
Un passo alla volta. Non si lascia sopraffare dallo sconforto la Sir Safety Bastia che dopo aver perso la prima sfida nella finale promozione si trova in una condizione critica. I bianconeri saranno costretti ora a ribaltare la situazione in trasferta sul campo del Volley Segrate 1978. Se si esaminano i numeri con il necessario distacco, quanto è avvenuto nel primo scontro evidenzia che, fra Bastia e Segrate, una certa differenza esiste. La vittoria dei lombardi è la testimonianza che la compagine settentrionale abbia qualcosa in più rispetto agli umbri, per lo meno mentalmente. Vincere nella bolgia del Pala-Giontella non è infatti facile per nessuno, ed averlo fatto con il risultato più netto significa che la rivale è solida. Questo però non è sufficiente per cantare già vittoria, sarà estremamente importante mantenere la calma e l’autocontrollo per non cadere nelle insidie dei risvolti psicologici. Il tecnico Romano Giannini non riesce a nascondere il rammarico dopo la resa in gara-uno: “C’è amaro in bocca da parte di tutti. Ci siamo allenati bene ed avevamo dimostrato di essere in condizione nelle due gare precedenti contro il Cantù. Dobbiamo crederci ed andare a vincere in casa loro per tornare al Pala-Giontella a disputare la bella”. In effetti l’impressione di chi era presente alla prima sfida è stata quella di una partita che si poteva anche vincere. I ragazzi del tecnico Motta avranno l’entusiasmo dalla loro parte e l’adrenalina a mille. C’è però da stare certi che i fuoriclasse come Francesconi, i combattenti Pignatti e Cortellazzi, gli esperti Scilì e Ciappi, l’umbro Sabatini, non lasceranno il campo senza aver onorato quello maglia che indossano da settembre con onore. A caricare i compagni ci pensa Marco Taba: “La cosa buona è che adesso non abbiamo niente da perdere e la squadra farà la prestazione che tutti si aspettano. La condizione è inversa a quella dello scorso anno col Ravenna. La squadra sta bene ed è pronta per compiere il riscatto. A livello tattico dovremo apportare qualche accorgimento, ormai ci conosciamo e sappiamo dove dovremo incidere”. La buona condizione generale e la consapevolezza di saper fare meglio sono i punti fermi da cui partire per provare ad espugnare la roccaforte nemica.
