I grandi momenti dell’Italia del volley

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Ottobre 30, 2018 23:00
Egonu Paola (Italia)

Paola Egonu

Sebbene non abbia l’impatto mediatico del calcio, o la sua diffusione commerciale, la pallavolo è uno degli sport più seguiti in Italia e anche nel mondo. Soprattutto negli ultimi trent’anni, infatti, tanti sono i successi della nazionale italiana e delle squadre di club nostrane a livello internazionale che hanno proiettato questo sport molto in alto dal punto di vista culturale. Per ultima in ordine di tempo va citata la grande impresa delle ragazze della nazionale che qualche settimana fa sono arrivate seconde al campionato del mondo, trascinate da una straordinaria Paola Egonu, che deve ancora compiere vent’anni ma ha dimostrato di saper giocare come una veterana, e da uno spirito di gruppo riscontrabile in poche altre squadre. In questi anni sono stati tantissimi i talenti italiani che si sono fatti un nome nella pallavolo, dall’indimenticabile Lorenzo Bernardi ai più recenti Ivan Zaytsev ed Egonu, due figli dell’Italia multiculturale. Questi nomi, insieme ad altri, sono sicuramente tra i più altisonanti della tradizione recente dell’Italia del volley, che deve moltissimo a uno straniero, l’argentino Julio Velasco, che dalla fine degli anni ’80 prese in mano le redini di una nazionale ancora sperimentale per darle finalmente un’identità vincente. Il secondo posto delle ragazze allenate da Davide Mazzanti è sicuramente una delle conseguenze di questo cambio di mentalità e di approccio al volley moderno.

Mentre in molti appassionati di calcio impazzivano per la nazionale italiana che prendeva il bronzo ai mondiali di Italia ’90, gli azzurri del volley iniziavano la loro lenta ma importante scalata al successo. L’idillio della nazionale di pallavolo maschile iniziò quando Julio Velasco si impadronì della squadra impartendo ai suoi uomini dei comandamenti tattici e tecnici che avrebbero poi fatto scuola ovunque. Il profondo legame tra l’Italia e l’Argentina, già molto forte a livello culturale per via dell’emigrazione italica verso il paese sudamericano, divenne ancora più solido. Non a caso oggi uno dei giocatori più importanti della superlega italiana è il palleggiatore argentino Luciano De Cecco, di proprietà della Sir Safety Umbria Volley, squadra di Perugia, campione d’Italia in carica e favorita alla vittoria del campionato come ben indicano le scommesse sportive specializzate con una quota di 5 il 5 novembre.

L’arrivo di Velasco sulla panchina dell’Italia nel 1989 fu una conseguenza degli ottimi risultati realizzati sulla panchina del Modena, squadra con la quale vinse quattro titoli italiani consecutivi e che è tornato ad allenare proprio quest’anno. In nazionale l’allenatore argentino, che avrebbe poi ottenuto la nazionalità italiana nel 1992, instaurò un ciclo di vittorie irripetibile, aiutato anche dalla possibilità di disporre di un organico straordinario: la generazione dei vari Bernardi, Vullo, Tofoli, Cantagalli, Gardini, Giani, Lucchetta e Zorzi, solo per citarne alcuni, è stata probabilmente la più fertile di sempre dell’Italia. Nei suoi sette anni sulla panchina della nazionale azzurra di volley Velasco portò l’Italia al trionfo in quasi tutte le manifestazioni, eccezion fatta per le Olimpiadi, competizione nella quale gli azzurri arrivarono secondi nel 1996 contro l’Olanda. I grandi trionfi di Velasco furono nei campionati del mondo, che portò a casa per tre volte, e nella World League, nella quale l’Italia raggiunse la cima in ben cinque occasioni. Dopo aver lasciato la nazionale maschile proprio dopo le sfortunate Olimpiadi di Atlanta, Velasco diresse per un anno la selezione femminile, prima di lasciare il posto da allenatore per un periodo piuttosto lungo. Il suo lavoro, però, non fu sprecato, dato che da quel momento in poi anche le ragazze avrebbero iniziato ad imporsi a livello internazionale, come ben dimostra la vittoria del mondiale 2002 da parte di Francesca Piccinini e compagne. La cosiddetta “generazione di fenomeni”, dunque, valeva anche per le ragazze.

Zaytsev Ivan (Italia)

Ivan Zaytsev

Dopo i vari ‘governi’ di Andrea Anastasi e di Mauro Berruto, nei quali gli azzurri non riuscirono ad ottenere dei risultati importanti, ecco che nel 2015 l’incarico di allenatore dell’Italvolley viene assunto da Gianlorenzo Blengini, già secondo di Berruto. Il lavoro dell’attuale commissario tecnico tricolore fu da subito incisivo, come ben testimonia l’argento alla coppa del mondo del 2015. Tuttavia, la nuova grande epoca della pallavolo italiana aveva bisogno dell’avvento di un nuovo fenomeno che potesse ricordare la figura di grandi come Bernardi o Zorzi. Il giocatore accorso in aiuto è stato Ivan Zaytsev, opposto di origini russe nato a Spoleto e principale attaccante degli azzurri. L’attuale capitano di Perugia fu uno dei protagonisti delle Olimpiadi di Rio 2016 nelle quali l’Italia arrivò in finale dopo una spettacolare vittoria sugli Usa nella quale Zaytsev si distinse per una serie di punti strepitosi. Purtroppo, però, in finale il Brasile padrone di casa si impose sugli azzurri, che però avevano messo le basi per sognare in futuro. Con un fenomeno come Zaytsev, da tutti conosciuto come lo Zar per via delle sue origini russe, il prospetto per il futuro era più che confortante.

L’organizzazione del mondiale 2018 insieme alla Bulgaria sembrava essere la grande possibilità per ripetere il piazzamento delle Olimpiadi, eppure nonostante le previsioni prima della competizione e il vantaggio di giocare in casa la squadra azzurra non è riuscita ad andare oltre il quinto posto: nonostante tutto, sempre con Zaytsev come perno principale, la preparazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 è già cominciata. Chissà se, tra la squadra maschile e quella femminile, non si potrà scrivere un’altra pagina di storia del volley italiano.

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