Stefano Recine: «Non si può stare fermi troppo a lungo»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Aprile 29, 2020 12:00
Recine Stefano (tre-quarti)

Stefano Recine (foto Michele Benda)

Ormai è definitivamente archiviata la stagione agonistica e difficilmente gli atleti si ritroveranno nei club della superlega maschile per una eventuale riapertura degli allenamenti. Al momento pare quasi impossibile richiamarli in squadra, oltre ad avere poco senso, perché i contratti terminano nel mese di maggio e le restrizioni potrebbero concedere poche alternative. La strada scelta dalla Sir Safety Conad Perugia e dalle altre concorrenti della massima categoria è quella di cercare di risparmiare il più possibile per contenere i danni subiti dalla sospensione. In una recente intervista rilasciata a SuperNews il direttore sportivo Stefano Recine è tornato sulla questione: «Parlare di sport con migliaia di persone che muoiono non è quello che vogliamo. Tuttavia, quando abbiamo chiesto alla Fipav di aspettare non volevamo andare contro le ordinanze ministeriali, anzi. Volevamo soltanto lasciare una finestrella aperta, dato che lo scenario cambia di giorno in giorno. Si è deciso, però, per la chiusura della stagione. Magari, si sarebbe potuto aspettare il mese di giugno, prima di arrivare ad una soluzione definitiva. Accettiamo, in ogni caso, questa scelta. Per fare chiarezza voglio dire che le prime squadre della classifica (Modena, Civitanova Marche, Trento, Perugia) basano quasi interamente il loro budget sulla vendita di biglietti e sugli sponsor. Per queste il danno è enorme, perché hanno grandi sponsorizzazioni e grandi numeri da gestire. C’è anche da dire che la stagione per i team di vertice sarebbe iniziata proprio in questi giorni, con i play-off di campionato e di champions league. Il 4 maggio ripartiranno gli allenamenti per le discipline individuali, poi riprenderanno anche quelle di squadra. L’importante è che si riprenda, perché non possiamo star fermi troppo a lungo. In sicurezza e seguendo i protocolli sanitari, ma anche noi abbiamo bisogno di ripartire. Il mio auspicio per il futuro è quello di rivedere il pubblico sugli spalti, poiché significherebbe aver trovato il vaccino o sconfitto il virus. Poi, più in generale, spero si ricominci a giocare, attuando tutte le norme sanitarie richieste».

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