Alcune riflessioni sul Perugia che ha steccato in supercoppa

Pianeta Volley
By Pianeta Volley ottobre 8, 2018 15:00
Recine-Bernardi-Sirci

il d.s. Stefano Recine, l’allenatore Lorenzo Bernardi e il presidente Gino Sirci della Sir Safety Conad Perugia (foto Maurizio Lollini)

Mastica amaro la Sir Safety Conad Perugia, l’allenatore ed i giocatori avevano avvisato che non sarebbe stato facile, ma forse qualcuno aveva pensato che fosse la più classica delle pretattiche. Il presidente invece aveva fatto capire che ci credeva ed aveva cercato di trasmettere il suo ottimismo, riuscendo a convincere i tifosi. Ecco perché c’era una diffusa fiducia che si potesse ripetere il successo della passata edizione, magari sfruttando la carica del pubblico amico. L’inizio della stagione però riserva tante incognite, troppe, ed il risultato lo ha dimostrato. Due sconfitte su due con le rivali dominate nella scorsa annata agonistica sono un boccone difficile da inghiottire. In molti pensavano che l’acquisto del fuoriclasse cubano Leòn bastasse a decretare il consolidamento della supremazia sulle big del campionato italiano, ma i maestri della pallavolo ricordano che la squadra è composta da sei atleti e a questi livelli devono giocare tutti bene per vincere. Quando le aspettative sono grandi anche la delusione è maggiore, e dunque dopo aver fatto proclami euforici non ci si può lamentare. A proposito di gioco di squadra va sottolineato il commento del presidente Gino Sirci: «Non abbiamo espresso il nostro potenziale, forse ci siamo un adagiati sul fatto che tutti ci vedevano favoriti. È mancata la fame e senza quella si perde. In futuro serve più umiltà e la consapevolezza che gli altri sono forti quanto noi e forse più di noi. Certo, abbiamo rimediato due mazzate e dovremo riflettere». Di certo c’è chi aveva rimpianti per le partenze durante il mercato estivo, in questo senso lo schiacciatore statunitense Aaron Russell ha dimostrato che lui è ormai un top-player e dopo essere maturato e cresciuto a Perugia potrà esprimere tutto il suo talento altrove. Certo, come si diceva c’è un certo Wilfredo Leòn adesso in maglia perugina, potenza e classe allo stato puro anche se ci vorrà un po’ di tempo per farlo entrare in sintonia con il palleggiatore De Cecco. Accanto a lui c’è un Filippo Lanza che non sarà certamente un lanciamissili ma può dare molto sotto il profilo dell’equilibrio. Dal rendimento della diagonale di posto-quattro passa molto del destino dei block-devils che qui non hanno troppe alternative. Se si pensa infatti a questo ruolo i sostituti sono Berger e Della Lunga, probabilmente più abili in seconda linea dei loro compagni ma meno efficaci a rete. Siccome il regolamento prevede un limite agli stranieri in campo, Berger potrà sostituire solo Leòn a meno che non si voglia giocare con Galassi e Ricci al centro, sacrificando Podrascanin, per creare l’alternativa all’austriaco di giocare accanto a Leòn. Sono questi i pensieri dello sportivo in questo momento, mentre coach Lorenzo Bernardi continua a consigliare di non emettere sentenze affrettate e a predicare pazienza perché ci vorrà tempo per vedere quanto vale la squadra. La certezza è che il suo lavoro che punta molto anche sull’aspetto psicologico, possa servire a rivitalizzare qualcuno che è parso un po’ scarico dal punto di vista mentale, ma niente di strano. La due giorni di schiacciate però è stata un successo dal punto di vista organizzativo, e le partite sono state apprezzatissime anche in tv. Rai Sport per la prima volta nella storia della manifestazione ha trasmesso anche le semifinali, due match che sono stati seguiti rispettivamente da 208’000 spettatori di media per il duello tra Perugia e Trento e 198’900 per la gara tra Civitanova Marche e Modena. La finale ha registrato 206’800 spettatori di media. In totale sono stati un milione 935mila i contatti netti. All’estero Polsat, Sport Klub (Slovenia, Croatia, Serbia, Macedonia, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro) tutti i principali siti di betting mondiali si sono collegati al segnale Rai.

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