Massimo Colaci: «Giorni tesi per la nascita di Virginia»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Marzo 14, 2020 19:00
Colaci Massimo

Massimo Colaci

Lo sport vive momenti difficili, sicuramente mai come in questo periodo. Il ciclone Covid-19 ha spazzato via tutte le certezze che nei decenni erano state acquisite. Un periodo buio nel quale però c’è qualche piccola luce che appare come una speranza per il futuro. Ad illuminare i giorni neri della Sir Safety Conad Perugia è stata la nascita di Virginia, nata mercoledì 11 marzo dall’unione di mamma Marisa e papà Massimo Colaci che descrive il periodo vissuto: «C’era tanta attesa per il lieto evento e c’è tanta felicità adesso, siamo tutti molto contenti ora che stiamo a casa. I tre giorni passati in ospedale sono stati particolari, si palpava con mano la tensione. Mentre eravamo lì è arrivata una persona sospetta di Coronavirus, accanto alla Pediatria c’era un bambino di cinque anni anche lui sospetto, dico la verità eravamo preoccupati e non vedevamo l’ora di scappare. Per spostarmi da casa al Policlinico avevo l’autocertificazione, per fortuna abitiamo a due minuti, ma gli orari di visita erano molto limitati e sempre più blindati. In ogni momento cambiava una norma, la prima giornata si poteva rimanere per fare la notte, la seconda si poteva solo restare un paio d’ore intorno a metà giornata, la terza ho dovuto aspettare tutto il tempo fuori dalla sala parto ed ho potuto assistere solo all’ultima ora del travaglio, non senza un’altra autocertificazione e dopo aver risposto a molte domande. Ad essere sincero ho avuto paura, perché in questo periodo si sentivano tante notizie allarmanti, ad un certo punto in ospedale hanno bloccato pure gli ascensori perché doveva essere spostato un degente, probabilmente infetto. Nei tre giorni di ricovero di mia moglie ci sentivamo al telefono frequentemente, anche perché dovevamo aggiornarci sugli orari di visita che cambiavano di ora in ora. Io ero a casa con Andrea, il primogenito di tre anni, con mia mamma e mia suocera, che sono qui da tempo, sono arrivate prima che fosse promulgato l’ultimo decreto che vieta gli spostamenti. In questo periodo ho fatto molta attenzione a tutte le regole, ho lavato le mani insistentemente, non sono ancora riuscito a trovare le mascherine, fortunatamente l’amuchina l’abbiamo presa e la usiamo spessissimo, si dice che i bambini piccoli non sono colpiti ma non si sa mai come può reagire il loro fisico. Da giovedì Marisa e Virginia sono uscite dalla Neonatologia, siamo in cinque in una casa piccola, ma va bene così. Dalle mie parti ancora le cose vanno bene, in Puglia infatti i contagi non sono tanti, ma la preoccupazione sono le persone che sono tornate dal nord perché le strutture non sono così grandi ed organizzate e se ci fosse un aumento dei casi sarebbe un problema, per il momento ad Ugento la situazione è tranquilla, già se ci si sposta a Bari c’è qualche caso in più si trova, speriamo che non si complichi la situazione». Parlare di stagione agonistica è forse prematuro, ma l’atleta salentino che ha compiuto trentacinque anni da poco più di un mese ha una sua idea. «Sono contento che hanno spostato la Volleyball Nations League ma se la cancellassero sarebbe anche meglio perché se si giocassero le Olimpiadi poi non avrebbe senso. In questa maniera abbiamo guadagnato due mesi, ciò significa che possiamo giocare sino a giugno e questo permetterebbe anche alla superlega maschile di poter allungare il suo eccezionale svolgimento. Ora c’è più tempo per ragionarci su. Per la champions league invece la vedo più difficile, perché bisognerebbe scegliere dove vai a giocare, cosa non semplice visto che tutti i paesi sono in emergenza, anche tornare a fare un final-four non risolverebbe il problema».

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