Gino Sirci: «Servono interventi a sostegno dello sport»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 3, 2020 10:00
Sirci Gino (felice)

Gino Sirci (foto Michele Benda)

Il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio non ha cambiato le carte in tavola e, come da attese, ha posticipato sino a Pasqua ogni ulteriore considerazione. Una notizia che non ha sorpreso ma che aumenta l’agonia degli atleti che devo allenarsi alla meno peggio dentro a casa, senza avere la certezza che potranno ricominciare a giocare. Più che una sensazione è certezza che la Lega ed i club non vogliano prendersi la responsabilità di chiudere il campionato, ma vogliano aspettare che magari la decisione sia presa dall’alto. Un contesto quello della superlega dove ci sono squadre propense a chiudere qui la stagione (Milano), ma dove altri vanno nella direzione contraria (Trento, Civitanova Marche e Perugia). È chiaro che tutto sarà possibile se diminuiranno fortemente i contagi, ma il presidente Gino Sirci mantiene stabile la sua speranza: «Adesso non possiamo decidere nulla. Se a maggio si potesse tornare in palestra per proseguire gli allenamenti, pur con le precauzioni del caso, io sono favorevole a una continuazione della stagione, anche perché i rinvii di Vnl e Olimpiade permettono un calendario più lungo. Mancano poche giornate al termine della regular season, poi in base ai piazzamenti si possono fare i play-off, magari in formato ridotto, partendo dalle semifinali o con serie al meglio delle tre partite». La questione spinosa per la società sportiva bianconera e per le altre concorrenti è quella degli stipendi. «Maggiore sarà la sospensione e più grande la modifica degli accordi economici, se dovessimo terminare stagione regolare e play-off, forse si può pensare a tagliare un solo mese di stipendio ai giocatori. Ad ogni modo non basterà, per salvare la pallavolo italiana serviranno aiuti concreti da parte della Fipav, del Coni e dello Stato. Altrimenti nel prossimo campionato al via ci saranno solo cinque o sei squadre. Gli sponsor ora pensano alle loro aziende che sono in difficoltà e, se non ci saranno risorse, la vedo molto dura». La proposta del taglio degli stipendi sta occupando sempre più spazio nei pensieri di tante discipline, gli atleti ed i procuratori però la pensano diversamente. «Non credo che tutta la categoria abbia le stesse idee. In ogni caso lo ripeto, non basta sforbiciare un mese, due o tre. Serve ben altro per dare un futuro al movimento». Alcune recenti ricerche di mercato, per la verità piuttosto sommarie, hanno stimato quali fossero le perdite delle squadre di pallavolo italiana, partendo dal calo delle entrate da marzo al termine della stagione. In vetta a questa graduatoria c’è proprio Perugia con 167mila euro. «La stima è in difetto, quel calcolo sembra rilevare soltanto i mancati incassi delle partite, ma ci sono altri capitoli da considerare, il merchandising nella seconda parte di stagione sarebbe stato intorno ai 50mila euro per noi. E poi ci sono i mancati introiti della champion’s league che non sono facili da prevedere (chi vince prende un premio di 500mila euro, la seconda di 250mila e la terza di 125mil, ndr). Considerando tutto mi sento di poter dire che le perdite per noi ammonterebbero attorno al mezzo milione di euro se l’attività non dovesse riprendere». C’è però qualche piccolo particolare, se anche potesse riprendere il campionato a maggio, cosa di cui si nutrono forti dubbi, si dovrebbe giocare a porte chiuse, tema che alimenterebbe ulteriori discussioni tra le società sportive. Se dovesse trovarsi un’intesa su questo aspetto c’è da considerare la questione dei transfer internazionali che scadono a metà maggio. E se infine fosse superato anche questo ulteriore ostacolo ci sarebbe da riflettere sul fatto che si arriverebbe a giocare fino a giugno, e siccome non tutti i palazzetti sono dotati di aria condizionata, con le temperature elevate del periodo sarebbe una tortura per giocatori ed eventuali spettatori.

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