Filippo Salvatori, il ‘piemontese’ di Civitella d’Arna

Salvatori Filippo
Filippo Salvatori

Filippo Salvatori, centrale, nato a Civitella d’Arna di Perugia, cresciuto nelle fila del prolifico settore giovanile del Perugia Volley (insieme a Zaytsev, Gradi, Lipparini, Bagnolesi, Rispoli, Pochini solo per citarne alcuni) si appresta a vivere la terza stagione agonistica in Piemonte (decima della carriera) nelle fila del Biella, che disputa il campionato nazionale di serie B2 maschile girone A. Salvatori, dopo tre anni trascorsi nel settore giovanile perugino, ha giocato a Città di Castello (C), Cortona (B1), Foggia (B2), Baiano di Avellino, (B2) e Biella (B1 e B2). Nella città laniera, sede distaccata dell’università di Torino, frequenta il secondo anno di servizi sociali della facoltà di Scienze Politiche. La squadra, molto ridimensionata nell’organico, e con un nuovo allenatore, parte con l’obiettivo della salvezza e quello della valorizzazione dei giovani. Quella che va ad iniziare, sarà quindi, una stagione che si preannuncia difficile, ma anche stimolante per i giovani e per la società, dopo gli anni della serie B1 e di una rosa competitiva. Insieme a Salvatori un’altra conoscenza della pallavolo umbra, ormai piemontese di adozione come l’opposto Mirko Monaldi, tifernate, da anni capitano ed alfiere della formazione biellese. Lo abbiamo incontrato prima della partenza nella sua casa per sapere se dopo tanti anni fuori dalla regione e lontano da casa hai valutato la possibilità di tornare a giocare in Umbria. «Sicuramente mi piacerebbe fare un anno a buon livello in Umbria, ma per ora sto bene qui a Biella sotto tutti i punti di vista. Se arriverà una chiamata (finora non ne ho ricevuta nessuna dall’Umbria) la valuterò». La terza stagione a Biella parte con aspettative ben precise. «Le mie aspettative sono quelle di confermarmi e giocare ad alti livelli come fatto nella stagione scorsa, raggiungere alla salvezza, che è l’obiettivo della società, e dare il mio contributo per far crescere alcuni promettenti giovani del vivaio». L’atleta umbro parla poi dei rapporti con la città, con la gente e della cultura locale. «La mia permanenza a Biella è stata condizionata anche dal rapporto speciale che si è venuto a creare con questo territorio splendido e dalle persone molto ospitali è disponibili. Se non ci fossero state queste condizioni non so se avrei fatto questa scelta dopo il primo anno». Al di fuori dello sport ci sono anche altri interessi, hobby ed amici. «Mi piace molto leggere, andare in montagna, camminare, sciare, stare con la mia ragazza che è sempre presente in ogni ambito della mia vita». Alle soglie dei 26 anni, oltre al presente sportivo bisogna pensare a quello universitario. «Sicuramente il mio obiettivo primario è quello di laurearmi prima possibile, frequento il secondo anno del corso di laurea in Servizi Sociali a Biella. Per quanto riguarda la pallavolo non mi pongo dei limiti. Sicuramente fare un’esperienza in serie A, prima di chiudere la carriera, resta un sogno nel cassetto al quale non ho ancora rinunciato». Le esperienze fatte nel mondo pallavolistico con i nove campionati disputati sono comunque servite a formarlo. «Di positivo l’umiltà di quasi tutti i suoi interpreti, allenatori e giocatori… di negativo la poca serietà di alcuni club e la quasi assente tutela per i giocatori, troppo spesso presi in giro tra la totale indifferenza, come è successo a me in passato ed a gran parte dei giocatori che conosco».