sera al Pala-Evangelisti sarà dunque partita senza appello, come tante ce ne sono state sino ad oggi, i bianconeri hanno dimostrato di saperle gestire bene e di poterle indirizzare dalla loro parte. Si ricordi la finale di supercoppa italiana in campo nemico e la finale di coppa Italia in campo neutro per i più smemorati. Certo, il campionato è un’altra cosa, ma giocare davanti ai propri tifosi sarà una spinta in più, e se poi Atanasijevic torna ad essere il solito ‘magnum’ allora ci sarà da divertirsi.

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