Enrico Brizzi: «La pandemia ha decimato i vivai»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Novembre 20, 2020 08:00
Brizzi Enrico

Enrico Brizzi

Anno particolare per lo sport, i club della pallavolo guardano con crescente preoccupazione ai campionati minori che subiranno per forza di cose una drastica rivisitazione. La Città di Castello Pallavolo che milita in serie C femminile attende di capire quali possano essere gli sviluppi futuri ed il tecnico di origine biturgense Enrico Brizzi in una intervista rilasciata a TeverePost ha analizzato l’evoluzione e le prospettive del movimento: «Il 2020 è stato veramente un anno disgraziatissimo. Fino ai primi di marzo i campionati sono andati avanti regolarmente, anche se abbiamo fatto un paio di settimane a porte chiuse, in una situazione irreale, poi ci siamo fermati. La nostra società sportiva è ripartita il 4 giugno ed è andata avanti fino al 27 luglio, seguendo i protocolli. Si vedeva che c’era tanta voglia di allenarsi e stare insieme. In quel periodo abbiamo avuto il 96-97% di presenze, che secondo me in estate è un bel dato. Ci siamo poi fermati per la pausa estiva, siamo ripartiti ma fino a metà settembre le amministrazioni non erano in grado di metterci a disposizione gli impianti, con la prima squadra abbiamo fatto una partita ufficiale di coppa Umbria, già allora cominciavano a circolare voci di peggioramento della pandemia. Adesso siamo fermi da tre settimane, l’ordinanza regionale ha bloccato ogni allenamento per tutti gli atleti e le atlete che non hanno compiuto 18 anni, questo per noi ha significato lo stop completo. Comunque facciamo video conferenze con le ragazze quasi tutte le settimane e dall’under 15 in su c’è grande voglia di ricominciare. Con dei protocolli ben precisi che riguardano sanificazione, misurazione della temperatura, gestione di spogliatoi, docce, allenamenti, a cui loro oramai sono abituate. Per le più piccole invece c’è molta paura da parte dei genitori e le presenze sono limitate. Tutto ciò avrà un duro impatto a livello economico, non facendo attività gli sponsor non pagano, la chiusura attuale è quindi molto più pesante della precedente. C’è un problema a livello giovanile per quello che riguarda gli iscritti, quest’anno nella fascia under 12 e minivolley le società hanno il 50% di iscritti in meno quando va bene, c’è anche chi è scomparso del tutto. Prima della pandemia lo stato di salute di questo sport era buono, anche il maschile a livello nazionale era in crescita. Nella nostra zona era un po’ in difficoltà anche se è vero che a livello maschile ci sono due serie B, a San Giustino e a Città di Castello, che hanno una vocazione rivolta soprattutto alle prime squadre. Nel femminile invece c’è una vocazione orientata al settore giovanile e ci sono tantissime iscritte, tantissime società e tantissime squadre, con meno propensione alla categoria nazionale. Noi siamo una società che punta sul vivaio e siamo disponibili a collaborare con le realtà vicine che fanno campionati nazionali, come Trestina che di recente ha comprato i diritti di B2».

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