Lorenzo Bernardi: «Perugia pensa al suo obiettivo»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 27, 2018 17:00
Bernardi Lorenzo (palla)

Lorenzo Bernardi (foto Michele Benda)

La Sir Safety Conad Perugia prepara la terza sfida scudetto tra le mura del Pala-Evangelsiti. Alla vigilia dell’importante appuntamento, nella consueta conferenza stampa del venerdì, a parlare con la stampa è stato il tecnico Lorenzo Bernardi: «La squadra sta bene, stava bene anche mercoledì, ma gli avversari sono stati bravi a sfruttare l’opportunità che gli abbiamo concesso, i play-off sono così. Dobbiamo pensare solo a quello che accadrà da qui in avanti perché il passato non lo possiamo modificare. Non credo abbiano giocato tutti bene gli avversari, ma hanno vinto. Gara-due abbiamo commesso qualche imperfezione che cercheremo di non ripetere. In questo momento della stagione dobbiamo pensare solo a quello di positivo che ci ha permesso di arrivare a questo punto. Sarebbe sciocco andare a fare un processo agli errori che ci sono stati, dobbiamo mettere a fuoco solo le cose che servono per raggiungere l’obiettivo». Nei play-off sono arrivate solo sconfitte in trasferta e solo vittorie casalinghe, ma non c’è secondo l’allenatore trentino una spiegazione precisa. «I play-off sono un campionato a parte dove tutti sono preparati al massimo, il fattore campo è sicuramente importante ma non può essere considerato decisivo, per ora la storia dice questo ma non possiamo pensare che sarà sempre così altrimenti sarebbe inutile giocare le partite». Ieri è stata giornata di riposo per recuperare energie ed oggi alla ripresa la squadra si è incontrata per riprendere il lavoro. «Parleremo delle cose da sfruttare al meglio, credo che dobbiamo essere orgogliosi di essere in finale, non è una cosa da tutti». Durante una partita ci possono essere dei cali di rendimento anche improvvisi di alcuni giocatori, in quel caso un allenatore si può fidare più del suo fiuto per intervenire tempestivamente oppure attendere il riscontro delle statistiche. «Io mi preparo la partita immaginando un percorso in una certa maniera ma poi in alcuni casi apporto modifiche all’assetto in base al momento, in alcuni casi reputo che sia il caso di far rifiatare un giocatore, in altre reputo che lo stesso atleta debba reagire e lo lascio in campo. Di certo sono decisioni di responsabilità che mi competono e che mi assumo, talvolta sono giuste e talvolta no, ma col sennò di poi è facile dirlo, anche se non si ha mai la controprova che facendo una scelta diversa il risultato sarebbe stato migliore».

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