Perugia deve sudare ma doma Ravenna e va alle final-four

Plotnytskyi Oleh (attacco)
Sir Safety Conad Perugia in attacco con lo schiacciatore Oleh Plotnytskyi (foto Michele Benda)

Al borsino delle scommesse la partita della Sir Safety Conad Perugia era certamente una delle più facili da pronosticare, e di certo una vittoria rotonda poteva anche essere messa in preventivo contro una Consar Ravenna che mai aveva insidiato realmente i block-devils nei tre precedenti di questa stagione. I padroni di casa erano favoriti in assoluto, tra la seconda e la decima testa di serie ci si aspettava un match a senso unico ma quella vista in campo è stata una battaglia all’ultimo sangue. Pur partendo contratti e con evidenti problemi tecnici, i bianconeri hanno trovato nelle pieghe del carattere la cattiveria agonistica che è servita a girare la partita dalla loro parte. Gli effetti benefici del ritorno d’organico al completo nel team del presidente Gino Sirci hanno faticato ad emergere in una gara da dentro o fuori, anche se l’avversario nei tre precedenti dell’annata agonistica non erano risultati particolarmente indigesti. Il quarto di finale della coppa Italia, turno in gara unica, ha regalato il sapore diverso di una manifestazione che avrà il suo epilogo nel prossimo fine settimana. Gli umbri hanno recuperato dall’inizio sia Atanasijevic che Russo che hanno offerto una prova di sostanza. In questa situazione la differenza è stata fatta dall’attacco bianconero che ha avuto nel solito Wilfredo Leòn il terminale micidiale in grado di scavare il solco nei momenti salienti di ogni parziale. Determinante l’avvio del match, il vantaggio di cinque lunghezze prodotto da Recine resistite a lungo (10-15). Nel finale Leòn e Plotnytskyi escono fuori e si dimostrano terminali di grande valore annullando il gap (23-23). Lo sforzo prodotto però è pagato allo sprint dove decisivo è un muro di Pinali che consegna il vantaggio ai romagnoli. Alla ripresa sono sempre gli ospiti a far l’andatura con Kovacic sugli scudi in seconda linea (7-10). Qui la reazione di Russo e di capitan Atanasijevic portano al rovesciamento di fronte, ma dura poco perché Recine è infallibile a rete ed effettua il controsorpasso (15-17).  Gli avvicendamenti alla guida non terminano e Grozdanov sigla il 21-22. Ci vuole un muro di Travica per riprendere in mano il pallino e ai vantaggi stavolta è un errore di Grozdanov a ristabilire la parità. Nel terzo frangente Ricci rileva Russo, ma è ancora Pinali a strappare il primo vantaggio (7-10). Non demordono i locali che trovano nel talento di Plotnytskyi la forza per rimettersi in carreggiata (13-11). Le risorse di Recine sono infinite e grazie a lui i ravennati ripartono di slancio (18-21). La battuta di Plotnytskyi tira fuori una serie di conigli dal cilindro che riesce a ribaltare (22-21). Il testa a testa stavolta è risolto da un ace di Leòn. Quarta frazione ancora marchiata a fuoco dalla difesa di Kovacic che consente a Ravenna di scappare sul servizio di Pinali (5-10). Ci vogliono due muri di fila per rilanciare la corsa perugina e due ace consecutivi di Leòn per agganciare (11-11). Le magie di Plotnytskyi mandano al comando di due lunghezze ma i muri di Grozdanov e Mengozzi rimettono in asse (17-17). Il gomito a gomito si protrae sino a che a fondo campo si presenta Leòn che con due ace manda sul match-point e Ter Horst appone il sigillo del trionfo.
SIR SAFETY CONAD PERUGIA – CONSAR RAVENNA = 3-1
(25-27, 26-24, 26-24, 25-21)
PERUGIA
: Leòn 25, Plotnytskyi 19, Atanasijevic 17, Solé 16, Russo 5, Travica 2, Vernon-Evans 0, Colaci (L1), Ricci 1, Ter Horst 1, Piccinelli, Zimmermann. N.E. – Sossenheimer, Biglino (L2). All. Vital Heynen e Carmine Fontana.
RAVENNA
: Recine 20, Pinali 11, Loeppky 11, Grozdanov 10, Mengozzi 9, Redwitz 1, Kovacic (L), Zonca, Batak, Stefani, Koppers, Giuliani (L2). N.E. – Arasomwan, Pirazzoli. All. Marco Bonitta e Matteo Bologna.
Note – spettatori 50.
Durata dei set: 36’, 29’, 30’, 32’.
Arbitri – Rossella Piana (MO) e Giuseppe Curto (GO).
SIR (b.s. 23, v. 9, muri 13, errori 11).
CONSAR (b.s. 10, v. 9, muri 10, errori 6).