Il volley umbro perde i pezzi, Terni è solo l’ultimo dei casi

Pianeta Volley
By Pianeta Volley giugno 5, 2018 12:00
palloni

palloni di pallavolo in un carrello

Un fulmine a ciel sereno, ma forse non troppo. La Clt Terni che sino a poche settimane fa aveva lottato per la salvezza in serie B maschile, riuscendo a centrarla, adesso ci rinuncia. Che la situazione fosse delicata si era percepito, ma che addirittura si arrivasse ad una scelta del genere in pochi se lo aspettavano. Fa scalpore il fatto che la decisione sia presa a pochi giorni dalla fine della stagione. Quasi a non voler neppure cercare di programmare la prossima. Quasi a non voler provare a combattere come invece nello sport si è abituati a fare. L’impressione che se ne trae del club aziendale è di un tirare i remi in barca, anche se i responsabili del settore pallavolo hanno assicurato che continuerà l’opera sui settori giovanili. Una squadra, quella gialloblu, costituita da tutti atleti del territorio, per la maggior parte cresciuti nel proprio vivaio, senza dunque avere sulle spalle spese enormi. Ma di certo a livello economico è un fardello pesante anche il solo affrontare le spese di gestione, i costi esosi di partecipazione ai campionati federali e ovviamente le trasferte. Tutte voci di uscita che pesano parecchio ma che costituiscono la parte fissa del bilancio e che una dirigenza accorta cerca sempre di coprire cercando dei supporti nelle aziende locali che sostengono l’attività sociale. Nella fattispecie, con un settore lavorativo in crisi ed una congiuntura economica che ancora non è favorevole, il circolo aziendale dei lavoratori si è sobbarcato quasi tutte le spese e, venendo a mancare i contribuiti, le fondamenta sono troppo fragili per sostenere la struttura. La pallavolo umbra perde così a livello nazionale una delle sue storiche rappresentanti, un ulteriore campanello d’allarme che suona nel protrarsi dell’indifferenza di tutti. Una vicenda non nuova per Terni che aveva già fatto questo passo nel 2009 per ripartire da gruppi più giovani. Una situazione già vissuta nel recente passato da società sportive blasonate come Sirio Perugia e Brunelli Nocera al femminile, o come Umbria Volley San Giustino e Marconi Spoleto al maschile (quest’ultima però capace di rifondarsi e rilanciarsi). Come più volte scritto dalla nostra testata giornalistica il movimento delle schiacciate si deve interrogare se il problema è nelle risorse finanziarie oppure è nell’inadeguatezza di chi amministra lo sport a tutti i livelli. Di certo a Terni, come in precedenza in altre piazze, resta l’interrogativo se sia stato fatto tutto quanto il possibile per garantire una continuità alla squadra. Ma con altrettanta preoccupazione c’è da chiedersi se questo sarà l’unico caso della entrante, rovente stagione estiva, o sarà solo il primo di un’altra triste sequenza che impoverisce il Cuore Verde d’Italia nella disciplina che meglio la rappresenta ad alto livello in ambito nazionale. Servono progetti, serve pianificare, serve cercare di porsi degli obiettivi, tanto alla Fipav quanto nelle società sportive. Pur nel dilettantismo serve di creare una coscienza manageriale ed accrescere la professionalità degli operatori del settore, troppo spesso avventurieri del momento, altrimenti le conseguenze sono e saranno sempre inevitabilmente nefaste.

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By Pianeta Volley giugno 5, 2018 12:00