Veronica Angeloni: «Lo sport può dare il buon esempio»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Marzo 9, 2020 08:00
Angeloni Veronica

Veronica Angeloni (foto Maurizio Lollini)

In merito al provvedimento preso ieri dalla Lega Pallavolo Serie A Femminile che ha sospeso il campionato a tempo indeterminato si moltiplicano le reazioni. La Bartoccini Gioiellerie Perugia è tornata a casa ieri pomeriggio con un grosso senso di vuoto per non aver potuto giocare ma anche con la consapevolezza che quello che si sta vivendo è davvero un momento molto particolare. La capitana Veronica Angeloni ha espresso il suo pensiero: «Stiamo vivendo una situazione molto brutta in tutto il paese, che porterà conseguenze anche a livello economico per molto tempo. Siamo partite per Scandicci e fino a sabato sera eravamo tutto sommato tranquille, anche perché non stavamo andando in una delle zone rosse, poi ovviamente osservando la continua evoluzione della situazione qualche preoccupazione l’abbiamo avuta, specialmente per la mole di notizie contraddittorie che stavano emergendo, come sempre quando le informazioni sono poco chiare si creano situazioni che generano preoccupazioni, poi però da atlete siamo abituate a concentrarci sull’obiettivo per cui eravamo in trasferta e siamo andate a dormire. Sono convita che a Scandicci avremmo potuto giocare, dopo tutto eravamo già lì ed avevamo fatto l’allenamento della mattina dormendo una notte in albergo quindi già che c’eravamo si poteva benissimo giocare, credo che una decisione del genere andava presa prima che le squadre si mettessero in moto per le trasferte, perché poi scelte come questa condizionano i bilanci delle società che già fanno molti sforzi. Al momento ci troviamo con un’altra partita da recuperare e non sappiamo quale sarà l’evoluzione dei fatti, come ad esempio se rigiocheremo e quando, questa sensazione d’incertezza non ci piace, ovviamente la cosa che attualmente preoccupa di più non è quella sportiva ma quella relativa ai comportamenti che stanno avendo le persone che senza rispettare le direttive emanate per la nostra sicurezza hanno affollato stazioni o magari sono andate in giro ad eventi mondani, mi auguro che tutti avranno una maggior coscienza per limitare il contagio. Le domande che ci poniamo sono quelle che penso abbiano tutti nell’ambiente: quando si potrà tornare a giocare? Riprenderà il campionato? Si riprenderà come prima? Ora siamo chiamati in prima linea in questa situazione e ci si sta rendendo conto di quanto sia complicata».

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