Sport: una crisi in divenire

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 18, 2020 08:30
Volley (palla in mano)

un atleta di pallavolo con la palla in mano

L’isolamento prosegue e di conseguenza anche il fermo della attività sportiva. Una situazione che nessuno avrebbe potuto pronosticare pochi mesi fa, le finali dei campionati di categoria erano vicine come anche i play-off. Dal lontano, ormai, 6 marzo le palestre sono vuote come anche le scuole ed a distanza di un mese e mezzo si continua a non vedere la fine di questo incubo. Alcune federazioni sportive si sono espresse ed hanno terminato la stagione, tra queste il basket e la pallavolo. Due discipline che seguono il calcio in quanto a numero di tesserati e praticanti in generale, con campionati di vertice che non hanno nulla da invidiare allo sport più popolare. Si cominciano a contare i danni causati da questa forzata inattività e soprattutto si pensa a come uscire (il quando è compito di altre istituzioni, nda) da una situazione di crisi. Non saranno solo la superlega maschile o la serie A1 femminile a fronteggiarla, anche se con portata diversa le società dedite al settore giovanile si trovano ad affrontare costi senza poter più contare su entrate certe. Si sente parlare di associazioni che chiuderanno o che non sono più intenzionate ad affrontare i costi onerosi dei campionati. Difficile quantificare oggi in quanti si presenteranno ai blocchi di partenza a settembre, certo è che al 2017 la Federazione Italiana Pallacanestro contava 317’231 tesserati e 3’261 società contro i 331’843 atleti e 4’390 associazioni della Federazione Italiana Pallavolo (fonte Coni). Un’equazione terribile si prospetta poiché a meno società, meno territorio rappresentato, meno praticanti, corrisponderà una crisi finanziaria maggiore da affrontare. Insomma le federazioni dovranno intervenire in maniera mirata per cercare di non far collassare il sistema, viceversa i cosiddetti aiuti a pioggia creeranno solo un falso assistenzialismo. Se il governo della pallacanestro ha già stanziato quattro milioni di euro per le società, quello della pallavolo finora ha semplicemente indicato che “verranno adottati tutti provvedimenti economici di natura straordinaria in continuità con il percorso di valorizzazione delle società già intrapreso dal consiglio federale nelle passate stagioni”. Ma i soldi e le buone intenzioni non basteranno ad arginare la crisi se tutte le società non si impegneranno a porre in essere azioni a supporto. Ad esempio l’efficientamento delle strutture e dei consumi, l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse umane. Azioni che dovranno essere tese sia a combattere una certa disaffezione verso lo sport che a non ribaltare sui bilanci famigliari la situazione di crisi, altrimenti il rischio della rinuncia ed un calo numerico degli atleti diventa reale.
Angelo Pagano

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