Il volley e gli altri sport ragionano diversamente

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Marzo 29, 2020 16:30
rete

la rete di un campo di pallavolo vuoto

Ci stiamo avvicinando al termine del 3 aprile, data designata dal Dpcm dell’8 marzo 2020 per il termine del confinamento (ormai noto come lock-down) sul territorio nazionale, ma il “tana libera tutti” che gridavamo a squarciagola nella nostra infanzia non sarà possibile. La proroga del blocco per emergenza sanitaria è alle porte, non ne conosciamo ad oggi l’entità temporale, ma è interessante vedere come parte del mondo dello sport avesse già messo in cantiere questa possibilità e già fatto annunci importanti. Il rugby italiano ha rotto il fronte attendista, il consiglio federale della Fir si è espresso ufficialmente il 27 marzo deliberando la cessazione definitiva dell’attuale stagione. Quindi nessuna assegnazione dei titoli di campione d’Italia ed al contempo nessuna promozione e retrocessione. Se il mondo del basket sta pensando in questi giorni ad una analoga soluzione, quello della pallavolo si sta muovendo in ordine sparso. Venerdì 20 marzo un primo annuncio, la Fipav annulla le fasi finali nazionali delle manifestazioni giovanili che caratterizzano i mesi di maggio e giugno. Nessun Trofeo delle Regioni e nessuna finale di categoria. Una decisione storica a cui ha fatto subito eco la Fipav Lombardia cancellando le finali regionali dei campionati giovanili. Sicuramente su questa decisione ha influito la particolare situazione pandemica che sta attanagliando, più che altrove, il cuore pulsante dell’economia nazionale. Una regione che sta pagando in maniera pesante con uomini e mezzi un terribile scotto ad un nemico invisibile. È Interlocutoria la posizione della Fipav Veneto che ha deciso di annullare, al momento, solo il Trofeo dei Territori. Interessante, invece, quanto fatto dalla Fipav Emilia Romagna che sfrutta la tecnologia ed ha organizzato il 19 marzo una video conferenza con le sue componenti. Vengono adottate soluzioni simili al Veneto, cancellazione del Trofeo dei Territori, ma invita alla prosecuzione del corso allenatori di secondo grado in… videoconferenza. Se le attività agonistiche non possono essere riprese, quantomeno quelle didattiche possono continuare sfruttando o un sistema di e-learning oppure piattaforme web per conferenza. Insomma, in attesa di un nuovo Dpcm, lo sport italiano sembra aver già compreso i termini effettivi di questa epidemia e seppur in modo frammentato, ma non può essere altrimenti vista l’autonomia delle federazioni, sta già proiettandosi verso un piano B.
Angelo Pagano

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