Sara Menghi, la libellula delle donne di Perugia

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Gennaio 23, 2020 13:00
Menghi Sara (palle)

Sara Menghi (foto Maurizio Lollini)

Si è guadagnata la maglia da titolare venendo preferita alle compagne in un ruolo nel quale la concorrenza è nutrita, alla Bartoccini Fortinfissi Perugia sono infatti presenti in organico ben quattro centrali ma lei che è la veterana del gruppo sta facendo pesare tutta la sua esperienza nella serie A1 femminile per farsi valere. La centrale di origine mantovana Sara Menghi vanta un curriculum molto lungo di cui ripercorre le tappe: «Ho iniziato a giocare quando ero alle medie a tredici anni, qualcuno direbbe anche tardi, ma non avendo in famiglia qualcuno appassionato ho iniziato casualmente grazie ad una mia amica che cominciò a frequentare dei corsi di pallavolo e mi chiese se volevo provare. Alle prime selezioni per la squadra under 14 non fui presa poiché avendo iniziato da poco ero molto scoordinata, poi ero una delle più basse e quindi mi dissero anche che non sarei riuscita a fare tanta strada, decisi in quel momento che li avrei fatti ricredere. Misi in campo tutta la mia determinazione per dimostrare che se volevo avrei potuto farcela. Mi ci sono messa d’impegno facendo anche degli allenamenti oltre quelli previsti per il mio gruppo». Le soddisfazioni sportive non le sono mancate, cresciuta pallavolisticamente nella capitale, vanta una vittoria della B1 ed una coppa Italia di A2 con Civitanova Marche, inoltre uno scudetto ed una coppa di Francia con il Saint Raphael dove ha trascorso tre anni. «Ho potuto conoscere tantissimi posti, città, persone, amiche ed ho fatto tantissime esperienze di vita, ho imparato a stare in gruppo e soprattutto, ad apprezzare il fatto che duro lavoro, costanza ed impegno ripagano sempre». Ormai prossima al compimento di trentasette anni (a maggio), le priorità della donna matura, oltre che della sportiva, cominciano a farsi sentire. «Di recente mi sono iscritta all’Università ad Assisi in un indirizzo dedicato al turismo, ho quindi iniziato anche questa nuova avventura che al momento mi sta piacendo molto. Lo trovo un ottimo modo per distrarmi da quelli che sono gli impegni della pallavolo. Venendo da Roma che è una città molto caotica e trafficata dove si respira tanto smog, apprezzo molto la tranquillità di Perugia e la possibilità di andare a spasso con il mio cane. Riesco a fare delle gran belle passeggiate e godermi la bellezza della natura che ci circonda, mi piace molto il Colle della Trinità e la vista che c’è da lì». Ha sempre con sé qualcosa di verde, il suo colore fortunato e preferito, un indumento o un accessorio, ad esempio un elastico o una mollettina, quando scende in campo Sara, meglio nota come ‘Dragonfly’ per gli amanti delle schiacciate. «In passato mi avevano soprannominato ‘Libellula’ perché salto molto e riesco a rimanere in aria per molto tempo, è da lì che è partito questo soprannome. Mi piace molto anche l’animale in sé, infatti ho molti gadget che la ritraggono».

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