Stefano Recine: «Il danno per Perugia è enorme»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 10, 2020 12:30
Recine Stefano (felpa)

Stefano Recine

Il blocco definitivo dei campionati deciso dalla federazione italiana pallavolo continua a far discutere. La decisione ha preso in contropiede tutti, in primis la Sir Safety Conad Perugia che si era sempre espressa favorevolmente a portare a termine la stagione, beninteso, se ciò fosse stato possibile. A parlare è il direttore sportivo Stefano Recine: «Questa decisione comporta un danno enorme a livello economico e di immagine, staremo sei o sette mesi senza pallavolo». Oltre al mancato incasso dei biglietti c’è da considerare quello dei premi che si sarebbero potuti prendere in champions league, essendo la finale vicina come minimo 250mila euro. «La Cev stava aspettando le decisioni delle federazioni e potrebbe allinearsi, questo aggraverebbe il problema». Nel frattempo le squadre hanno rotto le righe, i primi a lasciare la squadra sono stati l’estone Robert Taht che ha preso l’aereo ed è tornato a casa e il cubano Wilfredo Leòn che con la famiglia è salito in auto per trasferirsi in Polonia. «Per alcuni è più semplice, per altri c’è un protocollo da seguire, ad esempio i giocatori serbi devono avere un permesso dalla propria ambasciata per fare ritorno in patria». Ora rimane il nodo dei pagamenti degli stipendi, le società sportive pensano sia giusto versare il 70% degli importi, ma i giocatori e i procuratori daranno battaglia. «Gli atleti hanno per contratto un ingaggio diviso in dieci mensilità, ad aprile noi abbiamo pagato regolarmente la settima rata, le intenzioni generali di tutti sono di chiudere così i conti».

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