Alberto Marino: «Lo sport deve essere educativo»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 5, 2020 08:00
Marino Alberto

Alberto Marino

Si prolunga il periodo di sosta forzata e di distanziamento sociale, le società sportive cercano di capire cosa succederà, il pensiero della Bastia Volley è espresso dal giovane vicepresidente Alberto Marino che contribuisce a quella sorta di tavola rotonda promossa dalla nostra testata giornalistica con un suo pensiero: «Si prova a ragionare sui possibili sviluppi campionato per campionato, categoria per categoria, dilettanti o professionisti, ognuno di noi può essersi fatto un’idea, ma la voce di un’associazione sportiva oggi deve anche occuparsi di un tema cardine negli statuti e nella missione di ognuno di noi dirigenti sportivi, collaboratori, volontari e famiglie: la responsabilità. Come club abbiamo deciso tra i primi di interrompere gli allenamenti per poter tutelare al massimo la salute di tutte le nostre tesserate; ma abbiamo, allo stesso tempo, premuto, grazie anche al lavoro dello staff tecnico e della comunicazione, perché tutto possa assomigliare il più possibile alla normalità. La squadra di serie C femminile non ha mai smesso di allenarsi, tramite le ormai note videoconferenze, dimostrandosi un gruppo unito e ben saldo. E così ogni gruppo sta provando ad adattarsi, soprattutto per non perdere l’entusiasmo di vivere uno spogliatoio, anche senza potersi (momentaneamente) abbracciare. Ogni giorno dai nostri canali social vengono pubblicate foto, video, pensieri e disegni di tutte le atlete e gli atleti che ci ricordano che noi non ci fermiamo; che andrà tutto bene; che siamo distanti ma uniti. Questo è quello che possiamo? Questo è quello che dobbiamo! Siamo educatori al pari della famiglia e della scuola. Non tiriamoci indietro. Che abbiano 6 o 26 anni, le ragazze che abbiamo sotto la nostra responsabilità meritano tutto quello che possiamo donare loro. Se lo sport si limita alla tecnica, rischia di perdere di vista l’obiettivo. Oggi è importante lo spogliatoio, la solidarietà. Oggi più che mai facciamo ammenda dei nostri limiti e prendiamo sotto l’ala protettiva chi ha paura o chi non ha ancora ben chiaro ciò che sta accadendo. Rispolveriamo anche quei buoni consigli, a volte può formare di più un turno in panchina che uno sotto i riflettori. Non è sempre giusto. Non sempre è meritato. Non sempre è tutto sotto il nostro controllo. Ma è così, e l’avversario che ci troviamo oggi davanti è davvero tosto; il nostro grande gruppo, però, la nostra grande famiglia ha gli strumenti, la tecnica, il carattere e soprattutto il cuore per poter vincere questa finale. Non limitiamoci a fare il tifo. Pretendiamo il meglio da tutti noi… #andràtuttobene».

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