Aleksandar Atanasijevic: «Perugia merita ancora vittorie»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 2, 2020 09:30
Atanasijevic Aleksandar (esulta)

Aleksandar Atanasijevic

In un periodo di sosta forzata che sarà ricordato a lungo dallo sport, e non solo, c’è spazio per approfondire aspetti della vita di alcuni degli atleti più quotati della disciplina. Lega Pallavolo e il club di Perugia hanno voluto sfruttare il momento di pausa per fare quattro chiacchiere con l’opposto serbo Aleksandar Atanasijevic che si è raccontato: «Da piccolo per i miei genitori la cosa più importante era che io studiassi, allo stesso tempo però giocavo a pallavolo, pallamano e pallacanestro, quando è arrivato il momento di scegliere non ho avuto dubbi, la disciplina che mi dava maggior soddisfazione era il volley e poi i miei amici erano tutti della mia stessa idea». Una scelta che continua a condizionare la sua vita visto che nel mondo delle schiacciate ha trovato anche la sua ragazza Elitsa Vasileva. «Quando stiamo insieme io e la mia ragazza parliamo in serbo, lei è bulgara ma è molto portata per le lingue ed ha imparato in appena due settimane». Non manca un piccolo riferimento al pubblico per lui che è il beniamino dei Sirmaniaci che seguono i block-devils. «Non sono io a caricare i tifosi, ma sono loro a caricare me, mi danno una spinta in più soprattutto quando ci sono partite importanti. Ci sono tanti cori che mi piacciono, uno dei miei preferiti è “non ci arrendiamo, fino a quando non vinciamo”. Qualche volta mi entra in testa un coro e per tutta la settimana non esce. Sono sette anni che indosso la maglia di Perugia, mi trovo bene, sono contento di aver rinnovato, sicuramente la motivazione più grande è che la squadra è forte anche nei prossimi anni ed ha possibilità di vincere. Finché mi sento bene rimarrò a Perugia, la città merita più trofei possibili. In nostro gruppo è pieno zeppo di giocatori divertenti, il più simpatico è Podrascanin, il più spiritoso è Biglino che scherza con tutti, quando hai un clima così nello spogliatoio la squadra gioca meglio». Ha conquistato diversi titoli il ventottenne di Belgrado, togliendosi diverse soddisfazioni, ma non sono mancate in carriera le delusioni. «Gara-cinque della finale scudetto dello scorso anno è la sconfitta più dura della mia carriera, credo che abbiamo imparato molto da questa esperienza e spero che non succederà più». Il periodo è davvero anomalo per uno sportivo ma la responsabilità di un ragazzo che è figlio di due medici è ancora più alta. «La mia giornata è normale, non è facile passarla tutto il tempo a casa. Non sappiamo se riprenderemo a giocare o no, comunque mi alzo verso le ore 9, poi dopo colazione mi riposo, pranzo, guardo qualche film e leggo libri, cosa che non faccio abitualmente per mancanza di tempo. So che non è facile ma bisogna seguire le regole perché è l’unico, modo per combattere questo virus».

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