Perugia trattiene il fiato per la scelta di Sirci sui play-off

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Gennaio 30, 2019 10:00
Sir Safety Conad Perugia (premiata)

la premiazione della Sir Safety Conad Perugia con il presidente Gino Sirci ospite del sindaco Andrea Romizi (foto Michele Benda)

Sono sempre più insistenti le voci che vorrebbero il clamoroso trasferimento della Sir Safety Conad Perugia a Roma per i play-off. All’inizio forse si pensava fosse una provocazione del presidente Gino Sirci ma più passa il tempo e più le dichiarazioni la fanno diventare una ipotesi reale: «Ci dispiace il fatto di dover privare Perugia di un grande spettacolo come lo sono i play-off scudetto ma la scelta è diventata per noi ormai inevitabile. Il palasport è ormai troppo stretto per i grandi appuntamenti della nostra squadra». Come era logico sin dalla scorsa estate, i lavori di ampliamento dell’impianto di Pian di Massiano non sono partiti perché nel settore pubblico è necessario seguire un preciso iter burocratico, ma questo al numero uno dei block-devils non interessa e così ecco che torna alla ribalta delle cronache la possibilità di un trasferimento a Roma per disputare gli spareggi scudetto. «Dopo che la giunta comunale aveva approvato a metà ottobre il progetto presentato da noi per ampliare la capienza dagli attuali 3’976 posti ai 5’046, non si è mosso più nulla. Sono convinto che se potessero ai play-off verrebbero a vederci come minimo ottomila persone. Credo che la nostra realtà sportiva meriti una considerazione maggiore». C’è dunque un discorso economico relativo agli incassi dietro allo sfogo di Sirci che dopo aver visto che Milano ha raccolto 12’493 spettatori nella gara di campionato con Modena, facendo il record d’incasso della stagione regolare con 90’126 euro, torna a farsi sentire. In realtà le partite di richiamo che possono realizzare il tutto esaurito ormai da qualche anno sono le solite, quelle con le tre big della superlega, a cui si aggiunge la finale della supercoppa italiana che quest’anno è stata organizzata in casa, contro Modena ci sono state sugli spalti 4’247 persone, con Civitanova Marche ce n’erano 4’196, con Trento 4’168. Sarebbe dunque allettante l’idea di poter sfruttare il momento di notorietà per fare cassa, anche in virtù dei tanti soldi spesi per costruire la squadra, con l’ingaggio faraonico destinato a Leòn, il ritocco verso l’alto per Atanasijevic e la costosa trattativa di Lanza che hanno fatto lievitare il budget. Il braccio di ferro è seguito attentamente dalla tifoseria, anche perché gli abbonati total (circa ottocento), hanno sottoscritto già un accordo sapendo che i play-off sarebbero stati giocati a Perugia. A leggere i commenti sulle pagine social le prime reazioni dei Sirmaniaci sono state molto contrastanti. Uno dei responsabili che coordinano è Francesco Bulletta che ha detto: «Non sappiano nulla di ufficiale, né come funzionano queste dinamiche, però è chiaro che ci dispiace. Restiamo in attesa di saperne di più. Di capire se la decisione è già stata presa o se c’è ancora una possibilità di ripensamento. Se dovesse esserci uno spostamento ci organizzeremo, così come faremo per andare a Bologna per la finale di coppa Italia. Nel caso decideremo in assemblea tesserati se partecipare o meno. Noi speriamo ancora che i lavori di ampliamento del palasport possano partire anche se le cose paiono complicate». Più che di situazione complessa, però, bisognerebbe parlare di tempi tecnici. Il progetto di ampliamento della capacità dell’impianto, originariamente presentato per un milione di euro e più realisticamente oggi considerato da due milioni di euro, ha bisogno dell’approvazione del bilancio 2019 da parte dell’amministrazione comunale, e questo è in calendario per la fine di marzo, senza di ciò gli investimenti non si possono fare. Le chiacchiere perciò stanno a zero, anche in considerazione delle imminenti elezioni amministrative del capoluogo regionale che complicano ulteriormente i piani. Se il bilancio fosse approvato subito, visto che il progetto è già pronto, per redigere il bando ed assegnare la gara d’appalto basterebbero un paio di mesi (sempre che non ci siano ricorsi). L’ideale sarebbe poter partire coi lavori ad inizio estate e con altri quattro mesi di lavoro le opere sarebbero realizzate. Se va bene dunque se ne può parlare per il prossimo mese di ottobre, obiettivo ambizioso ma realizzabile, è questa l’unica tempistica credibile anche perché il progetto necessita di piccole varianti perché la ditta Rpa che lo ha elaborato pare abbia pensato ad un utilizzo esclusivo dell’impianto per lo sport, ma come è risaputo bisogna renderlo fruibile anche ad eventi musicali. Nel frattempo al Pala-Barton si sta provvedendo al ricambio dell’illuminazione, capitolo di migliorie che era stato già finanziato e che verrà completato nelle prossime settimane. In seno agli uffici comunali qualcuno fa notare però che se il progetto sportivo della pallavolo maschile perugina è a lungo termine il club potrebbe fare un investimento in prima persona, sul modello di quello della Lube a Civitanova Marche tanto per intenderci, con mutui agevolati dal credito sportivo che sono molto interessanti. A Pian di Massiano infatti c’è già una zona individuata dal piano regolatore per costruire un nuovo palasport, per una squadra d’alto livello che ha necessità di servizi di qualità sarebbe perfetto, e per lo sport cittadino di livello inferiore sarebbe tutto di guadagnato perché gli impianti non bastano mai. Nel frattempo per sapere cosa pensano i nostri lettori è stato lanciato un sondaggio che si trova nella pagina principale di questo sito internet e dove si può esprimere la propria opinione.

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