Vital Heynen: «Impossibile fare previsioni»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Marzo 13, 2020 12:30
Heynen Vital (esulta)

Vital Heynen (foto Michele Benda)

Tutte le discipline sportive in ??Italia sono state sospese, almeno fino al 3 aprile. Questo è il risultato di una rigida normativa emanata dal Governo che sta lottando per limitare la diffusione della pandemia. Dalla Polonia si guarda con occhi molto attenti a quello che succede in Italia e Tv Sport ha voluto sentire il parere del tecnico Vital Heynen che ha dichiarato: «Il coronavirus è lontano da noi. Ci sono poche persone infette in Umbria, quindi non ci sentiamo minacciati. Non ho paura di essere infettato. Vedo però cambiamenti a Perugia, ogni giorno sembra una domenica mattina. Ci sono sicuramente meno macchine per le strade. Il palasport in cui ci alleniamo è chiuso. Poche persone camminano per le strade. Resto in contatto con i giocatori, decidiamo insieme cosa fare, è difficile però visto che ogni giorno cambia qualcosa. La sfida in questo momento è mantenere la giusta motivazione e la concentrazione. Non possiamo prevedere nulla. Il mio ruolo di allenatore è quello di preparare la squadra, ma in questo momento non saprei a cosa prepararla». La vita continua a Perugia. «La cosa che si nota di più è che i venditori indossano mascherine nei negozi ancora aperti. Non ci sono problemi con la mancanza di prodotti, le scorte ci sono. Si può tastare con mano il panico. Le persone si guardano, si tengono a distanza. Passeggiando per la città, ho visto lunghe code in diverse farmacie. I clienti stavano a cinque metri di distanza l’uno dall’altro, solo una persona per volta poteva entrare. D’altra parte se qualcuno va a comprare medicine, allora è malato lui o qualcuno dei parenti, e quindi più a rischio. Ad ogni modo è positivo che le persone seguano le istruzioni delle autorità governative». Molte persone sono già morte in Italia. «Mi sembra che ciò sia in parte dovuto al fatto che l’età media della popolazione è avanzata, la percentuale di anziani è più elevata qui che in altri paesi europei. Come sappiamo, queste persone sono a rischio. In Italia non è infrequente che c’è un familiare ultraottantenne e nessuno vuole che si ammali. Uno dello staff nel mio club non può vivere con la famiglia, poiché sua suocera ha problemi cardiaci, è più anziana e i suoi parenti hanno paura che, stando a contatto con una squadra che viaggia molto, possa trasmettergli qualche infezione. Quindi dorme nel garage. Per quanto riguarda la squadra avevamo un programma fino a martedì a mezzogiorno. Sapevamo che le partite di campionato erano state posticipate, ma non c’erano decisioni in merito alle coppe europee. Una volta che abbiamo saputo di non giocare nemmeno la gara di ritorno dei quarti di finale, ho interrotto per la prima volta l’allenamento e ho detto ai miei giocatori che dovevano tornare a casa. Fino a domenica tutti restiamo a casa, in questi giorni decideremo cosa faremo dopo. Sono fermamente convinto che le restrizioni sono una buona decisione delle autorità. All’inizio, tutti pensavano che la situazione non sarebbe diventata così drammatica chiudendo i palasport per una settimana per poi tornare a giocare. Adesso ogni giorno ci sono nuove informazioni, nuove limitazioni e sempre più incognite su quando tutto tornerà alla normalità. Anche se al momento non sta succedendo nulla a Perugia, so che i medici locali avvertono molta pressione. Sempre più persone pongono domande e segnalano sintomi diversi. Spero solo che la pandemia non si diffonda nel resto d’Europa. Non giocare fino ad aprile è dura, non è facile per me stare seduto in casa, sarà una bella sfida. Non so quando potremo tornare ad allenarci. Questa è una situazione molto difficile per me come allenatore». Tra le proposte che prendono piede in queste ore per il campionato italiano c’è quella di cercare di finire la stagione per i club a spese della Volleyball Nations League. «Mi sembra che un punto interrogativo molto grande. È possibile organizzare un torneo nelle condizioni attuali che riunisce i giocatori di pallavolo di tutto il mondo e richiede viaggi costanti? La crisi è così diversa dalle precedenti che nessuno conosce il modo giusto per uscirne. Le decisioni che sembrano buone ad un certo punto potrebbero non avere senso il giorno successivo. Non voglio giudicare nulla o giudicare nessuno. Fare dichiarazioni vincolanti in questo momento è estremamente difficile. Non ci sono più soluzioni facili da prendere». In che modo tutto ciò può influire sulle questioni finanziarie del club di Perugia. «Se le attività sportive riprendono non penso che ci siano problemi al riguardo. Al momento nel nostro club su questo punto non si è nemmeno ragionato».

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